Sunday, February 03, 2008

Ferryman (2007) di Chris Graham


Peccato davvero perché questo “Ferryman” aveva tutte le carte in regola per ritagliarsi un posto speciale nel cuore di tutti i fan del cinema horror: presentato tra applausi al Ravenna horror Nightmare film festival, recensioni in patria positive, foto di scena molto sanguinose. Invece purtroppo “Ferryman” è la solita minestra riscaldata ed insapore: solito mostro che come un parassita passa di corpo in corpo (idea già vecchia anni fa con il bel “Il tocco del male” di Hoblit), regia insipida, budget modesto, attori mediocri. L’idea principale del film è quella di riuscire a costruire un horror terrorizzante nell’unica location di una barca isolata nel mare, un po’ come aveva fatto “Ore 10: calma piatta” di Noyce nel thriller. Ma se la storia inizia bene, precipita rovinosamente presto nella noia più letale. Non un momento degno di nota, non una sola scena di suspence per ravvivare la tensione, “Ferryman” è quanto non dovrebbe essere un buon horror: vuoto, spento, vacuo, risaputo. Ripeto peccato perché sotto altre mani, meno rozze, questa storia di possessioni tramite un antico coltello sacrificale, poteva essere anche interessante. Ma il regista Chris Graham non riesce ad assecondare la storia, sbaglia registro più volte cadendo spesso nel grottesco parodistico quando dovrebbe essere terrorizzante, imperdonabile questo per un film del terrore. In questo guazzabuglio si salva solo per le sue grazie Amber Sainsbury, una sosia graziosa di Christina Ricci. Non male neanche a dire il vero un sottofinale tutto sommato abbastanza riuscito. Ma diamine come avrà fatto a piacere questa cosa abbastanza svilente? Senza dubbio aspettiamocelo presto nei “migliori”videonoleggi insieme a perle come “Catacombs” o “L’incubo di Johanna Mills”. Mamma mia che brutti!

di Andrea Lanza

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