Friday, October 05, 2007

THIS IS ENGLAND di Shane Meadows (2006)

Shane Meadows, Inglese classe 1972, ci aveva già sconvolto nel 2004 col toccante, crudo ed emotivamente spiazzante Dead Man's Shoes. Due anni dopo gira questo This Is England che fin dalla copertina sembra, e infatti è, un film sugli skinhead Inglesi. Siamo nel 1983, quando le teste rasate erano apolitiche, si fumavano le canne e si divertivano bevendo birra in compagnia, facendosi scorrere il tempo addosso intervallandolo con tatuaggi, musica ska, reggae, two tone, oi e punk e qualche buona rissa in compagnia. Ma siamo negli anni ‘80, qualcosa sta per succedere e Meadows si focalizza proprio sulle origini dei bone-head, i cosiddetti skinhead di estrema destra. La sorte di questo movimento è di subire una divisione netta, è la stessa che è toccata agli ultrà del calcio (Esplicativo in questo senso il film Hooligans). Molti skin si sono fatti mangiare il cervello dai partiti di estrema destra, in questo film siamo in Inghilterra e quindi si parla del National Front. Il protagonista è un bambino orfano di padre che si avvicina alla cultura skinhead, si rasa la testa, indossa bretelle, Fred Perry, ai piadi i Dr Martens, nella testa solo voglia di divertirsi. Entrato in un banda viene accolto amichevolmente, ma quando arriva uno skin della banda dopo un periodo di assenza le cose cambiano. Combo, così si chiama il “vecchio” skin, è intriso di ideali fascisti e iper nazionalisti e tenta di convogliare tutta la banda verso i dettami dell’estrema destra, missione principale: scassare le palle e minacciare i “pakibastards”, niente più che i Pakistani che gestiscono gli alimentari in Uk. Vogliono un’Inghilterra bianca, pulita, Combo urlerà in un comizio improvvisato alla banda “This is England!”. La banda si divide e il giovanissimo protagonista si mette con quelli razzisti, con Combo che è il capo, un demente ciccione e un ignorante pelato e tatuato che sembra uscito da un circo. Qui entra in campo la bravura del regista, il quale non si limita a descrivere l’ambiente e i personaggi, ma va a fondo e soprattutto per quanto riguarda Combo, ne fa un ritratto profondissimo grazie anche alla bravura di chi lo interpreta, Stephen Graham. I dissidi interiori dei protagonisti ci avvolgono come una doccia fredda, e come nel bellissimo Dead Man’s Shoes entriamo nel film e proviamo quello che vuole farci provare Meadows.E’ maturato in questo film, i temi sono dosati alla perfezione e sebbene l’argomento sembri all’apparenza di mero divertimento e violenza, siamo di fronte ad un dramma infinito che racchiude un’intera nazione, non solo in ambito skinhead. Il male si annida nell’ignoranza e si nutre delle persone che provano un odio di cui in realtà non sentono le ragioni. Con un finale struggente e scioccante questo meraviglioso regista ci regala un autentico capolavoro.

Di Davide Casale

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