
Tuesday, November 27, 2007
MARITI (HUSBANDS) di John Cassavetes (1970)

MINNIE & MOSKOWITZ di John Cassavetes (1971)

LA SERA DELLA PRIMA (OPENING NIGHT) di John Cassavetes (1977)

Thursday, November 22, 2007
LA ANTENA di Esteban Sapir (2007)

di Davide Casale
Wednesday, November 21, 2007
MECHENOSETS di Filipp Yankovsky (2006)

di Davide Casale
JADESOTURI di Antti-Jussi Annila (2006)

CHRONOPOLIS di Piotr Kamler (1982)

Piotr Kamler è un regista polacco classe 1936; era in stretto rapporto con le avanguardie, soprattutto musicali, durante gli anni ’60. Di lui si dice essere più un artigiano che un artista, questo perché creava lui stesso in laboratorio scenari e oggetti che poi animava nei suoi lavori. I mondi particolari che metteva in mostra Kamler sosteneva esistessero veramente, erano solo in attesa di essere rappresentati. Questo lungometraggio di 82 minuti fu presentato fuori concorso a Cannes nel 1982 nella versione estesa di due ore circa. L’approccio a un’ opera di questo genere è particolare, va ovviamente introdotto e reso consapevole il pubblico di quello che sta per vedere. Il “comporre il tempo” di cui si parla nel panflet sono delle immagini in cui particolari figure architettate ad hoc per dare una continuità individuabile nell'infinito. I bizzarri abitanti di Chronopolis compongono il tempo liberando oggetti che vanno a incontrarsi e scontrarsi, che generano altri oggetti e che hanno come comune denominatore quello di mantenere una sorta di scansione della realtà, di cui nella città sono privi dato che il tempo non è ravvisabile in nulla. Con un approccio disinformato Chronopolis potrebbe essere tranquillamente usato come strumento di tortura, data la monotonia delle sequenze. L’immagine qui presente è tratta dalla copertina di un dvd che oltre a raccogliere questo lungometraggio contiene altre 9 opere, cortometraggi, firmati sempre dallo stesso artista.
di Davide Casale
ALMAZ BLACK BOX di Christian Johnston (2007)

“In 1998 a Russian Military Space Station received a powerful signal of unknown origin. Sixty-seven hours later the Station broke up in the Earth's atmosphere. The Russian Government initiated an extensive cover-up. They were unable to find the Station's Black Box and assumed it was destroyed on reentry. They were wrong. This year, the disturbing contents of the Black Box will be revealed.”
Presentato come film a sorpresa all’edizione 2007 del SciencePlusFiction festival di Trieste, in una sala mezza vuota con tanto di regista presente alla proiezione. L’opera è stata inserita tra i film a sorpresa, così ci han detto, quindi senza titolo, per i temi delicati di cui tratta, sarebbe del materiale sottratto per chissà quali vie all’intelligence Russa.. L’aura di mistero si è impadronita subito degli spettatori e il film viene spacciato come documento segreto. Nessuno dei presenti, immagino, si aspettasse da un momento all’altro un' irruzione di corpi speciali Russi con Putin in persona armato di sciabola, tanto meno il sottoscritto, il quale ancora col sapore del pranzo in bocca si apprestava divertito alla visione, anche se devo ammetterlo, piuttosto incuriosito. Il film è girato molto bene, chiaramente per la maggior parte in camera a mano, intervallato da riprese delle videocamere fisse posizionate nella navetta che registrano ogni cosa. Bisogna dire che il tutto è fatto egregiamente, la tensione sale ogni minuto che passa e il film scivola via che è un piacere, ci troviamo anche noi all’interno della navetta e la claustrofobia è palpabile. Non a caso vi è un approccio molto big brother, con gli astronauti che spesso confidano le loro paure e i loro timori alla camera fissa, collegata ovviamente alla scatola nera. Una miscela vincente presentata in maniera speculativa, anche perché il giovane regista, quando fu il momento di intavolare un dibattito post visione, se ne è scappato (proprio di corsa) con una scusa incomprensibile sul fatto che l’attore del film non doveva essere presente in sala o chissà cosa.. Non l'ha ben capito nemmeno la presentatrice, molto carina tra l'altro. La mossa commerciale mi è parsa più che evidente e quasi ingenua, forse il signor Johnston dovrebbe tenere presente che non tutti sono allocchi. Pseudo antipatie a parte, il film è ben realizzato, lo si inserisce, non occorre nemmeno dirlo, nel filone Blair Wich Project e lo consiglio vivamente (tanto in qualche modo tenteranno di venderlo).
di Davide Casale
Tuesday, November 20, 2007
THE 4th DIMENSION di Tom Mattera & David Mazzoni (2006)

di Davide Casale
CHRYSALIS di Julien Leclercq (2007)

di Davide Casale
VEXILLE di Fumihiko Sori (2007)

di Davide Casale
PUMPKINHEAD 4 di Michael Hurst (2007)

di Andrea Lanza
Saturday, November 10, 2007
PARANOYD di Debora(h) Farina e Giuseppe Amodio (2007)

di Gianluigi Perrone
Sunday, November 04, 2007
QUEL TRENO PER YUMA (3:10 to Yuma) di Delmer Daves (1957)
di Gianluigi Perrone