Sunday, May 20, 2007

DEATH NOTE di Shusuke Kaneko (2006)

La prima caratteristica che salta all’occhio durante la visione di questo film è il poterlo inserire nel filone Giapponese dei “seishun eiga” (film per un pubblico giovane). Tratto da un famoso manga di Obata Takeshi vede le gesta di un ragazzo come tanti che trova per terra un quaderno che reca in copertina la scritta “death note”, il quaderno al suo interno è in bianco e poco dopo al giovane appare un demone dai tratti spaventosi che spiega lui il potere che quell’oggetto gli conferisce: scrivendo il nome di una persona avendone presente il volto, questa morirà nel giro di dieci secondi di arresto cardiaco. Scrivendo anche le modalità della morte, luogo e azioni che precedono questa, si potrà guidare la vittima predestinata a compiere determinate gesta secondo la propria volontà. Il ragazzo che trova il quaderno è figlio di un poliziotto e entrando in possesso di quest’arma micidiale decide di colmare il lavoro irrisolto della polizia, ossia giustiziare assassini impuniti o ancora ricercati. Il ragazzo è giovane e non ha il senso della misura, in pochi giorni l’opinione pubblica è turbata dalle improvvise morti di molti pregiudicati che muoiono per arresto cardiaco senza nessun motivo. Lo stesso poliziotto padre del ragazzo, viene incaricato di costituire una sorta di task force per contrastare questo assassino anonimo, si trova così ad avere a sua insaputa lo stesso figlio come obbiettivo delle sue indagini. A collaborare con la polizia entrerà in gioco un altro giovane ragazzo, coetaneo del proprietario del death note, e dotato di una fervida intelligenza. Presto si aprirà una sfida tra i due giovanissimi ragazzi, i quali affronteranno il duello come stessero sfidandosi in un gioco di strategia, mettendo in mostra sottili ragionamenti e organizzando continui tranelli uno nei confronti dell’altro. Il giovane protagonista col dono della morte non eviterà di ammazzare anche dei poliziotti per mantenere nascosta la sua identità barcamenandosi da eroe a carnefice a seconda dei punti di vista. Il film può interessare per come viene organizzata la sfida tra i due protagonisti, ma non è altro che un giocattolone per ragazzi che oltre a tener viva l’attenzione durante tutta la durata del film non è di certo un prodotto che esce dall’ambito dell’intrattenimento fine a se stesso.

di Davide Casale

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