Saturday, May 24, 2008

Dark Corners di Ray Gower (2007)


Karen è una giovane donna, felicemente sposata, ma con il sogno purtroppo irrisolto di avere un figlio. Di notte la ragazza diventa nei suoi incubi Susan, infelice creatura di un mondo incolore, perseguitata vittima di un pericoloso psicopatico chiamato il “Cacciatore della notte”. Sogno e realtà si confonderanno…

Strano film questo “Dark Corners”: irrisolto, a tratti noioso, caotico quando cerca di essere lynchiano. Eppure non me la sentirei di bocciarlo in toto: il film possiede invero un fascino morboso, quasi viscerale, capace di creare un mondo di grande disagio e angoscia come raramente se ne sono visti. Tutto questo scendendo naturalmente a patti con una sceneggiatura non propriamente appagante.
Ray Gower però alla sua prima regia è il punto forte del film: dotato di un talento visivo notevole è lui l’ancora di salvezza di un film sicuramente disastroso nelle mani di autori ben più modesti. Per questo la prossima volta gli consigliamo di rivolgersi ad uno sceneggiatore ben più dotato di lui stesso: si eviterebbero sicuramente pasticciacci non solo buoni a livello visivo. Il reparto attori è comunque buono con in primis una fulgida e sensuale Thora Birch nei panni della protagonista dalla doppia personalità che non può non ricordare le donne di Hitchcock e De Palma. Il resto del cast è formato da facce abbastanza anonime ma efficaci per il proprio ruolo. Non guasta poi all’interesse della vicenda qualche dose di sano splatter e di bizzarrie all’apparenza senza senso (i morti che risorgono, le chiavi vomitate, gli aborti alla presenza di sette oscure). Ottima la fotografia che gioca molto con i contrasti tra reale (ambienti molto illuminati quasi da soap opera) e sogno (un buio quasi sempre presente in scenari alla “Seven”). In definitiva “Dark Corners” è un film che, pur con i suoi difetti, potrebbe diventare un cult del genere in virtù proprio della sua ermeticità.


di Andrea Lanza

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