<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349</id><updated>2011-10-22T14:17:05.214-07:00</updated><title type='text'>CANGACEIRO</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>349</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-9096866218060539980</id><published>2008-09-02T11:24:00.000-07:00</published><updated>2008-09-03T13:43:08.434-07:00</updated><title type='text'>The Mad di John Kalangis (2007)</title><content type='html'>&lt;a href="http://dreamers.com/indices/imagenes/peliculas.7776.IMAGEN1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 176px; CURSOR: hand; HEIGHT: 252px" height="455" alt="" src="http://dreamers.com/indices/imagenes/peliculas.7776.IMAGEN1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Una ventina di anni fa andavano di moda gli horror ironici, titoli principi di questo sottogenere i vari “Un lupo mannaro americano a Londra”, “Ammazzavampiri” e “Vamp”, ma è stato un periodo abbastanza breve; come si sa però le mode prima o poi tornano. “The mad” appartiene a questo tardo filone di nuovi horror ironici che ha avuto l'apice massimo negli ultimi anni con gli inglesi “Shaun of the dead” e “Severance-tagli al personale”. In questo caso niente di eclatante, ma comunque uno spettacolo schiacciapensieri spassoso che paga soltanto un budget ridicolo che non permette in pieno di sviluppare l'aspetto più truce della pellicola. Il “ The mad” del titolo è un padre di famiglia imborghesito, un tempo leader di una band di musica rock anni '80; si troverà suo malgrado a combattere contro un'orda di cadaveri affamati di carne umana. Punto forte della pellicola i dialoghi curatissimi e citazionisti, già cult la discussione se i nostri eroi si stanno trovando davanti a morti viventi o ad appestati dal morbo della mucca pazza. Molte le trovate da ricordare tra cui un tango tra il protagonista e una zombi terminato con un caschè al colpo di fucile o la sequela di sfighe che accadono al ragazzo più giovane (piede divorato da un morto, colpo di pistola alla schiena, hamburger cannibale sulla faccia e infine pasto succulento dei morti viventi). “ The mad” non è come sembrerebbe all'apparenza una commedia sui morti viventi, ma una storia di conflitti generazionali sullo sfondo ornamentale di un'apocalisse di morti viventi. La regia di John Kalangis è di pura routine, ma l'interpretazione di Billy Zane è fenomenale, confermando la vena comica che l'attore di “Titanic” ci aveva dimostrato in “Il cavaliere del male”. Da noi uscito direttamente in dvd: una visione comunque la vale, non si sa mai che possa diventare un cult di mezzanotte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-9096866218060539980?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/9096866218060539980/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=9096866218060539980' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/9096866218060539980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/9096866218060539980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/09/mad-di-john-kalangis-2007.html' title='The Mad di John Kalangis (2007)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-664389394247954720</id><published>2008-08-28T05:00:00.000-07:00</published><updated>2008-08-28T05:02:35.731-07:00</updated><title type='text'>Blood trails di Robert Krause (2006)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.bloodtrails.com/img/index.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 260px; CURSOR: hand" height="405" alt="" src="http://www.bloodtrails.com/img/index.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;“Blood trails” non è solo un brutto film, è un film stupido. E questo è sicuramente il suo maggior difetto. Si salvi pure la regia di Robert Krause che ogni tanto un paio di scene ben confezionate sul piano della suspence riesce anche a metterle in canestro, si salvino pure gli attori che, pur non eccellendo in virtuosismo recitativo, danno anche una caratterizzazione non disprezzabile dei personaggi, ma Dio Santo la sceneggiatura è quanto di più demenziale uno possa immaginare, roba che “Scary movie” diventa un dramma elisabettiano. Finchè la protagonista tradisce il fidanzato ok, anche quando i due vanno in vacanza insieme ci siamo, lo stesso per la corsa in montain bike tra le impervie viuzze di montagna, ma quando a km e km di distanza l'amante della notte si ripresenta uccidendo con un colpo da playstation (mezza luna al contrario) il cornuto e mazziato (aveva appena accettato la scappatella) arrivano i guai. Uno dice: ok sei tanto sfigata da scegliere tra mille luoghi per fare le ferie proprio quello dove risiede il tuo occasionale amante, poi non un tipo apposto, no no uno che si diverte forse a stuprare le bambole ed andare in giro di notte nudo ad uccidere le galline, ma un tipo così dovevi scegliere per fare le corna al tuo uomo? Quando poi vediamo la protagonista scappare lontano lontano lontano e trovare sempre il killer ad aspettarla nei luoghi più inaspettati può venirci spontaneo il dubbio che forse forse stiamo assistendo ad un remake di “Alta tensione” di Alexander Aja. Eh già tutto combacia: magari il killer lo vede solo lei, magari ha dato di testa e alla fine vedremo le diverse scene sotto un punto di vista che si vuole spiazzante; prevedibile ok, ma per lo meno non stupido. Invece no il film è proprio così: lineare, sfrontato nel suo essere così fuori tempo massimo ad invertire i ruoli di “Attrazione fatale”, sottilmente cretino e disonesto con l'intelligenza dello spettatore nel creare situazioni assurdamente non sense. Non ci sono scuse: “Blood trails” è uno dei concorrenti più quotati per vincere l'Oscar della paraculaggine. Già me lo vedo sogghignare in Germania il regista Robert Krause dicendo “Vi ho fregato tutti. Vi ho fregato tutti”. Eh già perchè le foto di scena erano succosamente al sangue e la copertina molto bella, ma come insegna il proverbio: non tutto è oro quello che luccica. Forse se avessimo prestato fede alla puzza di rancido...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-664389394247954720?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/664389394247954720/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=664389394247954720' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/664389394247954720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/664389394247954720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/08/blood-trails-di-robert-krause-2006.html' title='Blood trails di Robert Krause (2006)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-8003039732061350067</id><published>2008-08-23T09:48:00.000-07:00</published><updated>2008-08-23T09:51:06.620-07:00</updated><title type='text'>Birth rite di Devin Hamilton (2003)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.geocities.com/fullmoonfiend/Birth_Rite.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 218px; CURSOR: hand; HEIGHT: 287px" height="395" alt="" src="http://www.geocities.com/fullmoonfiend/Birth_Rite.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Amanti del cinema caciottaro, scoreggione, paraculo ecco per voi il pane degli angeli: “Birth rite” di Devin Hamilton. Difficile trovare titolo peggiore, peggio girato o peggio recitato. Nulla davvero funziona in questa storiella di magia nera e streghette puttanelle, nulla che anche per un nanosecondo faccia pensare per sbaglio a qualcosa di buono. Per cominciare abbiamo una protagonista alta un metro e un puffo, brutta come la morte, cicciottella persino, che si ostinano tutti come un mantra a dirci durante il film di quanto sia appetibile sessualmente. Meglio sicuramente la sorella maggiore, una specie di pornostar di trent'anni con due tette paura che il coraggioso regista vuole spacciare per una diciottenne o giù di lì, ma che per forza di una sceneggiatura scema come poche nessuno durante il film cagherà neppure di striscio. Tutti invece con la bava in bocca a cercare di infilarsi nelle mutandine della bonzona strega sanguinaria. Abbiamo poi un antagonista che agisce come un idiota che in una scena regala un diadema alla protagonista dicendole che l'indomani cominceranno i suoi poteri e subito dopo si materializza nella sua stanza in boxer attillati per ucciderla senza che ci sia ragione logica. Ma di incongruenze la pellicola è tappezzata: una ragazza va in bagno a fare i suoi bisogni senza togliersi i jeans, la protagonista attraversa un sentiero di impiccati che muovono palesemente le mani pur essendo morti, dopo un omicidio in piena lezione gli altri studenti si fanno i fatti loro. E' un continuo di scemenze infarcite da dialoghi stupidissimi, di velleità da regista che Hamilton vorrebbe avere e non ha, di zoomate senza senso, di combattimenti di karate coreografati come una recita delle elementari. Non si sa se ridere o se piangere, ma ci si chiede soprattutto come diavolo fa la Mediafilm a distribuire film tanto brutti? Ma fallisse una buona volta per tutte o assumesse gente capace con almeno un minimo senso critico per la scelta dei film. Fastidiosamente dilettantesco.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-8003039732061350067?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/8003039732061350067/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=8003039732061350067' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8003039732061350067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8003039732061350067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/08/birth-rite-di-devin-hamilton-2003.html' title='Birth rite di Devin Hamilton (2003)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7582620100658780660</id><published>2008-08-22T05:59:00.000-07:00</published><updated>2008-08-22T06:07:07.670-07:00</updated><title type='text'>Jolly Roger di Gary Jones (2005)</title><content type='html'>&lt;a href="http://img291.imageshack.us/img291/3950/jollykg0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 262px; CURSOR: hand; HEIGHT: 365px" height="444" alt="" src="http://img291.imageshack.us/img291/3950/jollykg0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Quante speranze tradite, quanta delusione nell'accingerci alla faticosa visione di questo “Jolly Roger”. Gary Jones anni fa era un nome promettente negli effetti speciali, il suo apporto più significativo è stato per “L'armata delle tenebre” di Sam Raimi, ma poi si è perso nella velleità di una carriera da regista che appagasse sia il suo ego autoriale che un certo gusto per il make up truculento. Di Jones abbiamo visto i pessimi “Spiders” e “Crocodille 2”, ma qui si è toccato il fondo del fondo del fondo. Difficile poter fare di peggio, difficile sbaragliare con un solo film i vari Decoteau, Uwe Boll o Albert Pyun nel ruolo tragico ed elisabettiano di “peggior regista vivente”. Si perchè le chiappe di giovani maschi al sole del caro David frocetton o i deliri al Bullet time del regista di “Postal” sono nulla al confronto di questa sciagurata vicenda di pirati e vendette secolari. Produce l'Asylum, casa sì specializzata in pessimi ripoff di film famosi, ma anche di un capolavoro come “King of the ants” di Stuart Gordon, quindi un minimo di barlume di speranza che stavolta “Jolly Roger” potesse essere un horror decente ci poteva stare. Ad avvalorare la tesi anche stupende scene di decapitazioni e morti sanguinanti apparse su “Fangoria”che hanno fatto godere sciagurati fan del genere come me. Ma purtroppo gli effetti speciali sono l'unica cosa salvabile di un film mal girato, peggio scritto e interpretato da attori così cagneschi da far sembrare Valeria Golino Ava Gardner. La storia defrauda impunemente “Fog” di Carpenter, ma anche “Pirati dei Caraibi” di Verbinsky, ma senza avere né la palpabile tensione del primo né la spudorata simpatia del secondo. “Jolly Roger” è uno slasher pedestre pieno zeppo di errori tecnici che potrebbero nascondere massonicamente l'odio più assoluto verso il cinema. Che dire di una telecamera di sorveglianza che trasmette immagini montate cinematograficamente? O di una ragazza picchiata e lasciata esanime un secondo prima che appare magicamente intonsa davanti al nostro pirata come se nulla fosse? O di una stazione di polizia che è in realtà un appartamento di un Motel? O di uno scrigno un'immagine prima colmo di teste umane di plastica e l'altra vuoto? Sono cose un po' alla Ed Wood solo che i film di Wood erano per lo meno divertenti nella loro cialtroneria. Questo “Jolly roger” invece è noioso fino al parossismo, sciatto come una telenovelas trasmessa su “Mai dire tv”, girato televisivamente senza un minimo di guizzo. Non fatevi ingannare da due belle tette ballonzolanti e un po' di discreto splatter: “Jolly roger” è il corrispettivo con due lire in più di una recita scolastica. Solo per masochisti.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7582620100658780660?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7582620100658780660/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7582620100658780660' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7582620100658780660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7582620100658780660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/08/jolly-roger-di-gary-jones-2005.html' title='Jolly Roger di Gary Jones (2005)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-5793525903964413628</id><published>2008-08-14T06:23:00.000-07:00</published><updated>2008-08-14T06:29:12.487-07:00</updated><title type='text'>House of Blood (2007) di Olaf Ittenbach</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;a href="http://www.fastforward04.it/img/locandine/212854806dfd1beb37-House_of_blood.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 338px" height="411" alt="" src="http://www.fastforward04.it/img/locandine/212854806dfd1beb37-House_of_blood.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Vedere “House of blood” è un po' tornare bambini con videocassette spuzze, logore che sanno di un tempo purtroppo ormai passato. Ricordo le nottate a sedici anni da solo o con amici a vedere robe immonde come “I ragazzi del cimitero” o “Spookies” o ancora la spazzatura della spazzatura, filmacci sotto label come “Eureka”, “Antoniana”, cose che mai sotto tortura oggi guarderesti. Eppure allora ci si esaltava con poco, i parametri di bello e brutto erano azzerati, te ne fregavi se un regista girava un horror nel giardino di casa e lo chiamava Amazzonia, non ti sentivi preso per scemo, semplicemente accettavi anche l'inaccettabile. Erano gli anni che magari rubavi la videocamera di tuo padre o di tuo zio e ti cimentavi tra zoom selvaggi e succo d'amarena a credere di essere Fulci o Romero, poi magari la tua pseudo troupe non si presentava e grazie a Dio non finivi il tuo insulto al Dio del cinema. “House of blood” è quel film che da ragazzino non hai terminato, è la videocassetta che avresti potuto vedere da adolescente assetato di film, è l'incubo più nero di ogni critico che si autodefinisce esteta. E proprio per questo suo essere oltre, oltre il buon gusto, oltre la più giusta delle logiche, posizionandosi fuori dal mondo, “House of blood” è un capolavoro come non se ne vedono da anni. Cioè tutto è sbagliato, dalla scelta della videocamera, una pessima dvd cam forse, agli attori ridicoli che sono comici quando fanno i duri, ai dialoghi tremendi che vogliono unire frasi cazzute ad altre di più aulico pensiero. Poi si dirà, ma il livello di figame sarà almeno alto, cioè deve esserlo per forza per rifarsi gli occhi davanti a qualche sciagurata starlette dalle tette grosse e la passera sbarazzina attratta dalle vane promesse di gloria del regista. Invece no, poche ragazze, vestitissime, anzi una mi sembra di aver letto si sia persino fatta cucire la maglietta sulla pelle per non destare alcuno scandalo, e quella che interagisce col resto del cast è pure un cesso mica male che si scopre essere nientepocodimeno che la moglie di Ittenbach, il genio autore di “House of blood”. Allora, mi direte voi dove, diavolo è il capolavoro? Ci arrivo, ci arrivo, miei cari. Per cominciare tecnicamente il film è incredibile, girato con un budget tipo le mille lire delle Elementari per un succo di frutta e la focaccina, ha però la dignità di una grossa produzione. Ittenbach fa cose folli con quei tre soldi, muove la telecamera sopra tetti, osa persino carrellate, nobilita combattimenti tra uomini e demoni con rallenti o soggettive di proiettili perforanti. Mica male dico io ora. Poi cazzarola lo splatter è estremo e ben fatto, gli attori mutano in un batter d'occhio in demoni e, come “Dal tramonto all'alba”, il poliziesco diventa horror e giù di facce ridotte in poltiglie, di teste aperte come un melone, di operazioni ai testicoli con dovizia di particolari, di arti amputati. Chi più ne ha più ne metta. Poi fattore di cazzata non indifferentemente divertente è che questi mostri saltano come acrobati da circo e picchiano come karatechi. Applauso a scena aperta senza dubbio. “House of blood” è una giostra malferma, un luna park scalcinato che risulta alla fine più divertente di Gardaland. Qui urge un appello: scriviamo a qualche produttore di Hollywood, la smettessero di assoldare dei cagariso per scadenti remake di film orientali, diamo qualche soldo a Ittenbach, veterano della scuola horror fai da te anni 90, per girare un film degno delle sue potenzialità. Altro che Rodriguez verrebbe fuori, sarebbe una bomba pronta ad esplodere. Ma per l'amor di Dio non facciamogli scrivere una sceneggiatura!&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-5793525903964413628?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/5793525903964413628/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=5793525903964413628' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5793525903964413628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5793525903964413628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/08/house-of-blood-2007-di-olaf-ittenbach.html' title='House of Blood (2007) di Olaf Ittenbach'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-5986465379774485242</id><published>2008-08-07T07:00:00.000-07:00</published><updated>2008-08-07T07:02:20.472-07:00</updated><title type='text'>Lake dead di George Bessudo (2007)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.prweb.com/prfiles/2007/10/25/98043/LakeDead.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 268px; CURSOR: hand; HEIGHT: 406px" height="474" alt="" src="http://www.prweb.com/prfiles/2007/10/25/98043/LakeDead.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Gli “8 films to die” quest’anno, rispetto all’anno scorso, sono stati sicuramente migliori: abbiamo avuto, tra i più meritevoli, un film ad un passo dal capolavoro, “Le morti di Ian Stone”, una bella e cupa ghost story, “Crazy eight”, un torture movie da leccarsi i baffi e muovere invidia a Eli Roth, “Borderland”. Purtroppo non è il caso di questo “Lake dead”, operina esile esile girata dall’inesperto, George Bessudo con un cast di attorucoli dall’aria frastornata e la recitazione zoppicante. Per non parlare poi della sceneggiatura che ricicla come un pessimo minestrone tutti i clichè del genere slasher senza avere né la capacità né la voglia di provare strade nuove. Di perle di demenza il film né è costellato a cominciare dalla scena che mostra la scaltra protagonista, inseguita da una famiglia di pazzi assassini, cadere per via di una storta e riposarsi ben trenta minuti. E’ bene dire che la stessa protagonista intervallerà corse pedestri degne di un atleta ad altri momenti dove lamenterà un dolore incredibile alla gamba ferita (che non ho controllato, ma non mi stupirei se cambiasse da una sequenza all’altra). Sul piano della violenza il film conta qualche scena forte (una picconata in faccia o la trapanazione delle caviglie), ma senza riuscire a conferire all’opera un’aria malata che il genere da “Venerdì 13” richiede sempre. Qualche timido innesto di erotismo e morbosità (il sesso campestre o il bacio appassionato di un figlio alla madre) non bastano a salvare un film che definire disastroso è un complimento.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-5986465379774485242?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/5986465379774485242/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=5986465379774485242' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5986465379774485242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5986465379774485242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/08/lake-dead-di-george-bessudo-2007.html' title='Lake dead di George Bessudo (2007)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1696819717085408488</id><published>2008-07-22T14:08:00.000-07:00</published><updated>2008-07-22T14:16:39.217-07:00</updated><title type='text'>Scherzo letale (April's fool day) di The Butcher Brothers</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.filmexpress.it/img/locandine/239074829f232ddfaf-ScherzoLetale.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 225px; CURSOR: hand; HEIGHT: 310px" height="416" alt="" src="http://www.filmexpress.it/img/locandine/239074829f232ddfaf-ScherzoLetale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Mesi fa avevamo recensito con un certo gusto l’interessante film dei Butcher Brothers (che tra l’altro non sono fratelli), “The Hamiltons”, pauperistica, ma non disprezzabile opera horror sulla disgregazione familiare. Quindi nell’accingerci a questo ennesimo remake di un classico del cinema slasher, “Pesce d’aprile” di Walton, lo abbiamo fatto con le più belle premesse avvalorate dall’idea dei due finti fratelli registi alle prese con un budget questa volta decente. “Scherzo letale” (questo il nuovo titolo italiano) inizia davvero bene, forse troppo, con queste carrellate da grande opera hollywoodiana, ma subito si esaurisce con una messa in scena degli omicidi esangue, imbelle, banale, e con uno sviluppo della storia originale francamente patetica. Se il vecchio film di Walton risultava riuscito per la sua aria stralunata da proto “scream” che analizzava, parodizzava, metteva alla berlina i limiti e le regole sotterranee del genere slasher, “Scherzo letale” non fa questo, ma arranca come un condannato a morte verso il colpo di scena finale che si vorrebbe travolgente e imprevedibile, ma invece risulta eccitante come lo è per una moglie un marito addormentato davanti alla tv. Il reparto attori è imbarazzante, con queste facce da culo d’interpreti che non sanno se stanno recitando Shakespeare o la pubblicità del panettone Melegatti, che possiedono la profondità di immedesimazione del personaggio pari a quella che avrebbe una mangusta del Nicaragua se per mestiere dovesse interpretare un horror. Dispiace per la bellezza mal utilizzata di Taylor Cole, improponibile come attrice, ma meritevole di ben altri film capaci di sfruttare in maniera più costruttiva i doni che madre natura ha dato a questa ragazza. Suggerirei un bel film hard di Michael Ninn. Meno male che Dio ha voluto che questo abominio uscisse solo in Italia per il mercato dvd. Da dimenticare in fretta senza tanti problemi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1696819717085408488?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1696819717085408488/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1696819717085408488' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1696819717085408488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1696819717085408488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/07/scherzo-letale-aprils-fool-day-di.html' title='Scherzo letale (April&apos;s fool day) di The Butcher Brothers'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1671518860589678224</id><published>2008-06-25T06:52:00.000-07:00</published><updated>2008-06-25T07:01:07.158-07:00</updated><title type='text'>Betrayed di Valerie Landsburg (2005)</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://thecia.com.au/reviews/b/images/betrayed-poster-0.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 264px; CURSOR: hand; HEIGHT: 367px" height="455" alt="" src="http://thecia.com.au/reviews/b/images/betrayed-poster-0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Ma chissà chi è quel demente che ha avuto l’idea di produrre questo “Betrayed”? Già dalla copertina plagiata senza nessuna remora da “Basic Istinct” la puzza di bruciato è forte, ma poi, man mano che il film va avanti, i nostri dubbi sia un clone del film di Verhoeven con la Stone e Douglas vengono confermati con potenza sovrumana. Ma non solo non è un banale plagio, è un brutto plagio, qualcosa di tanto deprimente da farti sentire scemo. Star dell’opera non per niente il Baldwin non famoso Stephen e l’ex Buffy l’amazzavampiri che nessuno si ricorda, Kristy Swanson. La serie B della serie B. La storia poi non aiuta a tenere viva l’attenzione con situazioni viste e riviste meglio cento volte prima: c’è il solito assassino che potrebbe essere chiunque e la bella in pericolo che viene aiutata da un poliziotto in crisi matrimoniale che con lei inizia un torbido rapporto di sesso. Oddio torbido… I nudi sono pochi, ma la cosa bizzarra è che Baldwin scelga quella mummia della Swanson e non pensi minimamente ad intortarsi una molto più succosa e piacente moglie. Mah, misteri della fede! Poi tanto per fare un po’ di casino nella storia vengono infilati due personaggi gay delineati con la delicatezza di “Pierino medico della Saub”, vero tocco di sensibilità registica. La regia ecco… Una telecamera messa fissa nei posti più disparati che ogni tanto si anima o fa sfumare le scene in rallenti improvvisi e senza senso. Il finale è qualcosa di indefinibile poi: da vederlo senza poterci credere. Pozzetto urlerebbe “L’autore! Vogliamo l’autore!”, ma è meglio questa donna regista stia bene nascosta per evitare facili linciaggi. Brutto? Di più di più. Io vi ho avvertito: rinoleggiatevi “Basic Istinct” piuttosto se volete vedervi un bel thriller erotico, non questa cosa immonda e insulsa da miserrimo cinema del terzo mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;NB Confrontate la copertina di questo film con questa di Basic Instict. Allucinante plagio!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/film/basicinstinct.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.antoniogenna.net/doppiaggio/film/basicinstinct.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1671518860589678224?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1671518860589678224/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1671518860589678224' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1671518860589678224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1671518860589678224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/betrayed-di-valerie-landsburg-2005.html' title='Betrayed di Valerie Landsburg (2005)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-5513549281553513441</id><published>2008-06-22T15:11:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:23.013-08:00</updated><title type='text'>GATOR BAIT di Beverly &amp; Ferd Sebastian (1974)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7Ov4SpDkI/AAAAAAAACoo/aICU4D7-jqQ/s1600-h/gator-bait-movie.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7Ov4SpDkI/AAAAAAAACoo/aICU4D7-jqQ/s400/gator-bait-movie.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214832740501360194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Si potrebbe liberamente considerare una versione al femminile di Chato questo Gator Bait, aggiornato e spostato dal west alle paludi della Louisiana. Il concetto di "non svegliare il can che dorme" soprattutto se è nel suo territorio è più o meno lo stesso, anche se in chiave più scansonata. Desiree è la caldissima Claudia Jennings,copertina dell'anno su Playboy, una skinner che vive in una palude delle pelli degli alligatori che pesca. E' selvaggia ma questo le conferisce ancora più fascino e sensualità. Due balordi in cerca di grane cercano di acciuffarla per appagare i propri istinti sessuali ma Desiree è molto più dura di quanto possa sembrare. Uno dei due balordi spara per errore all'amico e incolpa Desiree. La comunità si muove contro la donna che dà scacco a tutti. Divertente la rappresentazione della gente che vive in prossimità della palude. Dei redneck senza speranza. Uno di loro cerca di violentare la sorella ed il padre di famiglia lo punisce con la frusta manco fosse un asino. Grazie a questi simpatici personaggi il film può essere annoverato nel sottogenere hicksploitation, ovvero i film con gli zoticoni campagnoli ingoranti come capre. Il film è una specie di rape &amp;amp; revenge in cui la violenza non viene mai consumata ma sfocia in un omicidio gratuito ai danni della sorella. Il film è diretto in economia da Ferd e Beverly Sebastian ma bisogna ammettere che, saranno le suggestive paludi, ma il film ha un bel panorama e anche delle riprese niente male. Tutto si gioca sulle stupide idee dei villici e la scaltrezza della protagonista. Il film punta molto sula componente sessuale con una serie di bellezze in vestito "alla Daisy Duke" che spesso non lesinano nel farsi vedere nude. A volte ci sono dei tempi morti o lungaggini ma se preso per quello che è Gator Bait è un prodotto veramente divertente. Forse poco propenso alla violenza ma comunque funzionante. Il film ha anche un seguito,Gator Bait 2 - Cajun Justice, arrivato anni dopo quando il film forse era vagamente diventato un cult da cassetta e Betty Flammng al posto di Claudia Jennings, morta di incidente stradale nel '79 dopo aver partecipato a Fast Company di Cronenberg. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-5513549281553513441?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/5513549281553513441/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=5513549281553513441' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5513549281553513441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5513549281553513441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/gator-bait-di-beverly-ferd-sebastian.html' title='GATOR BAIT di Beverly &amp; Ferd Sebastian (1974)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7Ov4SpDkI/AAAAAAAACoo/aICU4D7-jqQ/s72-c/gator-bait-movie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-8677356000276087274</id><published>2008-06-22T15:01:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:23.220-08:00</updated><title type='text'>AD OCCHI APERTI  Wide Awake di M Night Shyamalan(1998)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7NzPz_swI/AAAAAAAACog/vUBNejxaI6I/s1600-h/wideawake_2389.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7NzPz_swI/AAAAAAAACog/vUBNejxaI6I/s400/wideawake_2389.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214831698843251458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;E' quasi fondamentale vedere questo primo film ufficiale di M Night Shyamalan per codificare la sua poetica ed il suo stile. Infatti il film contiene già in sè tutti i temi cari all'autore, visti in chiave più giovanilistica. Il film, è fortamente autobiografico ed è chiaro che il piccolo Joshua, seppur non di origine indiana, ha avuto lo stesso iter del piccolo Manoj. Così ha dei genitori medici, fa la scuoal cattolica e si pone un sacco di domande spirituali. Alla morte dell'amato nonno si interroga sull'esistenza di Dio e cerca tutto l'anno le risposte a questo dilemma. E' evidente come il film ,anche se appartenente ad un innocuo genere per famiglie, mostri come il tema della perdita della fede e del riconoscimento della realtà, fossero presenti da sempre nella poetica di Shyamalan. Anche il rapporto con i genitori, limpido ma spesso distaccato, mostra un certo problema di comunicazione che qui non viene risolto ma che pone le radici per temi affrontati in futuro. Tecnicamente, nonostante una fotografia evidentemente povera e televisiva, il linguaggio è simile a quello che verrà usato in futuro, anche se più è più castigato. In particolare con il successivo Il Sesto Senso si possono riconoscere numerose idee che qui sono in embrione. L'uso (forse anche invasivo) delle musiche, i numerosi carrelli e zoom sono idee che verrano trasposte nei prossimi film. Qui non vi è affatto la tensione, nonostante Shyamalan non manchi di inserire un momento drammatico dai connotati pur forti se si tiene conto del tipo di film di cui si tratta. Incredibile ma vero, già qui c'è il finale a sorpresa che poi diventerà quasi un marchio di fabbrica del regista per la prima parte della sua carriera. Una maniera semplice per realizzare dei finali forti. Un film sciocco e senza pretese ma molto interessante per lo studio del cinema di Shyamalan e nel suo genere diverse spanne sopra la media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-8677356000276087274?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/8677356000276087274/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=8677356000276087274' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8677356000276087274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8677356000276087274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/ad-occhi-aperti-wide-awake-di-m-night.html' title='AD OCCHI APERTI  Wide Awake di M Night Shyamalan(1998)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7NzPz_swI/AAAAAAAACog/vUBNejxaI6I/s72-c/wideawake_2389.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1295617856605147232</id><published>2008-06-22T14:56:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:23.490-08:00</updated><title type='text'>THE VILLAGE di M Night Shyamalan (2004)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7LZUjDg6I/AAAAAAAACoY/jJCoDuLNpW0/s1600-h/THE+VILLAGE.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7LZUjDg6I/AAAAAAAACoY/jJCoDuLNpW0/s400/THE+VILLAGE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214829054414521250" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Se guardiamo i trailer promozionali di The Village (inizialmente The Woods, poi cambiato per omonimia con il film di Lucky McKee) ci rendiamo conto del fatto che si volesse vendere il film allo spettatore come un horror oscuro. Da qui forse il disappunto di alcuni nei confronti di un film che ancora una volta è una svolta nella carriera di Manoj Shyamalan. In The Village Shyamalan prende ulteriore coscienza delle sue capacità e soista il suo lavoro certosino verso una poetica chiara ed umanistica, che trascende notevolmente dalla trilogia sovrannaturale prodotta in passato. Il villaggio in mezzo ai boschi assediato dalle creature innominabili è chiara metafora dello stato di terrore in cui vive l'America e l'Occidente intero, prostrato nell'immobilità da una paura indotta e menzognera, come quella degli anziani del Villaggio. Che vi sia buona fede nelle loro azioni non giustifica il mezzo usato, da Don Abbondio, da deboli e in un certo qual senso inutile perchè il dolore è ovunque e la natura umana maligna è ovunque. Non a caso il fautore di tale presa di coscienza è Noah (Adrien Brody), lo scemo del villaggio, che è una grottesca metafora del ridicolo proposito degli anziani. Con innumerevoli finezze registiche e prove di stile, Shyamalan racconta della cecità di chi ha perso le speranze verso il mondo contro la paradossale capacità di vedere e capire di Ivy ( Bryce Dallas Howard), cieca sul serio ma consapevole per amore di ciò che è giusto fare. Ancora l'incomunicabilità è uno dei temi amati dal regista. L'incapacità di esprimere il proprio sentimento, le proprie passioni sopite come il rosso che diventa il colore proibito che attira i mostri. E' l'amore che vince contro la rassegnazione, contro la perdita della speranza. Il Villaggio va verso la consapevolezza di aver sbagliato ,il mondo fuori è ancora immerso nel male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1295617856605147232?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1295617856605147232/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1295617856605147232' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1295617856605147232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1295617856605147232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/village-di-m-night-shyamalan-2004.html' title='THE VILLAGE di M Night Shyamalan (2004)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7LZUjDg6I/AAAAAAAACoY/jJCoDuLNpW0/s72-c/THE+VILLAGE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1664793573832563696</id><published>2008-06-22T14:52:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:23.664-08:00</updated><title type='text'>UNBREAKABLE di M Night Shyamalan (2000)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7KfeWCXrI/AAAAAAAACoQ/gtCgtyhAsOw/s1600-h/unbreakable.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7KfeWCXrI/AAAAAAAACoQ/gtCgtyhAsOw/s400/unbreakable.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214828060611862194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Non il manifesto ma forse il più bel film di Shyamalan. Il passo da gigante fatto rispetto al bello seppur manieristico Il Sesto Senso è evidente. Shyamalan interpreta il mito ed i topoi dei fumetti supereroistici in maniera umana e naturale. La storia di David Dunn (Bruce Willis) che a poco a poco comincia a scoprire di avere dei superpoteri dopo essere sopravvissuto ad una catastrofe ferroviaria ha del tangibile e trascende dalla pomposità clamorosa usata normalmente nei cinecomics. E' tutto riferito alla emotività umana e alla situazione familiare di Dunn. Il dramma dell'allontanamento dalla moglie, il rimorso per decisioni prese per amore, ancora l'incomunicabilità è vista con gli occhi pieni di speranza del figlio, la cui capacità di credere e vedere è uno dei punti cardine della poetica del regista. Sicuramente il vero protagonista del film è Elijah Price (Samuel Jackson in una delle sue migliori interpretazioni),l'uomo di vetro, il cui dolore continuo e perenne lo ha reso amaro verso la vita che solo i fumetti hanno salvato ma lo hanno portato ad astrarsi dalla realtà. Price è la superevoluzione del nerd con delle ragioni umane, un villain il cui decadimento emotivo ha delle ragioni superiori, la cui esistenza è un riflesso di se stessa, come viene continuamente sottolineato stilisticamente. Mai come in questo film il dualismo tra i protagonisti è alla base degli eventi. Le qualità che danno senso all'esistenza sono speculari e per entrambi c'è un senso a tutto ciò che avviene.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1664793573832563696?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1664793573832563696/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1664793573832563696' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1664793573832563696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1664793573832563696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/unbreakable-di-m-night-shyamalan-2000.html' title='UNBREAKABLE di M Night Shyamalan (2000)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7KfeWCXrI/AAAAAAAACoQ/gtCgtyhAsOw/s72-c/unbreakable.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-8703654005228218051</id><published>2008-06-22T14:47:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:23.863-08:00</updated><title type='text'>SIGNS di M Night Shyamalan (2002)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7JM8yf9DI/AAAAAAAACoI/mJinNw08Rgg/s1600-h/signs.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7JM8yf9DI/AAAAAAAACoI/mJinNw08Rgg/s400/signs.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214826642855162930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il progetto di Signs sembra nascere subito come produttivamente ambizioso, con Shyamalan riportato nei territori della suspance tout court  con il Sesto Senso ancora alle spalle. Shyamalan scrive la sceneggiatura pensando ai classici che amava sin da piccolo, ovvero Uccelli di Hitchcock, L'Invasione Degli Ultracorpi di Don Siegel e La Notte dei Morti Viventi di George Romero. Nonostante sia quest'ultimo il film esplicitamente citato in una scena in cantina, gli altri due film hanno uguale peso, visto che in Signs si ricrea una situazione di panico circoscritta ad una famiglia mentre il mondo è invaso dagli alieni. L'esperiente per catturare l'audience è quello dei cerchi nel grano ma in realtà è solo un elemento marginale visto che Shyamalan incentra la storia su un pastore che ricerca la fede e la comunicazione con la propria famiglia. Come spesso avviene nei film di Shyamalan, un fatto traumatico, un lutto, trasforma l'universo di un individuo come un evento sovrannaturale potrebbe fare con il mondo reale. Mel Gibson viene scelto come protagonista e non a caso visto che l'attore è notoriamente un uomo di fede ed ha la possibilità di immedesimarsi con il personaggio. In questo film più che mai Shyamalan si prodiga a mettere in scena immagini cristologiche, come la  toccante scena dell'ultima cena o la Pietà rappresentata dal piccolo Kieran Kulkin nella parte finale del film. Come nei precedenti film ritorna la predestinazione dei personaggi, le cui caratteristiche,anche se insignificanti, sono il mezzo per accedere ad un disegno più ampio. Un messaggio che ancora una volta sottolinea l'aspetto spirituale del cinema del regista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-8703654005228218051?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/8703654005228218051/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=8703654005228218051' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8703654005228218051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8703654005228218051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/signs-di-m-night-shyamalan-2002.html' title='SIGNS di M Night Shyamalan (2002)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7JM8yf9DI/AAAAAAAACoI/mJinNw08Rgg/s72-c/signs.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7285241828351325744</id><published>2008-06-22T14:43:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:24.239-08:00</updated><title type='text'>LADY IN THE WATER di M Night Shyamalan  (2006)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7INKcrjOI/AAAAAAAACoA/158X3L0pFVc/s1600-h/Lady-In-The-Water-Posters.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7INKcrjOI/AAAAAAAACoA/158X3L0pFVc/s400/Lady-In-The-Water-Posters.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214825547010116834" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Per comprendere perchè Lady In The Water sia il prodotto migliore e in certi casi definitivo di Shyamalan è il caso di partire dalla sua produzione. Per alcuni il limite dell'autore era di essere costretto sempre tra le i dettami del genere che ne imbrigliavano la capacità espressive. Dopo The Village, che già mostrava notevoli intenzioni autoriali che si discostassero dal passato, Shyamalan decide di compiere una operazione metacinematografica che ponga se stesso come narratore al centro di una vicenda in cui è la narrazione il fine ultimo della stessa e che renda il messaggio esplicito nella stessa storia del film. Shyamalan parte da una favola che racconta ai propri bambini e la mabienta in un condominio dove una serie di vite si intrecciano e vengono catturate dall'avvento di una donna che compare dalla piscina, un narf come la definisce una leggenda koreana, con il nome di Story. E' proprio La Storia a fa muovere i personaggi i cui ruoli non sono immediatamente chiari ma prendono il loro senso una volta che chi è capace di vedere (non a caso un bambino) da la giusta interpretazione della realtà. Il fatto che i personaggi credano ciecamente ad un evento inverosimile non è una forzatura ma contiene lo stesso significato nel film. Quando l'uomo non è più capace di ascoltare delle storie ecco che la storia si mette in moto per esistere. Ancora ritorna il tema della predestinazione e come si vede ogni personaggio ha un suo ruolo e quello che Shyamalan si affida, lo scrittore che cambierà le cose, è emblematico, non  fosse altro perchè ben più consistente che negli altri film. L'autore esprime al massimo le sue capacità stilistico-simboliche, parla apertamente con il linguaggio della camera da presa e riempie di emotività i personaggi. Paul Giamatti in questo caso è gigantesco, nonostante sia un sostitutto di Phillip Seymour Hoffman, e conferisce un che di ironico nel suo personaggio comunque intensissimo. Ironicamente Shyamalan se la prende con una certa critica bacchettona che analizza i film senza comprendere che dietro di essi c'è un'anima e dei sentimenti. Forse banale ma assolutamente pertinente nell'economia di una storia come Lady in the Water. La Disney aveva cestinato la sceneggiatura e questa rottura aveva portato indipendenza a Shyamalan &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;ma anche dide ragione a causa dello scarso successo del film. In realtà poi Shyamalan l'ha avuta vinta perchè è riuscito a realizzare una storia unica nel suo genere che tratta il tema del raccontare storie, oltre il cinema e la letteratura, ma proprio nel senso della comunciazione umana e della fantasia che chiede semplicemente di essere ascoltata e di abbandonarsi ad essa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7285241828351325744?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7285241828351325744/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7285241828351325744' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7285241828351325744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7285241828351325744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/lady-in-water-di-m-night-shyamalan-2006.html' title='LADY IN THE WATER di M Night Shyamalan  (2006)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7INKcrjOI/AAAAAAAACoA/158X3L0pFVc/s72-c/Lady-In-The-Water-Posters.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3694898953497664266</id><published>2008-06-22T14:38:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:24.430-08:00</updated><title type='text'>IL SESTO SENSO  di M Night Shyamalan (The Sixth Sense) 1999</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7HdOr0dDI/AAAAAAAACn4/OBxBrLJlpsI/s1600-h/The+Sixth+Sense.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7HdOr0dDI/AAAAAAAACn4/OBxBrLJlpsI/s400/The+Sixth+Sense.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214824723513635890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Vero e proprio miracolo cinematografico, Il Sesto Senso è il film che ha fatto riconoscere M Night Shyamalan come nuovo guru dell'horror moderno. In realtà quasi subito il regista si preoccuperà di puntare l'accento su altri aspetti della sua cinematografia, in modo tale da valorizzare maggiormente quest'opera che apparentemente era solamente un grande film horror. Al di là della costruzione sfociata nel twist finale, delle raccapriccianti immagini di morte che si presentano davanti al piccolo Joel Osment e di tutti gli espedienti che Shyamalan rubacchiava dal cinema asiatico di paura quando ancora non era esploso in occidente, l'elemento sorprendente de Il Sesto Senso è la incredibile armonia tra stile e contenuto che il regista riesce ad esprimere sottovoce, senza alcun sensazionalistico se non con virtuosismi cinematografici. Il giovane protagonista è sicuramente dotato ma è la maniera in cui viene diretto che ne amplifica le qualità, così come avviene per Bruce Willis, la cui scelta è un colpo di genio azzeccatissimo. Un classica storia di fantasmi viene trasformata nella più complessa parabola di incomunicabilità e disagio familiare. Il rapporto con il bambino e la madre, così come quello di WIllis e la moglie, sono due facce della medesima medaglia con la differenza che solo quello che non è completamente infranto si può ricostruire. Incredibile a dirsi ma con un budget decisamente basso per quello che sono i suoi standard, Shyamalan tira fuori un prodotto fortissimo, forse invecchiato prematuramente nell'economia spicciola della storia ma ancora validissimo per quanto riguarda il suo contenuto semantico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3694898953497664266?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3694898953497664266/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3694898953497664266' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3694898953497664266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3694898953497664266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/il-sesto-senso-di-m-night-shyamalan.html' title='IL SESTO SENSO  di M Night Shyamalan (The Sixth Sense) 1999'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SF7HdOr0dDI/AAAAAAAACn4/OBxBrLJlpsI/s72-c/The+Sixth+Sense.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-9222800141823537420</id><published>2008-06-15T12:11:00.000-07:00</published><updated>2008-06-15T12:14:32.891-07:00</updated><title type='text'>The call 3 di Manabu Asou (2007)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.videomatik.it/img/locandine/454747949ca5da99c-thecall3.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 247px; CURSOR: hand; HEIGHT: 342px" height="440" alt="" src="http://www.videomatik.it/img/locandine/454747949ca5da99c-thecall3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;E con “The Call the final” siamo all’ultimo tassello della saga iniziata da Takashi Miike sui cellulari indemoniati, derivazione diretta del più famoso “Ringu” di Hideo Nakata. Diciamo subito che non ci siamo: questo terzo capitolo è il peggiore. Peccato perché l’idea di fondo non era male: usare la moda giovanile per gli sms come una sorta di virus che conduce alla morte. Chiudere un gruppo di studenti in un albergo come fossero polli in una gabbia e farli scannare l’un l’altro era tutt’altro che una brutta idea, quasi una sorta di Battle royal horror, ma ben presto la storia si perde nella solita vendetta di una ragazza sbeffeggiata. Come se già i vari Whispering corridors o gli horror perdenti di Ahn Byeong-ki (“Gawi”. “Bushinsaba”, “The phone”) non avessero esaurito a sufficienza l’argomento. Che noia! La regia è anonima come poche cose, la psicologia dei personaggi è calma piatta, la sceneggiatura arranca come un malato di asma in quell’unica idea cercando di trovare uno sbocco in scopiazzature di altre opere. Se il primo “The call” era sicuramente il migliore pur trattandosi di un Miike più commerciale (però scene come l’esorcismo in tv sono pugni allo stomaco per la violenza), il secondo dell’anonimo Renpei Tsukamoto evitava il disastro solo in virtù di un’ottima atmosfera e di alcuni colpi di scena, questo terzo è l’impatto finale verso il mediocre più assoluto. Per carità meglio di cose immonde come il pessimo remake “Chiamata senza risposta” di Eric Valette, qui almeno siamo ancora nel campo delle buone idee sfruttate male. Ma tantè…&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-9222800141823537420?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/9222800141823537420/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=9222800141823537420' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/9222800141823537420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/9222800141823537420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/call-3-di-manabu-asou-2007.html' title='The call 3 di Manabu Asou (2007)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-85892094261377661</id><published>2008-06-15T12:02:00.000-07:00</published><updated>2008-06-15T12:09:59.162-07:00</updated><title type='text'>Matamorphosis di Tim Cox (2005)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.musicafilm.it/watermark.php?src=dvdmovie_9607_front_0319.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 291px" height="407" alt="" src="http://www.musicafilm.it/watermark.php?src=dvdmovie_9607_front_0319.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Ma che bella sorpresina: un b movie coi controfiocchi. Questo “Metamorphosis” sarà pure uno dei tanti film prodotti con lo stampino dalla famigerata Nu Image (“Crocodille” di Hooper  ed eco vengeance vari), ma qui piuttosto che altrove la ricetta è meglio condita. Partiamo subito dal gustoso assunto: una ditta regala agli allevatori locali un nuovo tipo foraggio ottenendo una percentuale sulle bestie da macellare e venendo proclamati dal volgo come benefattori; peccato che questo prodotto generi anche delle larve parassite affamate di sangue. Originale no? Se poi aggiungiamo che le terribili bestiole dopo essersi rifugiate nello stomaco dei malcapitati ospiti ne escono in un tripudio splatter di petti  e stomaci perforati come dei simil pipistrelli possiamo dire con tutta sicurezza che non è la solita minestra riscaldata. Effetti speciali in una computer grafica che non stona, attori sconosciuti, ma in forma, una sceneggiatura che arriva a non banalizzare il facilmente banalizzabile (l’umanità dello spietato villain è tocco aureo) e una regia forse non eccelsa, ma adatta ad un grande spettacolo casalingo. Che altro chiedere di più? E pensiamo che il suddetto film è nei cestoni dei supermercati a meno di sette euro tra i vari Decoteau e compagnia brutta: che ingiustizia! Certo non si può gridare al grande miracolo eppure nel suo piccolo “Metamorphosis” funziona da Dio come mero intrattenimento, molto di più di fratelli maggiori miracolati da un grande budget. Belle idee di un cinema che forse sempre più raramente viene prodotto, film fatti per le platee di massa, non elitari, eppure capaci di grandi picchi d’ala e di un’ottima confezione. Anche se dalla copertina con questo simil mostro dai denti a sciabola che mostra un occhio dalle fattezze di uno scheletro non ci saremmo aspettati nulla, ben lieti di essere stati smentiti. D’altronde un film diretto al mercato dvd che non ti fa sbadigliare né costringerti ad una visione accelerata con il fast foward è già di per se stesso un miracolo. Promosso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-85892094261377661?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/85892094261377661/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=85892094261377661' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/85892094261377661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/85892094261377661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/matamorphosis-di-tim-cox-2005.html' title='Matamorphosis di Tim Cox (2005)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3675593407519251163</id><published>2008-06-08T10:55:00.000-07:00</published><updated>2008-06-08T11:01:16.496-07:00</updated><title type='text'>Prigione di vetro 2 di Steve Antin (2006)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.stevengutheinz.com/credits_goodmother.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 255px; CURSOR: hand; HEIGHT: 356px" height="438" alt="" src="http://www.stevengutheinz.com/credits_goodmother.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;In pochi si ricorderanno forse un thriller di qualche anno fa con protagonista la bella Diane Lane (ex signora Lambert) dal titolo “Prigione di vetro”. Niente di che a dire il vero: storia abbastanza trita con suspense ai livelli minimi. Questo secondo capitolo pur nascendo quindi con le premesse più disastrose, riesce comunque ad essere invece una bella sorpresa. La trama del precedente (ragazzi orfani nelle mani di spietati genitori adottivi) viene insaporita da un una buona regia, da un ritmo concitato e da trovate degne di note. Non ultima quella di mettere in primo piano una patologia medica che è causa sotterranea di alcuni casi di morte infantili: la sindrome di Munchausen con procura. Se non sapete cos’è preparatevi a tenere saldi i nervi: è quella malattia che spinge una madre a ferire, torturare e (a volte) uccidere il proprio figlio solo per sentirsi utili e apprezzate. Un crudele modo per essere elette di forza “amorevoli mamme dell’anno”. Di certo l’argomento non è nuovo, se ne è parlato al cinema in ottimi film come “Il sesto senso”, “Fragile” o “The Call”, ma “Prigione di vetro 2” riesce comunque a rendere originale il tema in una cornice da thriller claustrofobico al cardiopalma. Gli attori sono tutti bravi, solo Jason London nei panni di un poliziotto è francamente imbarazzante nel suo look stereotipato con occhiali neri perenni tanto anni 80. Un plauso all’ottima fotografia e ad una regia sapientemente brava ad orchestrare i tempi della paura. Il regista Steve Antin ha fatto poco o niente per il cinema, ma da questa prova lascia ben sperare in un roseo futuro. Per essere un film diretto al mercato dvd è opera davvero ben riuscita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3675593407519251163?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3675593407519251163/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3675593407519251163' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3675593407519251163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3675593407519251163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/prigione-di-vetro-2-di-steve-antin-2006.html' title='Prigione di vetro 2 di Steve Antin (2006)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6380402026218558658</id><published>2008-06-02T08:56:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:24.673-08:00</updated><title type='text'>TEETH di Mitchell Lichtenstein (2007)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SEQyRBSYioI/AAAAAAAACmA/uyrEbPHecbo/s1600-h/teeth_movie_poster2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SEQyRBSYioI/AAAAAAAACmA/uyrEbPHecbo/s320/teeth_movie_poster2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207342337131842178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;"Dentata!", grida il ginecologo quando scopre la peculiarità anatomica di Dawn, Jess Weixler, a discapito delle sue dita. La vagina con i denti è stata una fantasia tra le più gettonate tra gli uomini, forse per quell'ansia di castrazione di cui parlava Freud, forse perchè anche una mente poco fantasiosa associa una bocca, seppur verticale, ai rispettivi denti ed alle conseguenze del caso. Innumerevoli le rappresentazioni storiche e artistiche di questa caratteristica ed era prevedibile che prima o poi arrivasse anche al cinema popolare. Questo è infatti Teeth di Mitchell Lichtenstein che ha la leggerezza di una commedia con sottotesti sessuali neanche ormai troppo scabrosi visto quello a cui ci ha abituato la tv con serie come Nip/Tuck, che non a caso presta John Hensley al film. Per creare un po' di trama si immagina Dawn come una ragazza che crede fermamente nel valore della verginità, quindi non immediatamente capace di riconoscere la sua deformità (che si intuisce dovuta ad una fabbrica nucleare nella sua città). Insieme al sesso, Dawn scopre i dolori dello stesso. Troppo facile la metafora psuedo-femminista per cui l'emancipazione sessuale di Dawn va a pari passo con la scoperta della meschinità del maschio. Il film poggia un po' troppo sulla trovata iniziale e si sviluppa un po' disconnesso, soprattutto nell'ultima parte, quando la tagliola di Dawn si vendica un po' di tutti i maschi che trova davanti. Girato in maniera fresca e sicuramente conscio del suo potenziale, il film presentato al Sundance fa ben sperare per un autore che qui voleva forse dare il proprio caratteristico biglietto da visita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6380402026218558658?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6380402026218558658/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6380402026218558658' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6380402026218558658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6380402026218558658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/teeth-di-mitchell-lichtenstein-2007.html' title='TEETH di Mitchell Lichtenstein (2007)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SEQyRBSYioI/AAAAAAAACmA/uyrEbPHecbo/s72-c/teeth_movie_poster2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6202691349534955100</id><published>2008-06-02T08:43:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:24.790-08:00</updated><title type='text'>SANGRE di Amat Escalante (2005)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SEQVnxSYinI/AAAAAAAACl4/82QAaHfzkUs/s1600-h/sangre_amat_escalante_r370.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SEQVnxSYinI/AAAAAAAACl4/82QAaHfzkUs/s320/sangre_amat_escalante_r370.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207310842136660594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Amat Escalante nasce spagnolo ma, naturalizzato cittadino di Città del Messico, qui giovanissimo realizza il suo esordio cinematografico. In Sangre Esclante delinea le caratteristiche del suo cinema, ovvero : l'essenzialità, la monotonia del quotidiano, la miseria dei corpi e l'apatia. Girato in economia con &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;attori non professionisti, Sangre segue la vita di un portiere che vive con la moglie un rapporto non brutto, perchè correlato da tutti i doveri matrimoniali compresa una visione del sesso molto impostata, quanto piuttosto macchinoso e ripetitivo. Il corpo sgonfio ed il suo sguardo perso nel vuoto sono lo specchio della sua esistenza, fatta di lunghi silenzi compiaciuti e alimentazione (anche mentale) pessima e popolare. Quando arriva la figlia con pretese di riordinamento degli equilibri qualcosa succede ma è la messa in scena minimale di Esclante che colpisce particolarmente. Infinitamente lunghi piani sequenza e tempi dilatati in una maniera asfissiante, con un effetto semplice e complesso alla stessa maniera. Un esordio interessante che dimostrerà la possibilità di crescere dell'autore nell'immediato futuro. Coccolato a Cannes nel 2005.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6202691349534955100?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6202691349534955100/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6202691349534955100' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6202691349534955100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6202691349534955100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/06/sangre-di-amat-escalante-2005.html' title='SANGRE di Amat Escalante (2005)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SEQVnxSYinI/AAAAAAAACl4/82QAaHfzkUs/s72-c/sangre_amat_escalante_r370.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-815492110830786064</id><published>2008-05-29T16:51:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:25.076-08:00</updated><title type='text'>CINQUE CORPI SENZA TESTA (strait-jacket) di William Castle (1964)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD9DRhSYigI/AAAAAAAAClA/gWq0y2Hr8MM/s1600-h/5corpi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD9DRhSYigI/AAAAAAAAClA/gWq0y2Hr8MM/s320/5corpi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205953662535895554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Uno dei film più violenti di William Castle e tra i più riusciti. Molto si deve a Joan Crawford che interpreta la schizofrenia della protagonista in maniera pionieristica. Ispirato ad un racconto di Robert Bloch, vede come protagonista una donna che per gelosia massacra marito ed amante a colpi di ascia sulla testa davanti la figlia. Dopo anni di manicomio ritorna dalla figlia ma le morti non sono finite. Tutto il plot gira sul mistero del misterioso assassino decapitatore ma il tutto è reso cruento dalle immagini di morte ed il ritorno dell'immagine senza testa che Castle infila subliminalmente ovunque. Il resto è fatto da ombre e tensione con il consueto stile del regista. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;A suo modo un film seminale nel suo genere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-815492110830786064?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/815492110830786064/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=815492110830786064' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/815492110830786064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/815492110830786064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/cinque-corpi-senza-testa-strait-jacket.html' title='CINQUE CORPI SENZA TESTA (strait-jacket) di William Castle (1964)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD9DRhSYigI/AAAAAAAAClA/gWq0y2Hr8MM/s72-c/5corpi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3454804862208121014</id><published>2008-05-29T16:26:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:25.224-08:00</updated><title type='text'>INCATENATO ALL’INFERNO (unchained    A.K.A.  The Man Who Broke 1,000 Chains) di Daniel Mann (1987)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD8-qBSYifI/AAAAAAAACk4/lAyfkFIXqMg/s1600-h/Daniel+Mann.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD8-qBSYifI/AAAAAAAACk4/lAyfkFIXqMg/s400/Daniel+Mann.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205948585884551666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Un filone molto sfruttato dal cinema americano è quello con tematiche carcerarie.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;“Incatenato all’inferno” ,tuttavia,pur potendosi far risalire a questo filone,risulta essere un film di più ampio respiro.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;La storia ,reale e biografica, del protagonista, finisce per essere una tortuosa rappresentazione di quel self made man che è l’incarnazione stessa del “sogno americano”.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il reduce Robert Elliot Burns , che, alla fine della prima Guerra Mondiale, si ritrova vittima della depressione che aveva investito gli Stati Uniti,finisce per divenire uno dei tanti diseredati che vagavano nascosti sui treni di città in città,sperando di trovare un lavoro o di racimolare qualche spicciolo.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Nella propria ricerca di una opportunità,però, il giovane si ritroverà invischiato in una rapina,finendo per essere condannato a dieci anni di lavori forzati nello Stato della Georgia.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il film ci catapulta in un vero inferno sulla terra,quello delle colonie penali del profondo Sud, il lato oscuro della Dixie Land,dove la vita di un uomo vale meno di nulla. Qui Burns scoprirà il lato bestiale e malvagio dell’animo umano, incarnato dal direttore Hardy (un immenso e sudaticcio Charles Durning)e dai suoi scagnozzi.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Da questo posto mefitico ed inumano,però,il giovane reduce riuscirà a fuggire per tentare di crearsi una nuova identità e di ricostruire la propria vita; da un suo romanzo si darà il via a quel processo civile che porterà alla riforma delle colonie penali.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Un film che tocca molte tematiche,dunque: dalla ingenerosità dell’America nei confronti dei propri reduci, al tema dei delitti e delle pene,il tutto supportato da una colonna sonora folk blues e spiritual,cantata a squarciagola dai detenuti per scandire il ritmo delle picconate.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; Ultima menzione,doverosa, va al personaggio del vecchio Pappy Glue,&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Interpretato da Elisha Cook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Di Andrea Scalise&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3454804862208121014?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3454804862208121014/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3454804862208121014' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3454804862208121014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3454804862208121014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/incatenato-allinferno-unchained-aka-man.html' title='INCATENATO ALL’INFERNO (unchained    A.K.A.  The Man Who Broke 1,000 Chains) di Daniel Mann (1987)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD8-qBSYifI/AAAAAAAACk4/lAyfkFIXqMg/s72-c/Daniel+Mann.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-5448363895114692380</id><published>2008-05-29T16:19:00.001-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:25.441-08:00</updated><title type='text'>BRACCATO A VITA (MAD DOG MORGAN) di Philippe Mora (1976)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD861BSYieI/AAAAAAAACkw/D7jcgmEyWBU/s1600-h/maddog.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD861BSYieI/AAAAAAAACkw/D7jcgmEyWBU/s400/maddog.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205944376816601570" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Nello stato di Victoria in Australia,terra di pendagli da forca,colonia di Sua Maestà la  Regina d’Inghilterra,un giovane,Dan Morgan, passa la propria vita tra fumerie d’oppio e scazzottate.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il film narra l’ascesa di questo avventuriero dal carattere fiero,trascinato nell’inferno delle carceri,dove verrà brutalizzato e torturato,per poi passare alla sua nuova vita da fuorilegge.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;A far da sfondo a tutto ciò ,vi sono le distese dell’Australia ottocentesca,dove una stretta elite di anglosassoni governa su una masnada di delinquenti e sulle popolazioni aborigene locali.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Morgan guadagnerà l’appellativo di “cane pazzo” per via delle proprie imprese banditesche, divenendo, quasi, un robin hood australiano.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Dan Morgan, alias “mad dog Morgan” non è altro che il nome falso di un personaggio storicamente vissuto nella metà del 1800 in Australia.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Un uomo che si pose in lotta contro una società spietata e classista,divenendo una belva selvaggia,braccata da una moltitudine di cacciatori di taglie.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Nonostante la barba folta e posticcia,un ruolo disegnato su misura per Hopper,che sembra divertirsi un mondo ad impersonarlo.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Uno scontro tra diversi tipi di inumanità,tra chi,pur costretto a vivere come un selvaggio,Morgan stesso e l’unico suo amico,l’aborigeno “Billy”,mantiene dei rudimentali principi morali e chi invece,come il governatore,in nome della propria superiorità,non esita a far fare a pezzi il cadavere di un bandito solo per  conservarne lo scroto come portatabacco.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;“Braccato a vita” sembrerebbe a prima vista essere un western,ma si rimane allibiti dalla facilità con cui il registro varia dal film d’avventura a quello “picaresco”,con un retrogusto di cinema horror che lo pervade insistentemente.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Durante le crude scene della violenza sul protagonista e della “M” ,barbaro simbolo della detenzione , che gli viene marchiata a fuoco sulla mano,si prova una sensazione di netto disagio che la accomuna più ad un horror gotico che ad un classico western.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Di Andrea Scalise&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-5448363895114692380?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/5448363895114692380/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=5448363895114692380' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5448363895114692380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5448363895114692380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/braccato-vita-mad-dog-morgan-di.html' title='BRACCATO A VITA (MAD DOG MORGAN) di Philippe Mora (1976)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD861BSYieI/AAAAAAAACkw/D7jcgmEyWBU/s72-c/maddog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-2717660124522944316</id><published>2008-05-29T11:34:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:25.753-08:00</updated><title type='text'>ROMAN POLANSKI  : WANTED &amp; DESIRED di Marina Zenovich (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD74pxSYiTI/AAAAAAAACjY/zQ6mgUDXBxU/s1600-h/polanski.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD74pxSYiTI/AAAAAAAACjY/zQ6mgUDXBxU/s400/polanski.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205871615775639858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Per chi non lo sapesse a Polanski piacciono le ragazzine. Fosse l'unico. Il problema è che nella sua vita incredibile c'è stato anche uno scandalo relativo ad un rapporto con una tredicenne che lo ha costretto alla contumacia dagli Stati Uniti.Il documentario di Marina Zenovich, Roman Polanski Wanted &amp;amp; Desired, parte da questo spunto per sfruttare l'immagine di uno dei più grandi registi dela storia. Chiaro che Polanski ha sbagliato ed è un porco schifoso,però dietro a questo lavoro mal fatto ed ipocrita ci sono ben altre storie da raccontare. Evidentemente c'è dell'acredine tra i Weinstein ed il regista polacco, perchè distribuire in pompa magna un lavoro che, per quanto ruffiano, riporterà alla luce le ombre del regista. Banalmente si raccontano i fatti conosciuti della vita di Polanski, dal massacro della famiglia Manson alla carriera cinematografica, assolutamente in maniera verbosa ed inutile. Tutto quello che si racconta nel doc è su internet,non vi è un minimo di indagine se non gossippara che da una interpretazione grossolana dei personaggi neanche fossero macchiette forzatamente proposte come interessanti.La regista intervista gente al margine degli avvenimenti ovvero lo schiavo di Dino De Laurentis o un gornalista coinvolto marginalmente negli eventi e tutta gente che parla sul sentito dire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;I protagonisti sono mostrati tagliati con l'accetta e alcune affermazioni dell'accusa come che "i film di Polanski siano tutti basati sulla corruzione dell'innocenza sull'acqua" come immagine dell'atto sessuale sulla ragazzina in una vasca da bagno sono ridicole e a tratti scandalose se si pensino messe in bocca ai più grossi uomini di legge americani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;E' un colpo basso senza motivo di essere. Ennesima speculazione squallida al pari delle azioni di Polaski. Triste che la diretta interessata,la ragazza che ebbe il rapporto con il regista,  si sia prestata a questa farsa senza una posizione precisa. Alla fine Polanski è un grande regista e tanto tutto è andato in prescrizione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-2717660124522944316?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/2717660124522944316/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=2717660124522944316' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2717660124522944316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2717660124522944316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/roman-polanski-wanted-desired-di-marina.html' title='ROMAN POLANSKI  : WANTED &amp; DESIRED di Marina Zenovich (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD74pxSYiTI/AAAAAAAACjY/zQ6mgUDXBxU/s72-c/polanski.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-8724169877928269462</id><published>2008-05-29T11:30:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:25.850-08:00</updated><title type='text'>TOKYO SONATA di Kyioshi Kurosawa (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD72khSYiSI/AAAAAAAACjQ/ihBOKakpNOA/s1600-h/TOKYO_SONATA_press_250x166.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD72khSYiSI/AAAAAAAACjQ/ihBOKakpNOA/s400/TOKYO_SONATA_press_250x166.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205869326558071074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Kurosawa Kyoshi che rasenta il sublime. Ormai l'autore giapponese ha raggiunto un livello tale da superare i limiti del genere horror che effettivamente non lo aevano mai imprigionato. La storia quotidina di un impiegato che perde il lavoro e lo tiene nascosto alla famiglia è abusata ma la costruzione verticale degli eventi del regista giapponese non lascia adito a facili interpetazioni. Tutto, nella vita dell'uomo diventa tragico, ed il suo stato con la famiglia si sgretola in piccole cose. In lunghi e plumbei piani sequenza disegnati su inquadrature perfette che mostrano Tokyo come un luogo sbilenco in cui sono imprigionati i cittadini, oppressi dalla società.La frustrazione si sfoga nella famiglia che involontariamente esalta la disperazione del padre di famiglia fino a spostare l'intolleranza per la madre che vuole ormai fuggire dalla bugia che è la famiglia. Come al solito il finale esplode in dubbie elucubrazioni ma ciò che stupisce è il ghiaccio dietro alla realtà apparentemente perfetta. Regia fantastica che merita il premio di Un Certain Regard a Cannes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-8724169877928269462?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/8724169877928269462/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=8724169877928269462' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8724169877928269462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8724169877928269462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/tokyo-sonata-di-kyioshi-kurosawa-2008.html' title='TOKYO SONATA di Kyioshi Kurosawa (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD72khSYiSI/AAAAAAAACjQ/ihBOKakpNOA/s72-c/TOKYO_SONATA_press_250x166.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4989872155307129872</id><published>2008-05-29T11:13:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:26.189-08:00</updated><title type='text'>TUNNEL RATS di Uwe Boll (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD7yghSYiRI/AAAAAAAACjI/2RBTEVYZFUA/s1600-h/tunnelrat-22.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD7yghSYiRI/AAAAAAAACjI/2RBTEVYZFUA/s400/tunnelrat-22.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205864859792083218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Boll ci riprova con un film di guerra sul Vietnam e parte da una idea niente male.I Tunnel rats erano i soldati che combattevano in stretti cuniculi sotto le giungle vietnamite scavati dai vietcong per colpire di sorpresa i marines. Boll cerca di unire Descent a Platoon (con anche un po' di Predator) ma come al solito ne viene fuori un pasticcio. Il problema è che Uwe non ha il senso del ridicolo e scrive (e quindi dirige) scene ridicolissime. Sarà il budget che non permette di spingere sull'azione ma Uwe non riesce ad esimersi dai tempi morti. Il film spesso scade nella noia e, purtroppo, negli sterotipi. E' sicuramente una delle cose migliori fatte dal regista tedesco tecnicamente ma pecca sempre in sceneggiatura dove, alcune forzature sono poco sopportabili. E' ovvio che nessuno si fumerebbe mai una sigaretta in un tunnel di 30 cm come è pazzesco che, nel giro di pochi secondi, il riconcigliamento tra Viet e Marines possa essere così repentino. Possiamo tranquillamente dire che tecnicamente Boll è cresciuto ma deve avere l'umiltà di capire che le sceneggiature vanno scritte con criterio. Magari da qualcun'altro che capisco cosa e ridicolo e cosa no.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;br /&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4989872155307129872?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4989872155307129872/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4989872155307129872' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4989872155307129872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4989872155307129872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/tunnel-rats-di-uwe-boll-2008.html' title='TUNNEL RATS di Uwe Boll (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD7yghSYiRI/AAAAAAAACjI/2RBTEVYZFUA/s72-c/tunnelrat-22.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-8662689700454161447</id><published>2008-05-29T09:23:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:26.351-08:00</updated><title type='text'>EL BUFALO DE LA NOCHE di Jorge Hernandez Aldana (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD7Z3hSYiQI/AAAAAAAACjA/XN5wUbowKCE/s1600-h/NightBuffaloPoster.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD7Z3hSYiQI/AAAAAAAACjA/XN5wUbowKCE/s400/NightBuffaloPoster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205837767138380034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Tratto da un bel romanzo di Guillermo Arriaga, sceneggiatore dei film di Innaritu oltre che de Le Tre Sepolture di Tommy Lee Jones qui anche in veste di produttore, The Night Buffalo tratta della morte per suicidio di Gregorio, un ragazzo schizofrenico ossessionato dall'immagine di un bisonte onirico, e delle vite di coloro che circuitano intorno alla sua esistenza, del rimorso e dell'ossessione che trasforma il suo migliore amico, Manuel, nel defunto amico. Ad interpretarlo Diego Luna, anch'egli tra i produttori, che sembra pretendere di essere il fulcro totale degli eventi per quanto la camera dell'esordiente Jorge Hernandez Aldana gli sta sempre addosso. Nonostante l'interpretazione di Luna sia ottima è decisamente opprimente, soprattutto a causa di un numero eccessivo di scene di sesso (saranno almeno 8) molto esplicite che sono sicuramente piacevoli ma fini a se stesse. La vita sessuale di Manuel è sì il centro dei problemi che lo perseguitano ma insistere sugli amplessi con diverse ragazze, Luna fa sesso con Irene Azuela, Camila Sodi e soprattutto con Liz Gallardo diverse volte, non aggiunge nulla all'economia del film. Attraverso il sesso si esplicano i rapporti tra i personaggi, il rifiuto, la paura e l'ossessione. Regia e fotografia comunque eleganti e piacevoli per un opera prima tutto sommato interessante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-8662689700454161447?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/8662689700454161447/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=8662689700454161447' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8662689700454161447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8662689700454161447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/el-bufalo-de-la-noche-di-jorge.html' title='EL BUFALO DE LA NOCHE di Jorge Hernandez Aldana (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD7Z3hSYiQI/AAAAAAAACjA/XN5wUbowKCE/s72-c/NightBuffaloPoster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6875225916538015652</id><published>2008-05-28T18:50:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:26.517-08:00</updated><title type='text'>SCARCE di John Geddes &amp; Jesse Cook (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4MGBSYiPI/AAAAAAAACi4/yKhOJ5vwaHo/s1600-h/Scarce+poster.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4MGBSYiPI/AAAAAAAACi4/yKhOJ5vwaHo/s400/Scarce+poster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205611516851161330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Horror low budget dal Canada che si presenta come un atroce bagno di sangue sulla neve. Tre ragazzi vanno in vacanza per poi perdersi e trovare ospitalità dalla rozza gente locale che si rivela come mangiatrice di carne umana. Banale? E' proprio questo il problema di Scarce, di John Geddes e Jesse Cook, che combatte con un budget basso ed una fotografia misera in maniera arrendevole.Non si tenta di riproporre una soluzione visiva moderna,nè nella regia nè nelle idee. Al di là della povertà dei mezzi e delle promesse disilluse, è la sceneggiatura che lascia troppo spazio alla noia. Si cerca di creare un horror old school ma la prima ora di quasi stasi non permette di apprezzare il prodotto. C'è sicuramente cura per la regia delle scene ma senza stile,anche se classica è senza voli pindarici, ma quello che stufa è l'eccessiva quantità di luoghi comuni che non permette al film di superare la soglia dell'amatoriale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6875225916538015652?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6875225916538015652/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6875225916538015652' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6875225916538015652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6875225916538015652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/scarce-di-john-geddes-jesse-cook-2008.html' title='SCARCE di John Geddes &amp; Jesse Cook (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4MGBSYiPI/AAAAAAAACi4/yKhOJ5vwaHo/s72-c/Scarce+poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6133422777007411752</id><published>2008-05-28T18:49:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:26.699-08:00</updated><title type='text'>SURVEILLANCE di Jennifer Lynch (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4L2hSYiOI/AAAAAAAACiw/HTgfCB263HE/s1600-h/surveillance.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4L2hSYiOI/AAAAAAAACiw/HTgfCB263HE/s400/surveillance.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205611250563188962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Jennifer Lynch non può esimersi dal grosso fardello che la vede legata al padre ed infatti accetta di sottomettersi ad esso. Surveillance cita spesso (e a volte fuori luogo) il lavoro di David Lynch. Il film per fortuna prende una strada molto più pacata nella sua realizzazione. Il thriller on the road di Jennifer Lynch è assolutamente convenzionale nella regia, obbiettivamente ben fatta,e punta molto sull'ottima sceneggiatura. Una serie di interrogatori ci introducono ad un incidente ed una serie di omicidi ad opera di un serial killer che,per la malafede dei protagonisti, constrastano con i flashback che raccontano il vero scorrimento delle cose. Molta ironia ed ottimi dialoghi rendono piacevole un thriller che sulla carta poteva essere legato ad un finale abbastanza banale. La Lynch fa un lavoro mediamente distinguibile ma non osa troppo, forse memore del precedente Boxing Helena, e si affida ad un ottimo lavoro di attori. Bill Pullman ritorna inaspettatamente in una parte che gli fa onore fino quasi alla fine del film. La costruzione funziona ed il film ha tutte le carte in regola per essere un outsider se non fosse per l'evidente volontà di renderlo tale a tavolino. Sono solo puntigli che comunque pesano sul nome della regista che comunque crea un thriller atipico e godibile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6133422777007411752?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6133422777007411752/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6133422777007411752' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6133422777007411752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6133422777007411752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/surveillance-di-jennifer-lynch-2008.html' title='SURVEILLANCE di Jennifer Lynch (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4L2hSYiOI/AAAAAAAACiw/HTgfCB263HE/s72-c/surveillance.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3078116779156722897</id><published>2008-05-28T18:46:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:26.854-08:00</updated><title type='text'>MY NAME IS BRUCE di Bruce Campbell (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4LVBSYiNI/AAAAAAAACio/hzQPFipGduk/s1600-h/mynameisbruce.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4LVBSYiNI/AAAAAAAACio/hzQPFipGduk/s400/mynameisbruce.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205610675037571282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;All'approssimarsi dell'autunno della sua carriera Bruce Campbell approda all'esordio cinematografico con una commedia horror auto-citazionista. Parlare di metacinema è quantomeno ridicolo ed esagerato ma di sicuro è lo stesso Campbell il fulcro del film. Nel film immagina se stesso come un attore disperato per le continue proposte di film a basso budget che puntualmente accetta. Una vita da attore allo scatafascio, attorniato dai fan maniaci,ma insoddisfatto professionalmente. Bruce finisce per un caso in un paesino di provincia dove un demone cinese ha infestato la città uccidendo gli abitanti. Un fan di Bruce lo crede un eroe e lo convince ad affrontare la minaccia. Comicità di grana grossa quella di My Name is Bruce. QUasi tutte le scene sono riprese da "classici" del regista, soprattutto dalla trilogia di Evil Dead, e la stessa trama del film è nient'altro che un remake de L'Armata delle Tenebre, con tanto di scenette scopiazzate bellamente al film di Raimi. L'operazione è a bassissimo budget quindi il risultato è prevedibilissimo. Bruce dirige imitando l'amico Raimi ma decisamente svogliato. Sicuramente per i fan di Campbell è una visione piacevole ed a tratti si ride di gusto, grazie alle innate capacità mimiche dell'attore. A silly movie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3078116779156722897?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3078116779156722897/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3078116779156722897' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3078116779156722897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3078116779156722897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/my-name-is-bruce-di-bruce-campbell-2008.html' title='MY NAME IS BRUCE di Bruce Campbell (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4LVBSYiNI/AAAAAAAACio/hzQPFipGduk/s72-c/mynameisbruce.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6995403751118367348</id><published>2008-05-28T18:40:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:26.982-08:00</updated><title type='text'>KNIFE EDGE di Anthony Hickox (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4KohSYiMI/AAAAAAAACig/oIfom_cH-S0/s1600-h/knifeedge.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4KohSYiMI/AAAAAAAACig/oIfom_cH-S0/s400/knifeedge.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205609910533392578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;La carriera di Anthony Hickox è andata progressivamente sgretolandosi dopo un periodo in cui si credeva fosse una promessa dell'horror. Dopo essersi messo a fare filmacci action era deciso a tornare al suo vecchio amore ma in maniera più matura. Conferma ne è questo Knife Edge, brutto titolo di un film degno del suo nome. Hickox intende girarlo come un classico hitchcockiano,ispirandosi anche al classico di Cukor Angoscia. Ambienta il film in una villa, con la classica famiglia felice che comincia a sfaldarsi,aggiungendo all'intrigo a sopresa elementi lisergico-sovrannaturali.Sicurametne la regia di Hickox è visibile ed importante,riportando le caratteristiche che negli '80 lo resero famoso, ma quello che manca decisamente è una storia forte su cui poggiarsi. Assolutamente risibile, il plot fa continuamente acqua, con forzature al limite del clamoroso, non ultimo il finale più abusato mai visto. In più il budget basso limita fortemente l'immagine del film, che è assolutamente fuori tempo con un aspetto che rimanda a 20 anni fa. Se ci mettiamo anche un gruppo di attori pessimi, compreso una ragazzino completamente allo sbando, la frittata è fatta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6995403751118367348?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6995403751118367348/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6995403751118367348' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6995403751118367348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6995403751118367348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/knife-edge-di-anthony-hickox-2008.html' title='KNIFE EDGE di Anthony Hickox (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4KohSYiMI/AAAAAAAACig/oIfom_cH-S0/s72-c/knifeedge.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6666238866427730458</id><published>2008-05-28T18:38:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:27.213-08:00</updated><title type='text'>THE HUNGER di Steve McQueen (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4JSRSYiLI/AAAAAAAACiY/Z77JWn-EZMY/s1600-h/hunger_.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4JSRSYiLI/AAAAAAAACiY/Z77JWn-EZMY/s400/hunger_.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205608428769675442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Film di denuncia sulle torture subite dai prigionieri dell'IRA. Negli Hunger Strikes della Maze Prison in Irlanda del Nord morirono 9 prigionieri per denutrizione nei giro di pochi mesi. Uno di questi era Bobby Sand. L'omonimo del grande attore Steve Mc Quen punta tutto sul dolore. Merda,sangue,tortura sono i punti di forza del film ma non si disdegna una regia raffinata. Come in Fuga di Mezzanotte la cattività è ai livelli di una tortura fisica e psicologica, dove la mente dei prigionieri veniva vessata dalla mortificazione più profonda. Il film colpisce soprattutto per il fatto di essere una storia vera perchè è difficile rimanere indifferenti a ciò che le forze dell'ordine inglesi fecero contro i terroristi. Questi ultimi protagonisti tutti allo stesso modo, uniti da un ideale, esprimono la propria convizione nell'unico dialogo del film che prova la loro implacabile dedizione alla causa, fino alla morte. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6666238866427730458?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6666238866427730458/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6666238866427730458' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6666238866427730458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6666238866427730458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/hunger-di-steve-mcqueen-2008.html' title='THE HUNGER di Steve McQueen (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4JSRSYiLI/AAAAAAAACiY/Z77JWn-EZMY/s72-c/hunger_.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6429044754790739013</id><published>2008-05-28T18:23:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:27.417-08:00</updated><title type='text'>THE ALPHABET KILLER di Rob Schmidt (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4IyxSYiKI/AAAAAAAACiQ/HIOnUoEfu18/s1600-h/alphabet_killer.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4IyxSYiKI/AAAAAAAACiQ/HIOnUoEfu18/s400/alphabet_killer.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205607887603796130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Tutti al riparo! Eliza Dushku si è messa a produrre film! L'attrice nota per aver interpretato l'antagonista di Sarah Michelle Gellar, Faith, era talmente entusiasta del successo di Wrong Turn da assoldare il regista Rob Schmidt per un horror completamente diverso.Da brava produttrice megalomane ci si mette lei stessa nel film facendo lo sbaglio numero uno ovvero pretendendo di essere la protagonista assoluta. E' chiaro che The Alphabel killer si ispira a Zodiac, ispirandosi agli omidici ci un serial killer mai catturato che uccideva giovani ragazzine, ma si pecca troppo nella costruzione della sceneggiatura. Tra l'insicurezza se vare un serial killer thriller classico oppure un prodotto più autoriale, con il risultato finale non avvine letteralmente nulla di rilevante. Durante il film si presta attenzione solo alle indagini della protagonista, decisamente troppo sopra le righe e solo nel finale, seppur scontato, c'è un guizzo di personalità. La Dushku vuole stare davanti la macchina da presa il più possibile e rovina tutto con scene al limite del ridicolo,colpa Una intepretazione pessima e quasi fastidiosa. Peccato perchè il cast è notevole. Timothy Hutton,Michael Ironside, Bill Moseley,Cary Elwes sono tra le faccie che si prestano alla farsa che Schmidt non pare sapere prendere per le redini. Una occasione sprecata produttivamente, anche perchè con script del genere non si va da nessuna parte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6429044754790739013?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6429044754790739013/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6429044754790739013' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6429044754790739013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6429044754790739013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/alphabet-killer-di-rob-schmidt-2008.html' title='THE ALPHABET KILLER di Rob Schmidt (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4IyxSYiKI/AAAAAAAACiQ/HIOnUoEfu18/s72-c/alphabet_killer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6572009537145778147</id><published>2008-05-28T18:19:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:27.566-08:00</updated><title type='text'>NIGHTMARE DETECTIVE 2 di Shin'ya Tsukamoto (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4FRxSYiJI/AAAAAAAACiI/Ke9RhLMnJgA/s1600-h/Nightmare_Detective_II.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4FRxSYiJI/AAAAAAAACiI/Ke9RhLMnJgA/s400/Nightmare_Detective_II.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205604022133229714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Dopo il primo Nightmare Detective, Tsukamoto rimane sulla stessa linea concettuale per il sequel, senza per forza rimanere legato al tema del primo film. Mentre nel primo si trattava di una storia classica mistery che celava un sottotesto fortissimo e cinico sul contetto di suicidio, in questo caso il detective che vede nei sogni della gente si trova ad avere a che fare direttamente con il concetto di paura. La maniera con cui lo fa è beffarda, quasi volesse comunicare con il pubblico o con i produttori o in generale con il cinema e le sue forzature di genere. Affascinante la maledizione che rincorre un personaggio il quale è vessato da una strana panfobia. Infatti ha paura di qualsiasi cosa. Una situazione grottesca che Tsukamoto usa per mostrare come qualsiasi situazione ed immagine possa essere artificialmente resa spaventosa. In questo modo Tsukamoto fa un viaggio a ritroso nella psiche andando a rintracciare nell'infanzia del protagonista, in questo caso campione del pubblico, i segreti del senso della paura. In questo modo Tsukamoto crea l'horror per antonomasia, agghiacciante e universale ma anche riflessione metacinematografica di se stesso. Ormai Tsukamoto non ha limiti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6572009537145778147?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6572009537145778147/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6572009537145778147' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6572009537145778147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6572009537145778147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/nightmare-detective-2-di-shinya.html' title='NIGHTMARE DETECTIVE 2 di Shin&apos;ya Tsukamoto (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD4FRxSYiJI/AAAAAAAACiI/Ke9RhLMnJgA/s72-c/Nightmare_Detective_II.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-2708834148156445421</id><published>2008-05-28T17:48:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:27.777-08:00</updated><title type='text'>LOS BASTARDOS di Amat Escalante (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD3_ahSYiII/AAAAAAAACiA/Oz9uu-duozI/s1600-h/affiche%2BLos%2BBastardos%2Bv21.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD3_ahSYiII/AAAAAAAACiA/Oz9uu-duozI/s400/affiche%2BLos%2BBastardos%2Bv21.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205597575387318402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Difficile parlare della trama di Los Bastardos senza rischiare di rivelare porzioni importanti della storia che rovinerebbero più di una sorpresa. Meglioanalizzare la cifra stilistica con cui il regista Amat Escalante sorprende il pubblico senza spettacolarizzazioni. Basti sapere che il film tratta di due lavoratori clandestini oppressi dalla miseria quotidiana e della decisione di avere una rivalsa sociale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Escalante riempie gli ambienti con lunghi piani sequenza, a volte apparentemente inutili ma incredibilmente pregni di significato. Con poche immagini Escalante spiega un disagio sociale, l'incomunicabilità, la disperazione, attraverso gesti quotidiani. Nell'apparente normalità degli eventi &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;si chiede allo spettatore di attendere pazientemente per entrare in un delirio che ricorda molto il primo Hanneke. E' proprio questa strategia della quiete, sincopata e statica che permette di shockare e traumatizzare lo spettatore improvvisamente, sconvolto dalla violenza che esplode repentina. Un piccolo film costruito sull'attesa e sulle sensazioni che non lascia speranze alcune, che si mostra fatalista e spietato, che tiene con il fiato sospeso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-2708834148156445421?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/2708834148156445421/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=2708834148156445421' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2708834148156445421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2708834148156445421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/los-bastardos-di-amat-escalante-2008.html' title='LOS BASTARDOS di Amat Escalante (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD3_ahSYiII/AAAAAAAACiA/Oz9uu-duozI/s72-c/affiche%2BLos%2BBastardos%2Bv21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-379209291799008549</id><published>2008-05-28T17:17:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:27.990-08:00</updated><title type='text'>MARTYRS di Pascal Laugier (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD357RSYiHI/AAAAAAAACh4/_sswkSjIJsc/s1600-h/35yg4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD357RSYiHI/AAAAAAAACh4/_sswkSjIJsc/s400/35yg4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205591540958267506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Dopo Saint Ange, che comunque era stato venduto in tutto il mondo, Pascal Laugier pensa bene di allinearsi con le produzioni horror francesi come Alta Tensione, A L'Interieur e Frontiere(s), spingendo sul pedale della violenza senza taboo. La cosa che salta subito all'occhio dopo la visione di Martyrs è che si tratti di un film "macedonia" ovvero un miscuglio di diversi stereotipi di horror moderno. La storia brevemente riguarda due ragazze che hanno vissuto una prigionia sotto tortura per una qualche motivo che è poi il twist del film. In maniera un po' confusa una di esse, insieme all'amica, va a farsi giustizia da chi l'ha tenuta prigioniera. Se cerchiamo di capire di che film si tratta da questa descrizione rimarremo fuori strada. Perchè Martyrs non ha affatto una narrazione lineare ma si divide in tronchi ben divisi che vogliono catturare diversi tipi di pubblico. Allora dopo un attacco alla famiglia media del tipo Funny Games il film diventa una specie di j-horror con le visioni di questa ragazza scarificata che ricorda una versione occidentale delle varie Sadako. Sembra che il film si ponga come un horror sovrannaturale con elementi gore sul tema del rimorso, però c'è una ulteriore svolta narrativa. In film cerca di insediarsi nei territori di Hostel, con una organizzazione dedita per alcuni motivi alla tortura, ed un sentore quasi shyamalaniano del "tutto avviene per un motivo". Alla fine la tortura avviene e dura una buona mezz'ora di film, che diventa insostenibile non tanto per la natura delle torture nè per il loro fine che comunque è affascinante, ma per la sistematica durata delle stesse. Tra pugni e alimentazione forzata, una ragazza viene torturata fino all'estasi. Il film quindi diventa duro proprio per questa sua estenuante persistenza. Gutta cavat lapidem si potrebbe dire. E a lungo andare non si riesce ad essere indifferenti anche se, alla fine, è tutto un espediente. Metteteci anche che il film cita copiosamente Argento, a cui il film è dedicato, e vi trovate davanti ad uno strano ibrido, ben girato e di sicuro effetto ma indeciso su cosa vuole essere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-379209291799008549?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/379209291799008549/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=379209291799008549' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/379209291799008549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/379209291799008549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/martyrs-di-pascal-laugier-2008.html' title='MARTYRS di Pascal Laugier (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD357RSYiHI/AAAAAAAACh4/_sswkSjIJsc/s72-c/35yg4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1222940822618125603</id><published>2008-05-28T17:00:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:28.148-08:00</updated><title type='text'>ROVDYR di Patrik Syversen (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD3zQRSYiGI/AAAAAAAAChw/rve8tW18mkk/s1600-h/rovdyr.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD3zQRSYiGI/AAAAAAAAChw/rve8tW18mkk/s400/rovdyr.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205584205154125922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Horror dalla norvegia ben girato che soffre di qualche banalità di sceneggiatura.  Rovdyr (o Backwoods o Manhunt) aveva incuriosito per un trailer che lasciava presagire efferatezze incredibili. In effetti gli effetti speciali sono copiosi e ben fatti, ed ad una prima occhiata il film è violento e girano in maniera moderna. Purtroppo i personaggi sono un po' tagliati con l'accetta (in senso metaforico) e la storia si sfilaccia facilmente. Il film dovrebbe svolgersi nel '74. Un gruppo di ragazzi va a fare la solita scampagnata nei boschi e trova gli zotici che giocano a dare la caccia alla gente. Tutto qui. Patrik Syversen si concentra sulla regia e sulla resa fotografica che, per una volta, è davvero notevole. Potenzialmente il film poteva essere un hit perfetto ed è un peccato che si rovini con dei tempi morti che non hanno senso di esistere. Sicuramente la presenza di una popputa protagonista rende piacevole la visione per uno slasher senza troppe pretese quale vuole essere Rovdyr.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1222940822618125603?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1222940822618125603/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1222940822618125603' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1222940822618125603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1222940822618125603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/rovdyr-di-patrik-syversen-2008.html' title='ROVDYR di Patrik Syversen (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SD3zQRSYiGI/AAAAAAAAChw/rve8tW18mkk/s72-c/rovdyr.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-8018966987771489477</id><published>2008-05-26T09:59:00.000-07:00</published><updated>2008-05-26T11:05:41.200-07:00</updated><title type='text'>Wrong turn 2: dead end di Joe Lynch (2007) (Recensione redux)</title><content type='html'>&lt;a href="http://media.monstersandcritics.com/articles/1332893/article_images/wrongturn2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 155px; CURSOR: hand; HEIGHT: 175px" height="394" alt="" src="http://media.monstersandcritics.com/articles/1332893/article_images/wrongturn2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Un nuovo reality chiamato “Apocalisse” comincia le sue riprese all’interno dello stesso bosco del precedente film. Il campionario di umanità presente tra i concorrenti è variegato: c’è l’ex giocatore di football con un infortunio permanente, l’aspirante starlette in cerca di successo, la maniaca vegetariana, l’ immancabile idiota e persino la produttrice del programma improvvisatasi giocatrice. Tutti l’uni contro l’altro per vincere centomila dollari. Nessuno conta però l’arrivo di una famelica famiglia di cannibali mutanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Di &lt;a href="http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/09/wrong-turn-2-dead-end-joe-lynch-2007.html"&gt;"Wong turn 2"&lt;/a&gt; ne avevo parlato abbondantemente nel Cangaceiro quasi un anno fa, ma parallelamente all'uscita dvd ho deciso di riguardarlo e, come raramente accade, mi sono sentito in obbligo di riscrivere da capo una recensione: vuoi perchè il film a dirla tutta questa volta mi era piaciuto, vuoi perchè non avevo più pretese nel guardarlo come la prima volta. Perciò ecco la seconda recensione che chiamerò Redux come il capolavoro di Coppola. Molti punti sono rimasti gli stessi, altri cambiati nettamente. Ma come diceva Gaspar Noè "Il tempo distrugge tutto". O solo lo modifica?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;a href="http://upload.moldova.org/movie/movies/w/wrong_turn_2/thumbnails/tn2_wrong_turn_2_4.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://upload.moldova.org/movie/movies/w/wrong_turn_2/thumbnails/tn2_wrong_turn_2_4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Wrong turn 2” possiamo dirlo senza problemi: non vale il primo tesissimo capitolo. Per inciso il film è una cazzata, ma di quelle cazzate che fanno bene al cuore, meno compatto narrativamente, più rozzo nel delineare i personaggi, ma anche zozzo nelle scene di sesso, violentissimo in quelle di sangue, praticamente un fumetto per ragazzacci. Il regista Joe Lynch è davvero molto bravo: virtuoso con la mdp, attento al ritmo forsennato e coraggioso nel proporre integralmente situazioni che il buon senso censorio avrebbe facilmente eliminato (prima fra tutte la scena dove due fidanzatini mutanti scopano violentemente contro un albero e la femmina indossa la faccia strappata di una vittima appena scuoiata). &lt;/div&gt;&lt;a href="http://celebvids.blog.hu/media/image/Crystal_Lowe-Wrong_Turn_2-1.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://celebvids.blog.hu/media/image/Crystal_Lowe-Wrong_Turn_2-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un posto d’onore nel nutrito cast alla splendida Erica Leerhsen e al pazzo Henry Rollins (un uomo un mito). Bisogna dire però che il tema dei reality è stra-abusato e molte idee di sceneggiatura ricordano non poco il film per eccellenza del genere: Blair witch project. Non è da escludere quindi che la presenza della Leerhsen sia di risosso alla sua presenza nel fallimentare “Blair witch 2”. Meno male che il film riesce comunque a sviluppare una propria dimensione abbastanza originale che esula dal modello al quale si ispira. Il film come già detto è una bomba di ritmo: dall’incipit con l’attricetta squartata in due alla divertente vendetta di Rollins in versione Rambo incazzato. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.freewebs.com/wrong-turn2/kimberlyWT2.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.freewebs.com/wrong-turn2/kimberlyWT2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il primo “Wrong turn” aveva dalla sua una certa autorialità che lo innalzava dai vari cloni di “Non aprite quella porta”: d’altronde il regista Rob Schmidt è una delle più importanti firme del cinema underground hollywoodiano con uno splendido “Delitto più castigo a Suburbia” a spiccare nella sua filmografia. Il secondo capitolo, più frivolo e spensierato, ma anche più crudele e violento, potrebbe piacere però anche più del prototipo al pubblico: questo perché in virtù della sua anima prettamente di intrattenimento senza pretese. Ad avercene però di seguiti così.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.freewebs.com/wrong-turn2/wrong%20turn.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.freewebs.com/wrong-turn2/wrong%20turn.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-8018966987771489477?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/8018966987771489477/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=8018966987771489477' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8018966987771489477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8018966987771489477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/wrong-turn-2-dead-end-di-joe-lynch-2007.html' title='Wrong turn 2: dead end di Joe Lynch (2007) (Recensione redux)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7565782110760854236</id><published>2008-05-26T00:06:00.000-07:00</published><updated>2008-05-26T00:11:41.454-07:00</updated><title type='text'>Out for blood di Richard Brandes (2004)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.videoegames.it/public/oOutForBloodLaPauraDilaga.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 315px" height="424" alt="" src="http://www.videoegames.it/public/oOutForBloodLaPauraDilaga.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Un poliziotto alcolizzato è in crisi dopo il divorzio dalla moglie scrittrice di best seller horror: la segue, la pedina, scopre che ha nuovo amore. Il suo capo per distrarlo gli affida un nuovo caso: ritrovare una ragazza scomparsa. Niente di peggio perché lo sfortunato detective entrerà in un giro di vampiri assetati di sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente un buon B movie: onesto, senza pretese, girato con la libertà che permette un low budget. Fanculo il cinema mainstream per una volta, fanculo le facce carine alla Orlando Bloom messe solo per prendere una o due spettatrici in più. Qui si fa sul serio: sangue a go gò, nudi frontali, combattimenti all’arma bianca tra umani e non morti. “Out for blood” non è un capolavoro, forse neanche un film che entrerà mai nella storia del cinema horror e non, ma è maledettamente divertente. Non tanto per quello che dice, ma per il brio con cui lo dice. La trama è in fondo sempre la solita del genere vampirico, anche se è interessante come contamini i generi (dal noir all’horror puro) e come citi autori più importanti (Carpenter e il suo “Il seme della follia” su tutti). Gli attori sono perfetti nel ruolo richiesto, da Lance Heriksen a Kevin Dillon. Spicca poi per curiosità la presenza di Jody Lin O’Keefe nei panni di una spietata vampira, soprattutto perché l’attrice è conosciuta per essere l’aguzzina spietata della terza serie di “Prison break”. Come dire che la parte le calza a pennello. Il regista è conosciuto per avere scritto e prodotto alcuni devastanti “cult” di arti marziali con Cynthia Rothrock, robaccia che qualche anno fa faceva la felicità del palinsesto di Italia 1. Meno male che qui se la cava decisamente meglio: il suo tocco è ispirato, non banale e gira due o tre scene di grande impatto visivo. Ottimo il make up del veterano John Bluechler che rinuncia completamente al digitale per il lattice. Wow e mega applauso aggiungerei: di horror in computer grafica ne avevamo fin sopra i capelli. Da dimenticare però le tantissime e stupidissime battute ad effetto e una chiusa abbastanza inconcludente. Però credo non ci sia da lamentarsi. Vi consiglio di cercare questa perla sotterranea.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7565782110760854236?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7565782110760854236/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7565782110760854236' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7565782110760854236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7565782110760854236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/out-of-blood-di-richard-brandes-2004.html' title='Out for blood di Richard Brandes (2004)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6520711549092547599</id><published>2008-05-25T08:54:00.000-07:00</published><updated>2008-05-25T09:10:43.652-07:00</updated><title type='text'>City of the dead di Duane Stinnett (2006)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.wicked-vision.com/images_rvk/C/CityOfTheDead_cover.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 204px; CURSOR: hand; HEIGHT: 275px" height="367" alt="" src="http://www.wicked-vision.com/images_rvk/C/CityOfTheDead_cover.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La caduta di una meteora sulla terra coincide con la trasformazione di un gruppo di barboni, esaltati religiosi, in zombie divoratori di carne umana. Destino vuole che in quello stesso luogo si siano dati appuntamento due gang di spacciatori rivali. A complicare tutto l’arrivo di una pattuglia di poliziotti alle loro calcagna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;“City of the dead” è un film come tanti, senza infamia e senza lode, che non dice niente di nuovo nel genere dei morti viventi. Gli attori, banali quanto basta, sono pura tappezzeria, buoni soltanto come oggetto di sanguinosa macelleria. La regia non regala nessun momento d’emozione o di virtuosismo, segno indelebile di un film nato castratamente senz’anima. Unica nota interessante l’idea di unire il genere action con il classico “La notte dei morti viventi”. In un’ora e mezza non ci vengono risparmiati i soliti luoghi comuni del genere con persone rifugiate in un luogo chiuso o con i loro stessi cari contaminati dal morbo e stupidamente lasciati vivi. Il film ha un sottofondo alla John Carpenter che se fosse stato sviluppato meglio avrebbe giovato alla vicenda. Nel cast in una piccola parte Reggie Bannister, icona del cinema horror per avere interpretato la tetralogia di “Phantasm”. Gli effetti speciali sono davvero poca cosa e anche il make up degli zombi arriva appena alla sufficienza. Come si dice in questi casi: niente di nuovo sotto il sole. Se non avete niente di meglio da guardare una visione magari la merita, ma in caso contrario tenete pure i vostri soldi per altro, che so una pizza o una puttana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB In originale il titolo è “Last Rites” e come tale è chiamato anche nei credits della nostra edizione in dvd. “City of the dead”, dal titolo fulciano, è presente solo nella cover del dvd. Lo si conosce anche per il titolo alternativo: “Gangs of the dead”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6520711549092547599?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6520711549092547599/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6520711549092547599' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6520711549092547599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6520711549092547599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/city-of-dead-di-duane-stinnett-2006.html' title='City of the dead di Duane Stinnett (2006)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-497614884994028956</id><published>2008-05-24T23:49:00.000-07:00</published><updated>2008-05-24T23:52:00.982-07:00</updated><title type='text'>Dark Corners di Ray Gower (2007)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.collider.com/uploads/imageGallery/Dark_Corners/dark_corners_dvd_thora_birch.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 228px; CURSOR: hand; HEIGHT: 325px" height="423" alt="" src="http://www.collider.com/uploads/imageGallery/Dark_Corners/dark_corners_dvd_thora_birch.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Karen è una giovane donna, felicemente sposata, ma con il sogno purtroppo irrisolto di avere un figlio. Di notte la ragazza diventa nei suoi incubi Susan, infelice creatura di un mondo incolore, perseguitata vittima di un pericoloso psicopatico chiamato il “Cacciatore della notte”. Sogno e realtà si confonderanno…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strano film questo “Dark Corners”: irrisolto, a tratti noioso, caotico quando cerca di essere lynchiano. Eppure non me la sentirei di bocciarlo in toto: il film possiede invero un fascino morboso, quasi viscerale, capace di creare un mondo di grande disagio e angoscia come raramente se ne sono visti. Tutto questo scendendo naturalmente a patti con una sceneggiatura non propriamente appagante.&lt;br /&gt;Ray Gower però alla sua prima regia è il punto forte del film: dotato di un talento visivo notevole è lui l’ancora di salvezza di un film sicuramente disastroso nelle mani di autori ben più modesti. Per questo la prossima volta gli consigliamo di rivolgersi ad uno sceneggiatore ben più dotato di lui stesso: si eviterebbero sicuramente pasticciacci non solo buoni a livello visivo. Il reparto attori è comunque buono con in primis una fulgida e sensuale Thora Birch nei panni della protagonista dalla doppia personalità che non può non ricordare le donne di Hitchcock e De Palma. Il resto del cast è formato da facce abbastanza anonime ma efficaci per il proprio ruolo. Non guasta poi all’interesse della vicenda qualche dose di sano splatter e di bizzarrie all’apparenza senza senso (i morti che risorgono, le chiavi vomitate, gli aborti alla presenza di sette oscure). Ottima la fotografia che gioca molto con i contrasti tra reale (ambienti molto illuminati quasi da soap opera) e sogno (un buio quasi sempre presente in scenari alla “Seven”). In definitiva “Dark Corners” è un film che, pur con i suoi difetti, potrebbe diventare un cult del genere in virtù proprio della sua ermeticità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-497614884994028956?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/497614884994028956/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=497614884994028956' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/497614884994028956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/497614884994028956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/dark-corners-di-ray-gower-2007.html' title='Dark Corners di Ray Gower (2007)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1994251110801451618</id><published>2008-05-21T05:06:00.000-07:00</published><updated>2008-05-21T05:18:07.800-07:00</updated><title type='text'>Dracula III: Il testamento di Patrick Lussier (2006)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.preisvergleich.org/pimages/Dracula-3-Legacy_92__10027391_20.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 203px; CURSOR: hand; HEIGHT: 395px" height="442" alt="" src="http://www.preisvergleich.org/pimages/Dracula-3-Legacy_92__10027391_20.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Ultimamente diventando vecchio sono meno cattivo soprattutto verso i film senza pretese. “Dracula 3 the legacy” (da noi sul satellite come “Dracula III: Il testamento”) è uno di questi: veloce, divertente, stupido quanto basta per farsi due risate senza sentirsi deficiente e con due o tre idee visive che ti stupiscono. Il regista Lussier è l’autore della saga del Dracula new age, serie prodotta da nientepocodimeno che da Wes Craven, e che da noi ha visto in un’uscita fugace in sala solo il primo (brutto) film (“Dracula legacy”). Lussier non gira male, anzi a livello stilistico è una bomba, non videoclipparo, ma comunque attento al ritmo e al montaggio veloce, sa fare appassionare pur raccontando una storia vecchia come il mondo. Questo terzo capitolo riprende le fila lasciate in sospeso dal secondo (il migliore) con questo prete orientale che grazie al dolore può controllare il morbo vampirico e del suo viaggio in compagnia di un giovane aiutante alla ricerca Dracula. Il reparto femminile è generoso con attrici che se non bravissime sono comunque di bellissimo ornamento e anche quello splatter non scherza con corpi tagliati in due da sciabolate, numerose decapitazioni e una bella orgetta al sangue. Ratger Hauer indossa i panni del famoso vampiro e, grazie a Dio, sembra che gli autori abbiano dimenticato la stronzata più grande della saga: la corrispondenza tra il principe delle Tenebre e Giuda Escariota! Comunque &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Hauer è abbastanza in forma e, pur se la sua parte, dura si e no cinque minuti, è una presenza scenica che si ricorda. Ma il piatto forte della pellicola è il finale beffardo e cattivello che non racconteremo, ma che innalza l’opera dal dimenticatoio dei prodotti usa e getta per il mercato video. A suo modo un buon film.&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1994251110801451618?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1994251110801451618/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1994251110801451618' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1994251110801451618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1994251110801451618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/dracula-iii-il-testamento-di-patrick.html' title='Dracula III: Il testamento di Patrick Lussier (2006)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-641559755824937815</id><published>2008-05-21T00:20:00.000-07:00</published><updated>2008-05-21T00:24:00.724-07:00</updated><title type='text'>Zombie Nation di Ulli Lommel (2007)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.dignews.com/admin/screenshoot/zombie_nation_dvd_box.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 258px; CURSOR: hand; HEIGHT: 313px" height="366" alt="" src="http://www.dignews.com/admin/screenshoot/zombie_nation_dvd_box.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Ulli Lommel è un insulto. A chi vorrebbe fare cinema e o le possibilità o le occasioni li castrano in partenza. Di riflesso i suoi film sono degli obbrobri di natura spropositata, se ne salvano forse due o tre, ma si parla di quasi trent’anni fa e il povero Ulli più che migliorare è peggiorato in questi decenni. Prendiamo il suo “Zombi nation” (ma lo spettro si potrebbe ampliare con “Zodiac”, The tomb” e ogni sua regia praticamente intercambiale), un film praticamente senza senso, una trappola per gonzi fin dalla copertina con questo zombi alla “Maniac cop” dalle ganasce scespirianamente aperte. Beh, incredibile dictu, questo morto vivente si vede solo alla fine, negli ultimi 3 secondi, per il resto abbiamo 5 sgallettate passate a miglior vita con un mascara pesante sulla faccia a simulare la loro zombesca nuova vita. La trama è assurda: si parte con un poliziotto sadico che uccide donne solo perché carine e la polizia che lo copre, poi diventa un horror con due effetti di cannibalismo fatti così male da non crederci dopo che le vittime grazie al voodoo si risvegliano e alla fine l’opera si rivela per quello che: il nulla camuffato da stronzata. Le novelle zombi mangiano carne umana, ma vengono presto apostrofate dalle sacerdotesse voodoo “Guardate che potete anche mangiare un cheeseburger”: questo per far capire il livello del film. A Lommel non gliene frega un’emerita cippa delle buone regole del fare un film: monta alla cazzo (le scene spesso e volentieri si interrompono senza perché), la fotografia è brutta e sciatta, la storia non esiste, gli attori sono allo sbando e non sanno bene se ridere o piangere. Almeno Decoteau è scusato: a lui piacciono i bei ragazzi e la sua inefficienza è dovuta al fatto che molla la mdp per palpeggiare i suoi attori di nascosto. Ma Lommel? Un tempo lui era legato a Suzanna Love, gran donna tra l’altro, ed era quello il suo periodo artistico migliore con un bel “Mirror” piazzato con rabbia nel panorama horror, un film misogeno, violento e sì rozzo, ma di un rozzo efficace un po’ alla Tobe Hooper. Poi? Si saranno lasciati? Lui avrà tentato il suicidio e andando in coma sarà degenerato in uno stadio di demenza incontrollabile. Roba che la gente potrebbe pensare “Ulli Lommel è un estroso”, no no, miei cari, Ulli Lomel è un idiota. E aggiungo: un incapace e un pazzo che vuole uccidere il cinema come il Dottor Zero coi suoi cazzo di missili. Come d’altronde etichettare un regista che nel ben mezzo di un massacro ti infila delle musiche che ricordano quelle di Timon e Pumba su Disney channel. Non demenziale, nocivo. Molto più piacevole andare a cena dal conte Dracula con un palo infilato nel culo. Credetemi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-641559755824937815?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/641559755824937815/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=641559755824937815' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/641559755824937815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/641559755824937815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/zombie-nation-di-ulli-lommel-2007.html' title='Zombie Nation di Ulli Lommel (2007)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3807402156515032428</id><published>2008-05-14T08:54:00.000-07:00</published><updated>2008-05-14T08:59:03.652-07:00</updated><title type='text'>La stanza della vendetta di Joe Otting (2007)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.filmexpress.it/img/locandine/1730247bb3814882d1-Lastanzadellavendetta.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 186px; CURSOR: hand; HEIGHT: 230px" height="315" alt="" src="http://www.filmexpress.it/img/locandine/1730247bb3814882d1-Lastanzadellavendetta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Quante volte avete pensato “Se avessi per le mani uno stupratore o un assassino di bambini io lo ucciderei”? Se rispondete mai o siete degli stancabili utopici della giustizia o nascondete un’identità da Giustiziere della notte. Beh in qualsiasi caso il protagonista di questo simpatico filmetto si trova davanti ad un bivio: è giusto uccidere chi ti ha ammazzato il figlio? Strano film questo “La stanza della vendetta”: un po’ buddy movie, un po’ “Saw”, un po’ “Hostel”, un po’ “I soliti sospetti”. Il protagonista, architetto di successo, si trova servito in un piatto d’argento l’assassino del suo bambino. All’inizio lo pesta a mani nude, poi prova un po’ di armi tra cui una pistola ed un trapano elettrico, poi sceglie di cominciare a inchiodargli le mani. Ed è lì che cominciano i guai: l’assassino che lui cerca ha un tatuaggio sul braccio e l’uomo davanti a lui no. Comincia allora una fuga in un complesso isolato, braccati da poliziotti con un’idea distorta di giustizia, dove i due nemici diventano amici, dove l’identità di nessuno è ben chiara. Sia ben chiaro il film non è nulla di trascendentale, ma come action è abbastanza originale, inizia come un torture movie per poi diventare un giallo ad incastro tra sparatorie e pareti che esplodono come in “Die hard”. I due attori protagonisti sono abbastanza convincenti, un po’ meno un doppiaggio televisivo, ma alla fine se si fa l’orecchio non disturba più di tanto. Semmai è l’autore della sceneggiatura a stupire: quel Joe Chapelle che nel genere horror regalò l’Halloween più tenebroso e alchemico, il 6. Niente da eccepire neanche sulla regia abbastanza ispirata del signor nessuno, Joe Otting, autore di uno o due filmetti senza infamia e senza lode. Da vedere senza farsi più di tante illusioni, ma il suo sporco lavoro di intrattenimento lo fa. Il titolo originale “Already dead” era sicuramento meglio di questo alla Agatha Christie.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3807402156515032428?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3807402156515032428/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3807402156515032428' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3807402156515032428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3807402156515032428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/la-stanza-della-vendetta-2007-di-joe.html' title='La stanza della vendetta di Joe Otting (2007)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4364388150913144824</id><published>2008-05-11T07:43:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:28.461-08:00</updated><title type='text'>L'ULTIMO SCERIFFO (THE LAST MARSHAL) DI Mike Kirton (1999)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SCcIbgtk7JI/AAAAAAAAChA/VNuNkixTlMg/s1600-h/40139398.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SCcIbgtk7JI/AAAAAAAAChA/VNuNkixTlMg/s400/40139398.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199133563553115282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;“Ho ucciso 17 uomini durante la mia attività di sceriffo,voglio arrivare a 20 prima della pensione….e mi manca davvero poco al pensionamento” urla contro uno sgherro del boss: ecco la filosofia dello sceriffo McClary.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;McClary è  un uomo tutto d’un pezzo; odia i messicani, i pellerossa, gli ebrei ed ,in generale, tutto quanto non sia perfettamente “americano”.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Un uomo del profondo Texas che non ha peli sulla lingua e che non esita a tirare il grilleto.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;La conoscenza dello sceriffo,interpretato da Glenn, è folgorante e la piega di questo B-movie sembra davvero far gridare al miracolo quando, dopo pochi minuti dai titoli di testa,assistiamo ad una carneficina in chiesa con tanto di pallottole esplose contro il prete ed il giudice federale.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Quando,poi, quel sant’uomo del sacerdote,ferito,conferisce il sacro incarico di vendetta a McClary dicendogli: “…trova quel tizio,conficcagli un paletto nel cuore e consegnalo alla collera dell’Onnipotente”, c’è da esaltarsi come scimmie birmane.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Purtroppo, le ottime premesse non vengono mantenute e la seconda parte del film riportano tutto nei binari del politically correct più becero.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Assistiamo quindi ad una repentina discesa nel campo del buonismo che distruggono in maniera definitiva la caratterizzazione del retrogrado sceriffo,riducendolo alla mezza figura del solito buon padre di famiglia,tollerante e generoso.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Una vera disdetta che lascia l’amaro in bocca e condanna questa pellicola a ritornare nel dimenticatoio dei film “da cestone del supermarket”,senza infamia ne lode.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Tutto da buttare? Assolutamente no.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Innanzitutto c’è  uno svogliato William Forsythe che riesce pur sempre a dare un certo valore a qualsiasi villain. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Scott Glenn non è mai assomigliato cosi tanto al mitico Warren Oates e sentire la sua voce roca nella versione originale del film è pur sempre una goduria. Insomma, un film che si lascia guardare, ma solo se rigorosamente accompagnato da un po’ di tortillas piccanti ed una buona birra gelata.  Mexicana,of course.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Di ANDREA SCALISE&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4364388150913144824?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4364388150913144824/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4364388150913144824' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4364388150913144824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4364388150913144824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/lultimo-sceriffo-last-marshal-di-mike.html' title='L&apos;ULTIMO SCERIFFO (THE LAST MARSHAL) DI Mike Kirton (1999)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SCcIbgtk7JI/AAAAAAAAChA/VNuNkixTlMg/s72-c/40139398.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1766250925168376065</id><published>2008-05-09T13:18:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:28.584-08:00</updated><title type='text'>STREET KINGS di David Ayer (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SCSydzK1QZI/AAAAAAAACg4/3LaK75kn04c/s1600-h/street_kings.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SCSydzK1QZI/AAAAAAAACg4/3LaK75kn04c/s400/street_kings.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198476094913986962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;La sceneggiatura di The Night Watchman, poi diventato Street Kings, è passata di mano in mano per anni prima di vedere la luce sul grande schermo. Questo nonostante provenda dalla penna di un autore come James Ellroy, oggi ricercatissimo a Hollywood, con una sfilza di pellicole &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;già realizzate da suoi romanzi e prossimamente in uscita White Jazz di Joe Carnahan e Land of the Living. Prima che lo script trovasse la sua realizzazione nelle mani di David Ayer era passato sotto gli occhi illustri di David Fincher, Spike Lee ed Oliver Stone senza concretizzarsi. Ellroy scrisse la storia ispirato dalla vicenda di O.J. Simpson e soprattutto dalla figura di Mark Fuhman, il poliziotto che cerco di incriminare illegalmente Simpson. Nella sceneggiatura di Ellroy non c'è nessuna star del football che ammazza la moglie e la passa liscia grazie ad un processo viziato da manipolazioni morali dell'opinione pubblica, ma si apre con la storia un poliziotto marcio, Tom Ludlow, che pur di annientare una banda di coreani che ha rapito due gemelline minorenni per farci dei filmini pedopornografici, non esita ad andarli a far fuori direttamente a casa loro inquinando la scena del crimine, in pieno Dirty Harry style. Per il dipartimento di polizia dell'LAPD sporcarsi le mani per far rispettare la legge è la prassi e l'intero sistema è consapevole e consenziente ma quando un poliziotto che stava denunciando lo sporco sotto il tappeto alle autorità morirà tra le braccia di Ludlow durante una rapina chiaramente falsa, si innescherà la reazione a catena che tirerà fuori una realtà ben più marcia. Il film di David Ayer mantiene quasi fedelmente la storia di Ellroy ma la adatta ermeticamente a quelli che sono divenuti gli standard del suo cinema tanto da combaciarvi perfettamente. Ayer ,che da squattrinato elettricista (soprav)vissuto nella downtown di LA ha trovato la via della gloria ad Hollywood grazie alla sceneggiatura di quella bomba ad orologeria che era Training Day, ha delineato in pochi  film il proprio stile grezzo ma assolutamente individuale. Nel giro di alcune significative pellicole come sceneggiatore (Fast &amp;amp; Furious,Dark Blue, Training Day) ed al suo interessante seppur imperfetto esordio alla regia, Harsch Times (da noi i Giorni dell'Odio), ha creato una personale visione di L.A. per la quale la Città degli Angeli è un territorio di guerra dove la polizia è una della gang più violente e corrotte con protagonista un poliziotto dalla morale deviata e perverse, quasi sempre alcolizzato. Il sistema in cui si muovono le forze dell'ordine è una complessa scacchiera simile alla criminalità organizzata e questo è evidente anche in Street Kings, nonostante venga da Ellroy. Anzi, la storia è evidentemente una classica storia di corruzione dello scrittore losangelino tanto che, tirando fuori gli elementi moderni inseriti da Ayer, ci troviamo davanti a una versione aggiornata di L.A. Confidential. Ayer mostra tutti i suoi limiti nel momento in cui si incarta nella complessa costruzione delle investigazioni che non sempre riescono a tenere il filo di Arianna verso una via d'uscita plausibile, eppure ha un sincero gusto per l'intrattenimento e la rappresentazione delle scene d'azione. Un paio di sparatorie sono veramente spettacolari nonostante il loro montaggio sia di maniera. Come regista Ayer è rozzo come i suoi personaggi. Utilizza montaggi di scene riprese in multiangolo e ci mette su la classica musica epica tutta archi e tamburi da guerra metropolitana, ci mette il linguaggio da strada che conosce bene e armi da fuoco. Forse non si avrebbe lo stesso risultato senza un parco attori come quello di Street Kings, dove primeggia un Keanu Reeves divertito ma riconosciamo anche Forest Withaker e diverse facce dalle serie tv come Hugh Laurie( House MD), Amaury Nolasco (Prison Break) e tutta una serie di gangsta rapper abituè dei film action ambientati nel ghetto, ma nonostante il suo andamento barcollante Street Kings colpisce nei punti giusti e diverte. David Ayer vuole innanzitutto fare un film d'azione sporco e cattivo. Non cerca di dare un senso alla violenza, la usa nella maniera più materiale e lascia che sia il finale a parlare da sè. Quando i giochi si chiudono ed il volto dei cattivi viene alla luce, si comprende che il sistema è un mostro che ingoia i suoi cuccioli per sopravvivere e sostenerne altri, inarrestabile ed insensato con i re ed i sudditi colpevoli allo stesso modo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1766250925168376065?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1766250925168376065/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1766250925168376065' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1766250925168376065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1766250925168376065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/street-kings-di-david-ayer-2008.html' title='STREET KINGS di David Ayer (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SCSydzK1QZI/AAAAAAAACg4/3LaK75kn04c/s72-c/street_kings.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-282568615832734658</id><published>2008-05-04T02:57:00.000-07:00</published><updated>2008-05-04T04:44:20.395-07:00</updated><title type='text'>The Frightening di David Decoteau (2002)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.videomusiclevico.it/img/locandine/5056478518174b166-THEFRIGHTENING.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 270px; CURSOR: hand; HEIGHT: 371px" height="443" alt="" src="http://www.videomusiclevico.it/img/locandine/5056478518174b166-THEFRIGHTENING.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Decoteau… Decoteau… Decoteau… Chi è? Che fa? Ci fa? Esiste? Domande che suonano retoriche se si vuole, allo stesso pari dei grandi enigmi della storia umana. E’ nato prima l’uovo o la gallina? La pro zia è un simbionte alieno che imita tua zia? Governo ladro… Non può piovere per sempre… Non esiste la mezza stagione… Quando c’era LUI i treni arrivavano sempre in orario… E così via in tripudio di frasi fatte che riescono soltanto ad accrescere il dubbio su come possa esistere un essere (alieno, umano o incerto non è dato saperlo) che possa girare film così brutti ed ottenere un certo successo di cassetta che lo elegga persino regista culto in qualche paese terzomondista (Burundi, Sri Lanka, Italia). Decoteau è l’Ed Wood del cinema gay, un uomo che strabatte i testicoli della coerenza narrativa, della tecnica cinematografica, dei buoni effetti speciali, per lui basta soltanto adibire la sala a mò di film porno con Gianna Michaels, la Jenna Jameson della serie B, e metterci una strafiga come ornamento per una bella orgetta di maschi in boxer bianchi. Roba che uno potrebbe dire “Cazzo, ma è un horror gay” con vari problemi di natura psicologica scatenanti: oddio lo vedo solo io, oddio non è che sarò anch’io gay, cazzo ma questi qui si toccano tra loro eppure guardano le ragazze, psicologaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! E bravo Decoteau, l’Houdini del cinema eteramente omosessuale, lui in questa ambiguità ci sguazza come un maialetto nel trogolo, contento di vedere bei ragazzoni dai bicipiti scolpiti, vendere il tutto a ragazzette in fregola che nulla capiscono di cinema e, cosa importante, contare i soldi guadagnati. Maledetto uomo dal nome da uovo alla coque! Ma torniamo al film perché di tutto abbiamo parlato forchè di questo nuovo prodotto che si vuole thriller horror. Male perchè “The fightening”, come già in passato “Ring of darkness”, è un prodotto quasi discreto. Questa volta Decoteau quasi sembra svegliarsi dal torpore solito, gira sì come un epilettico le scene cercando un virtuosismo che non ottiene, ma cazzo per lo meno ci prova! Di solito i Decoteau movie hanno questa macchina da presa che si sposta solo se la pendono a calci, qui invece è pimpante per lo meno, si muove tra i corridoi di una scuola come un Dario Argento cieco, non sta mai ferma in una sorta di vaffanculo della buona tecnica cinematografica, ma è un inizio comunque dopo tremila film di torpore quasi comatoso. La storia, pur nei suoi dialoghi scemi, è meno stupida del previsto: si affronta un tema caro a Romero e King, quello degli psicopompi (niente battutacce please!), ovvero figure divine che accompagnano le anime dei morti dalla nostra Terra all'oltretomba. Il Re del Maine li descrive come uccelli, Decoteau meno sottilmente come adolescenti che nerovestiti uccidono i trapassati per permettere il passaggio. Il sangue incredibilmente scorre abbastanza (qualche bella coltellata) e il film regala, soprattutto nella conclusione della vicenda, qualche bel colpo di sceneggiatura con un finale tutt’altro che risaputo. Si sa che è sempre Decoteau, ma anche il livello di uomini in boxer bianchi è inferiore a robacce come “Final stab” e il film, pur se ridicolo (tra tutto i sogni o i ripetuti rallenti che si vogliono enfatici), è interessante. Si potrebbe quasi consigliarlo. Quasi, naturalmente.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-282568615832734658?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/282568615832734658/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=282568615832734658' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/282568615832734658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/282568615832734658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/frightening-2002-di-david-decoteau.html' title='The Frightening di David Decoteau (2002)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-2793195141446294007</id><published>2008-05-03T03:50:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:28.833-08:00</updated><title type='text'>PASSAGGIO NELLA NOTTE (Night Passage)di R obert Harmon(2006)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SBxEqcC8AVI/AAAAAAAACgI/HJMhMSuIXY4/s1600-h/Night+Passage.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SBxEqcC8AVI/AAAAAAAACgI/HJMhMSuIXY4/s400/Night+Passage.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196103565952418130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Vi sono personaggi che hanno decretato allo stesso tempo le fortune e la maledizione di un attore.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Magnum P.I. è stato per Tom Selleck una svolta per quel che concerne la notorietà,ma anche la dannazione per il suo prosieguo nell’attività d’attore.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Selleck,con quella faccia da duro impenitente, che gli avrebbe portato,si narra ,persino,una offerta per interpretare il ruolo di Indiana Jones(ruolo che avrebbe rifiutato e poi sarebbe finito a Ford)ha cercato invano di costruirsi una carriera lontano dal piccolo schermo televisivo,senza mai riuscire a far dimenticare al pubblico il ruolo dell’investigatore con la ferrari che ne ha decretato il successo.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Ritrovarlo in questo piccolo grande noir rurale è una piccola soddisfazione per chi,come me, ha sempre sostenuto che col vecchio Tom la dea bendata del Cinema è stata ingenerosa.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Selleck è un ex poliziotto della anti-crimine,cacciato per un piccolo “problemino” di alcolismo,che accetta il lavoro di sceriffo in una sonnacchiosa cittadina.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Inizia cosi un viaggio coast to coast per giungere  dall’altra parte degli U.S.A.,con ,come unico compagno, il suo fedele cagnone Boomer.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Scoprirà che la tranquillità della sua nuova città è solo apparente.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;“Passaggio nella notte” è un film molto semplice nella propria costruzione,senza troppi fronzoli: sappiamo da subito chi sono i buoni e chi sono i cattivi e non ci aspettano colpi di scena.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Eppure questa america di provincia, da paragonare a quella di Copland,lascia il segno.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Lascia anche il segno il personaggio delineato da Selleck,un uomo taciturno,in perenne conflitto con la bottiglia ,che ha come unico e solo amico il proprio cane.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Vi è una grande tristezza di fondo che pervade questa pellicola e che attraversa ,come un proiettile, il cuore pulsante dell’America stessa, lasciando ,alla  fine della visione,  quell’amara riflessione sulla vita che solo i piccoli grandi noir sanno trasmettere&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;Di ANDREA SCALISE&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-2793195141446294007?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/2793195141446294007/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=2793195141446294007' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2793195141446294007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2793195141446294007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/05/passaggio-nella-notte-night-passagedi-r.html' title='PASSAGGIO NELLA NOTTE (Night Passage)di R obert Harmon(2006)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SBxEqcC8AVI/AAAAAAAACgI/HJMhMSuIXY4/s72-c/Night+Passage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-2134390850236287446</id><published>2008-04-17T18:48:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:28.991-08:00</updated><title type='text'>DIETRO LO SPECCHIO (BIGGER THAN LIFE) di Nicholas Ray (1956)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SAgCNyJC3DI/AAAAAAAACf4/GEXnQ01ilhw/s1600-h/BIGGER+THAN+LIFE+ARG.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SAgCNyJC3DI/AAAAAAAACf4/GEXnQ01ilhw/s400/BIGGER+THAN+LIFE+ARG.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190401006365760562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Per una volta il titolo italiano di un film è più appropriato di quello originale. In questo caso rivela ben piùdelle intenzioni del regista rispetto a ciò che viene esplicitato dichiaratamente. Già perchè dietro ad un melodramma a tinte a volte inquietanti, Ray, insieme al protagonista James Mason (anche produttore e sceneggiatore) ed al non accreditato Clifford Odets, sferrano una critica ferocissima ai valori rigidi della classe media americana negli anni '50. L'espediente è la follia del protagonista, l'insegnante Ed Avery, che riesce a contenere una malattia mortale attraverso una cura di cortisone. Il fatto si ispira ad una storia vera ed in effetti il cortisone può avere degli effetti collaterali sul carattere devastanti. Avery ha comportamenti di fastidio verso la moglie e esageratamente severi verso il povero figlio che viene pressato in maniera assurda. Presto comincia ad avere deliri mistici e viene fermato prima di diventare pericoloso. Si ha la possibilità di far affermare cose assurde, come un attacco alla chiesa, al protagonista, con la scusa del suo delirio farmacologico ed alcuni comportamenti sono sì folli ma non tanto dissimili dalla realtà di un perbenismo della mid-class. Il film ha una grammatica quasi horror per l'uso delle ombre e l'immagine con cui viene mostrato Mason, quasi un antesignano di Jack Torrence. A quanto pare il cortisone e l'urgenza dell'addizione da farmaci è solo una scusa per puntare liberamente il dito su atteggiamenti repressivi e deliranti. Un film che per l'epoca era decisamente sovversivo. In una parte di supporto anche Walter Matthau.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-2134390850236287446?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/2134390850236287446/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=2134390850236287446' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2134390850236287446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2134390850236287446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/dietro-lo-specchio-bigger-than-life-di.html' title='DIETRO LO SPECCHIO (BIGGER THAN LIFE) di Nicholas Ray (1956)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SAgCNyJC3DI/AAAAAAAACf4/GEXnQ01ilhw/s72-c/BIGGER+THAN+LIFE+ARG.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-9870836730419355</id><published>2008-04-17T18:03:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:29.174-08:00</updated><title type='text'>SEXY BEAST di Jonathan Glazer (2000)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SAf4USJC3BI/AAAAAAAACfo/H80s5iJLp8Y/s1600-h/Sexy+Beast+2000+poster.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SAf4USJC3BI/AAAAAAAACfo/H80s5iJLp8Y/s400/Sexy+Beast+2000+poster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190390122918632466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Piccolo gioiello di scrittura, costruzione e registrazione, Sexy Beast è uno di quei film che assurge poco per volta allo stato di cult.  Jonathan Glazer viene dai video ed è molto forte nella ricostruzione di immagini surreali ed oniriche anche se qui un certo immaginario si fonde con una voglia di noir che deve decisamente molto a Pulp Fiction. Il plot è quasi nullo, il criminale Don Logan (Ben Kingsley) raggiunge Gal Dove(Ray Winstone), un rapinatore ritiratosi, nel'intento di farlo ritornare all'opera, cosa di cui Gal non ha nessunissima intenzione visto che si trova in quello stato di pensionamento per cui il passato è ormai impensabile. La situazione impazzirà. Tutto gira intorno al personaggio di Kingsley che viene prima annunciato con terrore dagli altri personaggi e poi interpretato in maniera sublime dall'attore che crea un personaggio insopportabile, moralmente delirante, una vera calamità. Pare che Kingsley si sia ispirato alla nonna per Logan, ma è indubbio che anche una costruzione dei dialoghi ossessivi abbia influito positivamente sulla situazione. In film si contiene tutto in un minimo accadimento i cui avvenimenti di contorno fanno solo da contraltare ma su una struttura che funziona benissimo. Ottima risposta britannica al pulp americano che sicuramente nasconde dei difetti ma sono ben nascosti da uno scheletro di dialoghi e scene perfetto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-9870836730419355?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/9870836730419355/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=9870836730419355' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/9870836730419355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/9870836730419355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/sexy-beast-di-jonathan-glazer-2000.html' title='SEXY BEAST di Jonathan Glazer (2000)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SAf4USJC3BI/AAAAAAAACfo/H80s5iJLp8Y/s72-c/Sexy+Beast+2000+poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7191292096729901176</id><published>2008-04-17T17:34:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:29.456-08:00</updated><title type='text'>HATCHET di Adam Green (2007)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SAfw5yJC2-I/AAAAAAAACfQ/6T9xFuOFFos/s1600-h/poster2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SAfw5yJC2-I/AAAAAAAACfQ/6T9xFuOFFos/s400/poster2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5190381971070704610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Quasi sicuramente il successo di Hatchet è dovuto innanzitutto alla campagna azzeccata con cui è stato presentato il film. Infatti rivendicare una genuinità vecchio stile contro l'imbastardimento dell'horror moderno commerciale ha gioco facile sulle coscienze dei fan desiderosi di vedere il buon vecchio horror anni '80. Ed in effetti Hatchet mantiene quello che promette, ovvero una specie di nuovo capitolo di Venerdì 13. In effetti il protagonista del film, Victor Crowley, l'assassino che massacrerà le vittime di turno nella palude di turno, ricorda molto il vecchio Jason ma senza la sua maschera da hockey e non a caso viene interpretato da Kane Hodder. La struttura è sostanzialmente quella classica di un gruppo assortito di persone che finiscono in un luogo maledetto (in una palude di New Orleans) dove semina la morte un assassino maniaco deforme ed invasato. Quello che funziona in realtà non è affatto la regia nè la componente horror. Checchè ne pensi il regista Adam Green che pare essersi autoconvinto di essere un genio, l'atmosfera horror è mal costruita ed assomiglia grossolanamente a quella di film brutti che vivono di un fascino vintage. Non ha quindi senso riproporre tali sistemi, soprattutto senza le idee chiare. Green ha l'approccio totale di un fan, quindi è felicissimo di metterci dentro Tony Todd, Hodder e Robert Englund,nonchè l'ultima cafonissima canzone di Marylin Manson, eppure non si rende conto che il suo mostro è goffo e ridicolo, realizzato veramente male con una maschera posticcia. Alcune scene di morte sono bene realizzate, soprattutto una donna a cui viene staccata la mandibola, ma il resto è bene o male già visto. Eppure Green ha fatto un buon film,anche se non ha capito perchè. La fortissima dose di ironia, dei dialoghi brillanti e obbiettivamente divertente ed ottime interpretazioni di attori ben diretti rivelano il vero talento di Green, ovvero quello comico. Se i due elementi fossero stati bilanciati avremmo avuto un'opera veramente grande, come molti asserivano in malafede. In realtà abbiamo un piccolo prodotto divertente, interessante proprio perchè rende i suoi difetti tangibili e quindi analizzabili.  Comunque si aspetta Green alla prossima prova, The Spiral, che pare essere ben più complessa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7191292096729901176?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7191292096729901176/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7191292096729901176' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7191292096729901176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7191292096729901176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/hatchet-di-adam-green-2007.html' title='HATCHET di Adam Green (2007)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/SAfw5yJC2-I/AAAAAAAACfQ/6T9xFuOFFos/s72-c/poster2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4522463347765121009</id><published>2008-04-17T07:23:00.000-07:00</published><updated>2008-04-17T07:34:06.396-07:00</updated><title type='text'>Das erste semester (1997) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;a href="http://ecx.images-amazon.com/images/I/21D30FQXDYL._SL500_AA140_.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 138px; CURSOR: hand; HEIGHT: 127px" height="268" alt="" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/21D30FQXDYL._SL500_AA140_.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.moviemaster.de/9999/1997/97erstes.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;College movie alla Uwe Boll che ormai liberatosi del suo socio Frank Lusting può dare sfogo alle sue idee personalissime di stile e regia. “Das erste semester” è apparentemente un passo più commerciale rispetto ad “Amoklauf” con i suoi studenti goliardici e pruriti giovanili da “Porky’s” teutonico, ma è solo una facciata perché tra le righe si ritorna a parlare di solitudine, di un sistema che tende ad omologarti al di là dei tuoi sogni, questa volta in maniera più velata certo dello strabordante e strillato “German fried movie”, ma con la stessa carica di critica esplosiva. La storia è quella, semplice, di un ragazzo che, dopo avere ereditato una fortuna, decide di iscriversi al primo semestre dell’Università e lì cercare la donna della sua vita, ma il patrigno cercherà di mettere le mani sui soldi del giovane rovinandogli tutti i suoi piani. In mezzo a questo semplice plot Boll si sbizzarrisce in una regia sempre più sicura rispetto agli esordi e a tratti persini virtuosistica, mai convenzionale, primi semi di una cifra stilistica difficilmente omologabile di anarchico del cinema. Gli attori sono volenterosi quanto basta per evitare il fastidioso senso di amatorialità della precedente commedia tra cui spicca per bellezza e bravura la fulgida e sensuale Radost Bokel, già vista nel film fantasy italo tedesco “Momo” di Johannes Schaaf.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4522463347765121009?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4522463347765121009/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4522463347765121009' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4522463347765121009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4522463347765121009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/das-erste-semester-1997-di-uwe-boll.html' title='Das erste semester (1997) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1240230895676233785</id><published>2008-04-17T02:34:00.001-07:00</published><updated>2008-04-17T08:24:19.391-07:00</updated><title type='text'>Barschel - Mord in Genf? (1993) di Uwe Boll e Frank Lusting</title><content type='html'>&lt;a href="http://ecx.images-amazon.com/images/I/51PW8CQZQHL._SS500_.jpg"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 233px; CURSOR: hand; HEIGHT: 231px" height="293" alt="" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/51PW8CQZQHL._SS500_.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Secondo film (codiretto) di Uwe Boll e secondo tentativo, in parte migliore rispetto a “German fried movie”, di opera politica che cerca di portare alla luce uno dei fatti di cronaca nera più misteriosi e scomodi della storia della Germania. Era l’11 Ottobre del 1987 quando Uwe Barschel, capo del governo democristiano dello Schleswig Holstein, dimissionario in seguito alla denuncia di Pfeiffer, fu trovato una stanza dell'albergo Beau Rivage di Ginevra immerso con i vestiti ancora addosso in una vasca da bagno piena d'acqua. Deceduto sembra per suicidio con la gola piena di sedativi, i motivi del gesto non vennero chiariti del tutto dalla polizia. Da questo fatto reale nasce “In Barschel - Mord in Genf?” di Uwe Boll e Frank Lusting, dove si tracciano ipotesi anche non banali sulle presunte cause della morte del politico tedesco. Il film è sicuramente interessante nell’idea meta filmica di raccontare la vicenda attraverso un progetto di due registi e un produttore di girare un film sulla vicenda. Boll e Lusting riescono a tratteggiare con originalità la storia di un uomo che è andato a patti con i suoi demoni, che è stato travolto da un ciclone di cospirazioni politiche non seconde a quelle del Watergate, e che è stato sacrificato dai suoi stessi soci in affari. In “Barschel - Mord in Genf?” però l’eccesso di logorrea nel descrivere il film nel film e un senso di amatorialità, forse anche voluta, minano il risultato finale dell’opera che alla fine risulta meno interessante delle sue premesse. Peccato perché sicuramente con un budget adeguato “In Barschel - Mord in Genf?” sarebbe stato un film importante e all’altezza delle sue meritevoli intenzioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Curiosità: lo stesso Uwe Boll fa un cammeo nella pellicola come spettatore addormentato di un cinema&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1240230895676233785?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1240230895676233785/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1240230895676233785' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1240230895676233785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1240230895676233785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/in-barschel-mord-in-genf-1993-di-uwe.html' title='Barschel - Mord in Genf? (1993) di Uwe Boll e Frank Lusting'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4133983948793172263</id><published>2008-04-17T01:49:00.000-07:00</published><updated>2008-04-17T08:23:55.338-07:00</updated><title type='text'>German fried movie (1991) di Uwe Boll e Frank Lusting</title><content type='html'>&lt;a href="http://i2.ebayimg.com/04/i/000/e8/8d/efc6_1.JPG"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://i2.ebayimg.com/04/i/000/e8/8d/efc6_1.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Primo film di Uwe Boll e satira feroce di una certa società che vive in funzione di talk show e futili miti da mangiare e divorare subito. Co-diretto (come tutti i suoi primi passi registici) dall’amico e collega Frank Lusting, il film risulta essere un ibrido di intenzioni e messa in scena, ancora acerba e rozza. “German fried movie” è forse indigeribile per un pubblico non teutonico, ma ancora di più lo saranno le commedie successive, importanti solo per capire l’ecletticità di un autore tacciato molte volte come superficiale e banale. Sono però i primi passi che faranno scoppiare le stragi di “Amoklauf” e “Heart of America” e che condurranno a poco a poco verso il Boll touch dei videogame, qui in maniera ancora seminale, ma non invisibile. “German fried movie” è una serie di scene tenute su da un sottile filo, un po’ come sarà il successivo “Postal”, alcune azzeccate (la scena del ponte dei suicidi) altre un po’ tirate, ma comunque tutte all’insegna di una certa ferocia nel disegnare la Germania. Spicca il divertimento di tratteggiare uno stato come quello tedesco con dei moti ancora sotterraneamente nazisti con frasi come “La Germania ai tedeschi” e che trova spazio per il comunismo solo grazie a delle belle lesbiche dal cuore rosso bolscevita. Peccato che, come già detto, molte volte il tutto si limiti soltanto ad una satira superficiale, raramente graffiante, contraddistinta però da una forte dose di cattiveria e scorrettezza. Il problema di “German fried movie” è soprattutto di pagare una sceneggiatura non elaboratissima, che sembra andare avanti ad inerzia (l'idea della tv spazzatura come collage alla lunga stanca), non aiutata purtroppo neppure da bravi attori, e che alla lunga annoia anche lo spettatore più paziente. “German fried movie” non si può considerare un bel film , ma è comunque un’esperimento per le prove successive del regista.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Curiosità: German fried movie (con ovvio riferimento al quasi omonimo esordio di John Landis), secondo le testimonianze dello stesso Boll, raggiunse la quarta posizione al box office tedesco nonostante fosse stato autoprodotto e autodistribuito con mezzi amatoriali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4133983948793172263?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4133983948793172263/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4133983948793172263' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4133983948793172263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4133983948793172263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/german-fried-movie.html' title='German fried movie (1991) di Uwe Boll e Frank Lusting'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4318986223200484471</id><published>2008-04-17T00:59:00.000-07:00</published><updated>2008-04-22T07:02:02.660-07:00</updated><title type='text'>Amoklauf (1994) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;a href="http://gruselseite.com/reviews/Amoklauf/01.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://gruselseite.com/reviews/Amoklauf/cover.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 194px; CURSOR: hand; HEIGHT: 266px" height="430" alt="" src="http://gruselseite.com/reviews/Amoklauf/cover.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La vita di un Signor nessuno è intervellata da piccoli momenti: il cibo, il lavoro, film di esecuzioni usati come porno per bipassare la sfera sessuale. Ma l’uomo comune ha rabbia dentro e presto sfocerà nel sangue di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esordio solitario shock alla regia per Uwe Boll nel 1994 in una pellicola all’apparenza lontana da quelli che saranno i suoi film più celebri. “Amoklauf” è figlio del bellissimo “Schramm” di Buttgereit, ma non ne è un clone, anzi riesce a prendere strade innovative in un contesto sicuramente simile. Rispetto a Buttgereit il film di Boll è meno violento graficamente, ma non per questo meno disturbante. L’odissea del nostro uomo comune, con un lavoro svilente, è soprattutto una storia di alienazione mentale e terribile solitudine. La follia del protagonista sfocia a poco a poco davanti a stupidi talk show che si trasformano in maniera quasi armonica in immagini di estenuanti esecuzioni. Il sesso pur se cercato nelle prime immagini con la violenza diventa orgasmo solo in questo caso di pornografia della morte. Da lì a poco l’isolamento del protagonista viene interrotto con una coltellata ai danni della bella vicina e devastato con una strage di massa che rende quel desiderio di morte non più piacere personale, ma sociale. L’unico modo per rapportarsi con gli altri sembra essere solo l’omicidio, il riuscire a risaltare da una massa tutta uguale risplasmando quella stessa massa a nostro volere così come faceva lo psicopatico di “Schramm” con le sue vittime in una sorta di nuova carne cronenberghiana o come farà Zack Wardh nell'ironico "Postal". “Amoklauf” è un film crudo, disperatissimo che tocca corde di nichilismo estremo nei confronti di una società che tenta di schiacciare i più deboli, dove la violenza è l’unico modo per essere qualcuno. Il tocco di Uwe Boll già comincia a notarsi soprattutto nelle lunghe scene al rallenti della strage finale o nella fascinazione per la morte come estetica che avrà in anni recenti il suo massimo sfogo nel bellissimo “Seed”. “Amoklauf” è un film a bassissimo costo, ma ricco di idee e spunti, forse materia non esportabile o commerciale, ma interessante come poche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4318986223200484471?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4318986223200484471/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4318986223200484471' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4318986223200484471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4318986223200484471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/la-vita-di-un-signor-nessuno.html' title='Amoklauf (1994) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-2832325898024015843</id><published>2008-04-16T12:05:00.000-07:00</published><updated>2008-04-16T12:18:46.750-07:00</updated><title type='text'>Heart of America (2003) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.sofacinema.co.uk/guardian/images/products/5/51785-large.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 227px; CURSOR: hand; HEIGHT: 337px" height="423" alt="" src="http://www.sofacinema.co.uk/guardian/images/products/5/51785-large.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Titoli di testa.&lt;br /&gt;Il corridoio è buio. Siamo in una scuola. La telecamera di sorveglianza inquadra dall’alto una sagoma scura che si avvicina. Fotografia sgranatissima da documentario di guerra. La musica è un sottofondo di classica che spazza da Mozart a Vivaldi. La figura ora la possiamo vedere in tutta la sua interezza: è un ragazzo giovanissimo, punta il fucile a pompa contro i nostri occhi. Bam. Musica metal pesantissima. Comincia il massacro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pellicola girata nel 2003 e ispirata alle sanguinose vicende del massacro di Colombine è il primo passo per Boll per emergere dalla massa dei registi direct to video, il suo tocco in quest'opera ricorda il precedente “Amoklauf” dove la solitudine sfociava in violenza disperata. Il suo film vale più del famoso “Elephant di Gus Van Sant” o del cinico “Bowling of Columbine” di Michael Moore. Dove Gus Van Sant si perde in un formalismo estetico a base di carrellate o soggettive insistite, di inutili scene gay, “Heart of America” è soprattutto un dramma dai toni quasi elisabettiani che riesce davvero a parlare con sincerità di una tragedia tanto grande. La regia di Boll rispetto a Van Sant è più sensazionalista certo, ma anche più efficace, non si perde in una sorta di carineria auto contemplativa, ma arriva dritto al nodo del dramma con scene efficaci e un alto tasso di introspezione psicologica dei personaggi. Anche il reparto attori è in stato di grazia con delle ottime perfomance di Clint Howard, Michael Parè e un inedito Jurgen Prochow nel ruolo di un padre disperato. Boll è un regista tedesco, quindi estraneo ai fatti, riesce a guardare con sguardo alieno il sistema americano che sottomette e cannibalizza i propri figli. Tra Mac Donald’s e Blockbuster la strage si compie, l’odio adolescenziale esplode graficamente con perizia balistica contro i nostri stessi simili. Cane mangia cane. Siamo nella stessa America che ha creato la Tiger force in Vietnam, che ha nascosto il plutonio nelle vene di Eda Schultz Charton. L’ultima frase prima di uno sparo in “Heart of America” è “Ti odio madre”. Bam. Di questo sangue siamo tutti sporchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Heart of America” è un calcio violento. Molto più cattivo, disincantato e anarchico di qualsiasi altra cosa ci saremmo aspettati. Ed è abbastanza esplicativo di come in Italia un film del genere non sia mai uscito neppure nelle ore più scure. Più facile ridere di morti viventi tranciati da effetti alla “Matrix” che portare nelle nostre case l’orrore più scomodo e reale. Pulp fiction in salsa combat film. L’orrore siamo noi. Sempre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-2832325898024015843?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/2832325898024015843/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=2832325898024015843' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2832325898024015843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2832325898024015843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/heart-of-america-2003-di-uwe-boll.html' title='Heart of America (2003) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4109632044620928411</id><published>2008-04-16T11:16:00.000-07:00</published><updated>2008-04-16T11:19:24.591-07:00</updated><title type='text'>Sanctimony (2001) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.boomerangshop.com/dvdcover/ImageWeb/Sanctimony200037774_f.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 244px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" height="426" alt="" src="http://www.boomerangshop.com/dvdcover/ImageWeb/Sanctimony200037774_f.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Pochi film sono fregature tanto grosse da voler cercare il regista per flagellarlo: una di questi è sicuramente “Sanctimony”. Credo di essere uno degli estimatori più grandi del regista Uwe Boll, ma il mio primo approccio con lui anni fa non è stato dei migliori, questa sua pellicola paratelevisiva ha acceso il mio malcontento come poche altre. “Sanctimony” è forse l’unico passo completamente sbagliato della carriera del regista: certo di film indigesti ce ne saranno (Alone in the dark), ma nel bene o nel male tutti porteranno il marchio del regista, la sua poetica d’anarchia visiva. Qui invece la regia di Uwe Boll è anonima, addormentata, piatta, imbelle nel rappresentare una storia che non si vergogna di clonare “American psycho” senza ritegno. Abbiamo il pessimo Casper Van Dien, reduce dal grandissimo successo di Verhoeven “Straship trooper” e chissà perché coinvolto a recitare qui, nei panni di un broker di successo con qualche vizietto nascosto. Infatti il nostro Casper di notte si aggira come un’anima persa nei night club più hot in certa di nuove emozioni e, capitato per sbaglio in uno strano rituale di maschere con tanto di omicidio ai fini di snuff, si sente pronto per uccidere a sua volta. Attenzione ho detto che il film scimmiotta il grande libro di Brett Easton Ellis sullo psicopatico Patrick Bateman, ma se cercate in questo lavoro di Boll le stesse atmosfere, lo stesso vuoto pneumatico che sfocia da nichilismo in violenza efferrata del capolavoro su carta, beh avete sbagliato tutto. Qui abbiamo solo un cretino senza alcun fascino che commette omicidi solo perché Dio sa, che se la prende tra tutti con un super sbirro incazzato quando gli tocca la famiglia. Bel pirla aggiungerei pure. “Sanctimony” è un filmaccio davvero meritevole di essere nei cestoni di qualche supermercato a pochi euro, indegno dell’estro che da lì a poco Boll sfoggerà con violenza quasi devastante nelle sue opere future. Nel cast si salva solo un convincente Michael Parè e un paio di sequenze (la scena delle maschere su tutte) girate con una certa professionalità. Ma è poca cosa in un film da dimenticare presto senza rimpianti.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4109632044620928411?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4109632044620928411/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4109632044620928411' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4109632044620928411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4109632044620928411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/sanctimony-2001-di-uwe-boll.html' title='Sanctimony (2001) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-2444468321824974098</id><published>2008-04-16T10:20:00.000-07:00</published><updated>2008-04-16T11:22:56.881-07:00</updated><title type='text'>Blackwoods (2002) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.toastedpixel.com/comic/clips/blackwoods/blackwoods.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 225px; CURSOR: hand; HEIGHT: 327px" height="439" alt="" src="http://www.toastedpixel.com/comic/clips/blackwoods/blackwoods.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Una gita con la sua fidanzata tra i boschi porta un giovane, Matt, a fare i conti con un passato che forse non è come crede che sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima dei famosi film che nel bene o nel male daranno fama a Boll c’è stato un periodo che il regista tedesco muoveva i primi passi nelle piccole produzioni con film interessanti come “Heart of America” e obbrobri come “Sanctimony”. “Blackwoods” è un film particolarissimo, uno dei migliori risultati di Uwe Boll nel campo del thriller horror. Merito anche dello sceneggiatore che più di altri saprà assecondare l’estro visionario del regista con delle ottime sceneggiature, Robert Dean Klein. Forse il miglior epigono de “Il sesto senso”, “Blackwoods” vive una sua particolarissima dimensione di thriller soprannaturale a scatole cinesi, completamente imprevedibile, con una storia che trova la sua comprensione solo nel finale. “Blackwoods” non cerca mai facili strade, ma riesce a spaventare e a rendere efficace una tensione che nasce soprattutto dai dedali della mente umana. Si parla certo di fantasmi e di vendette, ma tutto in una sorta di estetica della visione fallace dove il regista e il suo occhio (divino?) diventano unici portatori di una verità assoluta anche nella menzogna. Mai la regia di Boll è stata così elegante, senza mai svaccare in un virtuosismo che nei futuri film diventerà a volte ostentazione di un grandissimo stile fine a se' stesso. Grandissimi momenti di commozione, quasi da ghost story romantica, nell’ultima sequenza dove passato e presente, colpa e pentimento, si incontrano nella tragica deflagrazione di un incidente stradale, dove per qualche istante nell’iride di chi muore resta impressa la speranza di un amore. Ecco “Blackwoods” è anche una non storia d’amore dove tutto potrebbe essere tutto e per colpa del destino non è. Il cast è composto da vecchie glorie del cinema come fu come Clint Howard, fratello del più noto Ron e già nel cast di “House of the dead” e soprattutto Michael Parè, che nei primi anni 80 era promessa di gloria hollywoodiana e ora, come un pugile suonato, si aggira in produzioni di serie B. Ma ringraziando Dio di questo perché solo nelle mani di Boll Parè da’ il meglio di se’.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;NB In una sequenza il protagonista Patrick Muldoon sta giocando al videogame GTA 2. La passione di Boll per i videogiochi era già accesa in quegli anni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.toastedpixel.com/comic/clips/blackwoods/blackwoodsvideogame.jpg"&gt;&lt;img style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.toastedpixel.com/comic/clips/blackwoods/blackwoodsvideogame.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-2444468321824974098?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/2444468321824974098/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=2444468321824974098' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2444468321824974098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2444468321824974098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/blackwoods-2002-di-uwe-boll.html' title='Blackwoods (2002) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7065387312205184207</id><published>2008-04-16T07:42:00.000-07:00</published><updated>2008-04-16T07:47:30.356-07:00</updated><title type='text'>Bloodrayne 2: deliverance (2007) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.moviegod.de/images/movies/00018/1724/1724_xxl.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 246px; CURSOR: hand; HEIGHT: 303px" height="420" alt="" src="http://www.moviegod.de/images/movies/00018/1724/1724_xxl.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Selvaggio west alla mescalina. Pazzo, folle, completamente fuori dai binari ordinari. Uwe Boll non si è di certo arrabbiato sulla definizione che molti fan gli hanno affibbiato di “Ed Wood del cinema moderno”. E imbastisce proprio una storia che sulla carta ricorda certi Z movie che avrebbero fatto gola al regista di “Plan 9 from outer space”. “Bloodrayne 2” è un sequel non sequel della precedente pellicola, mette in scena la stessa dhampyra all’interno di un contesto diverso, non più medioevo ma western, ma lo fa non rispettando una continuità. Lei, la straniera senza nome, metà umana e metà vampira, ha persino il volto di un’altra attrice, predilige le pistole piuttosto che le lame classiche e non ha più nulla che l’accumuli al personaggio del videogame omonimo. Boll gira un film inneggiante al vecchio spaghetti western assolutamente originale che si pone come re del genere ibrido cowboy e mostri. La trama vede un sanguinario Billy the kid vampiro tiranneggiare la città di Deliverance arrivando ad uccidere persino bambini per creare il suo regno del terrore. Arriveranno a salvare il mondo un manipolo di reietti dall’inferno, con il destino già segnato dalla morte, capitanati dalla bella Rayne. Non può mancare tra questi il leggendario Pat Garret, interpretato da un redivivo Michael Parè, affezionato delle produzioni del regista. “Bloodrayne 2” è un film sanguigno, crudo, che riesce a citare modelli aurei come Peckinpah senza svilirli. Basti pensare al lungo finale dove buoni o cattivi senza distinzione vengono crivellati da colpi e vanno inesorabili verso la morte. Delude un po’ la scelta dell’attrice protagonista Natassia Malthe, priva della carica di sensualità della bellissima Kristanna Locken, ma è poca cosa in un film che riporta alla luce vecchie follie cinematografiche fatte di incontri inverosimili fra personaggi storici e di finzione, come l’ormai cult “Billy The kid vs Dracula”. Tra gli attori spicca invece l’estroso Zack Ward che presterà il volto del folle personaggio principale dell’ancor più folle “Postal”. Un western sicuramente bizzarro, ma tutt’altro che disprezzabile, che paga a volte forse una messa in scena troppo televisiva, retaggio dell’idea di farne un pilot di un’ipotetica serie tv.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7065387312205184207?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7065387312205184207/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7065387312205184207' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7065387312205184207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7065387312205184207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/bloodrayne-2-deliverance-2007-di-uwe.html' title='Bloodrayne 2: deliverance (2007) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7382915681819972058</id><published>2008-04-16T05:44:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:29.738-08:00</updated><title type='text'>Bloodrayne (2005) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_LZ92yTgKeAQ/RyIoBV4qQHI/AAAAAAAACg4/J8uDQhJIJEI/s400/boll_br2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 314px" height="402" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_LZ92yTgKeAQ/RyIoBV4qQHI/AAAAAAAACg4/J8uDQhJIJEI/s400/boll_br2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Dopo il flop di “Alone in the dark” Uwe Boll torna sempre a girare trasposizioni di videogame, ma in maniera più classica, con sceneggiature più articolate rispetto ai due film precedenti. “Bloodrayne” è il suo lavoro successivo, un’opera non esente da difetti, ma molto affascinante nel fare, come sempre nel cinema del regista, terrorismo con la maniera trattata. La storia del videogame, ambientata in epoca nazista, viene rispettata in parte, ma le libertà sono evidentissime a partire dalla cornice medioevale fino al cotè inedito di dramma familiare tra figlia e padre vampiro. Il risultato finale ricorda un ibrido tra i pupazzoni di “Buffy l’ammazzavampiri” e il romantico videogame/gioco di ruolo “Vampire the masque rade redemption”. Caso quasi unico nella filmografia del regista, il film è violentissimo con effetti speciali sanguinosissimi curati dal collega Olaf Ittenbach. E’ la sagra degli arti tagliati, delle teste decapitate, soprattutto nella director’s cut che amplifica queste scene shock in un nuovo finale che ripropone in pezzi più spinti delle scene horror. Boll azzecca il cast con un gruppo di attori che avrebbero fatto invidia a Tarantino: Michael Madsen, Michelle Rodriguez, il premio Oscar Ben Kingsley. A primeggiare su tutti la stupenda Dhampyra (metà umana e metà vampira) Kristanna Locken che ci regala sia una scena di sesso anomala contro le sbarre di una cella sia vari umori lesbo quando fronteggia belle fanciulle. Uwe Boll dimostra di avere una regia perfetta per il fantasy e costruisce una scena almeno da applauso: la fuga di Bloodrayne dal circo dove flashback e flashfoward si intrecciano. Se per assurdo è proprio il celeberrimo Kingsley ad essere il meno convincente del cast, con faccette da avanspettacolo, per il resto tutto fila liscia o quasi. I già accennati effetti speciali, truculenti come non mai, sono infatti abbastanza brutti e non molto convincenti, soprattutto a reparto make up. Ma “Bloodrayne” , pur se non possedendo la forza anarchica di un “Alone in the dark”, è molto piacevole e regala uno spettacolo d’altri tempi che avrebbe meritato più successo di quello che realmente ha avuto. Ma si sa i geni sono incompresi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7382915681819972058?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7382915681819972058/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7382915681819972058' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7382915681819972058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7382915681819972058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/bloodrayne-2005-di-uwe-boll.html' title='Bloodrayne (2005) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_LZ92yTgKeAQ/RyIoBV4qQHI/AAAAAAAACg4/J8uDQhJIJEI/s72-c/boll_br2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-5894241300021325671</id><published>2008-04-16T05:02:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:29.917-08:00</updated><title type='text'>Alone in the dark (2004) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_LZ92yTgKeAQ/RyIn1l4qQBI/AAAAAAAACgI/N_MO29VlVI0/s400/boll_alone_2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 246px; CURSOR: hand; HEIGHT: 365px" height="420" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_LZ92yTgKeAQ/RyIn1l4qQBI/AAAAAAAACgI/N_MO29VlVI0/s400/boll_alone_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Peggio o forse meglio di “House of the dead” secondo gusti epidermici che con la critica cinematografica non hanno niente a fare. Alone in the dark è una giostra vorticosa spinta all’eccesso con suoni, sparatorie tanto astratte da essere o dementi o sublimi, con una macchina da presa che tenta l’impossibile in una sorta di virtuosismo tsuiharkiano. Se il nostro occhio viene appagato da una parte da un’estetica visiva tra le migliori del cinema moderno horror, dall’altra abbiamo una storia che si fa fatica a seguire, dialoghi che sono fastidiosamente stupidi, un intreccio appassionante quanto una nonnina in vestito sadomaso. Le due anime di un film disprezzato dai più, reo di avere pugnalato al cuore quanti si aspettavano una vera trasposizione del classico gioco per pc e console e invece si sono trovati una specie di Indiana Jones che incontra Stargate che incontra Relic. Ma la grandezza del film di Boll è di essere una grande opera non sense, azzerando storia e dialoghi, si assiste al più grande esperimento di horror visionario tratto da un videogame. Ormai non servono più, come in “House of the dead”, i fotogrammi presi dal videogioco omonimo, è il videogioco che contamina l’essenza cinematografica diventando una grande partita di cui noi siamo solo spettatori. Alone in the dark preso in quest’ottica da hellzappopping horror diventa un esperimento difficilmente riproducibile di videogame meta cinematografico, un esperimento di futurismo su pellicola che non ha precedenti né avrà successori. Se la regia di Boll è potentissima, qui a livelli da titano d’invenzioni, non si può dire lo stesso di un cast stralunato che rende ancora più bizzarra l’operazione. Tara Reid è buona forse solo per qualche porno con capre che la sodomizzano, Slater che reciti Amleto o Paperino ha la faccia sempre uguale, Dorff è più incapace del suo sempre basso standard. In mezzo a questo delirio la scena dove i due protagonisti scopano al ritmo di “Seven seconds” di Neneh Cherry: esilarante nella sua ironia da eiaculazione precoce. Inqualificabilmente perfetto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;NB La scena dove il nano viene sodomizzato da una legione di scimmie ninfomani in "Postal" sembra omaggiare in chiave comica la morte in questo film di Stephen Dorff.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-5894241300021325671?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/5894241300021325671/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=5894241300021325671' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5894241300021325671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5894241300021325671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/alone-in-dark-2004-di-uwe-boll.html' title='Alone in the dark (2004) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_LZ92yTgKeAQ/RyIn1l4qQBI/AAAAAAAACgI/N_MO29VlVI0/s72-c/boll_alone_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4284120650600343327</id><published>2008-04-16T01:22:00.000-07:00</published><updated>2008-04-18T00:45:55.108-07:00</updated><title type='text'>House of the dead (2003) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;a href="http://imagecache2.allposters.com/IMAGES/153/501731.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 239px; CURSOR: hand; HEIGHT: 369px" height="446" alt="" src="http://imagecache2.allposters.com/IMAGES/153/501731.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Parlare di “House of the dead” non è facile, soprattutto se stai per parlarne bene. Ci sarà sicuramente qualche neofita del genere horror con la puzza sotto il naso a martellarti i coglioni con le sue idee sul bello o sul brutto cinematografico o i veterani, saccenti critici della vecchia guardia a storcere il naso con la bocca piena di paroloni e nomi dei bei tempi che furono e non torneranno più come Fulci, Romero e Jackson. Approccio senz’altro sbagliato per rapportarsi al lavoro di Boll che è cosciente di una propria “stupidità” narrativa, anzi la usa a suo vantaggio per giocare coi clichè del cinema della paura senza scendere nella facile parodia, ma imbastendo un gioco meta filmico mai banale dove titoli e situazioni da film e telefilm famosi tornano anche nei nomi dei personaggi (Capitano Kirk, Casper, Mcgyver). E’ un gioco che se non preso seriamente diverte e sa persino stupire, il primo cine game che non si limita a riproporre situazioni giocate, ma ne viene contaminato diventando per assurdo un’operazione quasi cronenberghiana di nuova carne e pixel. In “House of the dead” quindi la lunghissima e detestata sparatoria in bullet time diventa occasione non solo per portare sullo schermo sensazioni vissute davanti al pc e la console, ma proprio per inumanizzare personaggi già bidimensionali in una sorta di invasione del videogame all’interno del film. E’ cinema per certi versi avanguardistico che si fa beffe delle semplici regole cinematografiche in una sorta di anarchia visiva che sovrasta il linguaggio cinematografico consono per essere cinema “oltre” con le sue valenze negative o positive. Dal canto suo Boll non gira male, anzi risulta persino elegante nelle parti meno selvagge di “House of the dead”. Stupisce che pochi conoscitori del cinema bis si siano accorti dei numerosi omaggi che il regista fa ai film italiani sui morti viventi dagli zombi acquatici di “Zombi 2” alle atmosfere e persino alle luci, ai colori, alle situazioni di “After death” di Fragasso con questa nebbia sempre opprimente e almeno una scena rifatta pedissequamente (il petto squarciato da un pugno). A Boll però sembra interessare più il genere avventuroso (e con “Alone in the dark” sarà più evidente) che il superficiale cotè horror con zombi dinoccolati (Zombi 3?) e sangue cannibale. Riverenza nei dialoghi verso George A. Romero e la sua Santa trilogia (ormai arrivata a 5 capitoli) in un film che è l’opposto del classicismo romeriano. A suo modo un classico.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4284120650600343327?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4284120650600343327/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4284120650600343327' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4284120650600343327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4284120650600343327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/house-of-dead-2003-di-uwe-boll.html' title='House of the dead (2003) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4100752539206536299</id><published>2008-04-15T08:04:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:30.149-08:00</updated><title type='text'>Seed (2008) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_LZ92yTgKeAQ/RyIoB14qQJI/AAAAAAAAChI/OjcAbzuM12o/s400/boll_seed.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 251px; CURSOR: hand; HEIGHT: 389px" height="473" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_LZ92yTgKeAQ/RyIoB14qQJI/AAAAAAAAChI/OjcAbzuM12o/s400/boll_seed.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Max Seed è un serial killer e di quelli cattivi. Già il suo cognome fa capire quale sia la sua passione: guardare. A Seed piace torturare le sue vittime, lasciarle morire d’inedia per giorni, mesi, settimane davanti all’occhio spietato di una videocamera. Lo fa con donne, animali, persino neonati, che piangono, urlano e diventano polvere e ossa. Seed è il male, nulla può fermarlo, neppure la morte. Seppellito vivo dopo un’esecuzione il suo scopo sarà solo la vendetta più sanguinosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo nuovo horror di Uwe Boll cerca di superare un record: mettere in scena degli omicidi mai così sanguinosi in un’ottica della violenza voyeuristica che tocca su due piani prima l’assassino e poi noi spettatori. Fin dalle prime scene dove il killer assiste ad un esecuzione di volpi (materiale di repertorio naturalmente) si capisce che non siamo capitati nel solito horror game movie alla Uwe Boll con sparatorie infinite e zombi saltellanti. No, in “Seed” siamo all’inferno, un universo pieno di torture e sangue che scorre copioso. Se esiste un’estetica della morte nel nuovo cinema americano va cercata non tanto nei vari Hostel, ma in questo nuovo lavoro del regista teutonico. Il film è pervaso da un’atmosfera disperata, crudelissima. Ecco, appunto è la crudeltà a farla da padrone in una messa in scena sadica e spietata degli omicidi che non cadono mai nel bestiale inumano, ma in una sorta di nichilismo nei confronti della vita. “Seed” è un film autardiano dove la tortura è soprattutto crudele attesa di essa. Boll gira benissimo, con uno stile nervoso e la prevalenza della macchina a mano, sceglie ambienti malsani, oscuri, tagliati dai flash delle torce dei poliziotti nella sua opera più feroce, quasi riflesso d’animalesca rivolta verso tutti quelli l’hanno catalogato come regista pessimo e superficiale. In “Seed” esiste una sorta d’atemporalità nel narrare la vicenda: gli anni 70 sembrano mischiati ad elementi attuali in una sorta di postmoderno narrativo che serve a donare alla vicenda un’aria ancora più folle. “Seed” non è un film moralista, ma anzi si limita a mettere in scene omicidi in maniera quasi documentaristica e perché no pornografica senza prendere posizioni ne’ verso i buoni né berso il malvagio assassino. E’ un personaggio positivo il poliziotto che sotterra vivo il killer ancora vivo? O lo sono i secondini che prima di essere brutalmente asassinati da Seed lo umiliano? Seed è il lato scuro di ogni spettatore, la sua fama di vedere è oltre i talk show, oltre i film horror, oltre i documentari shock. Stupisce poi un finale plumbeo come pochi e con tocchi di bellezza estetica come la bambina urlante nell’occhio del padre. Il cast è ottimo, Michael Parè regala la sua performance più bella e sofferente da tanto, tanto tempo. Da vedere senza dubbio per poter rivalutare finalmente il nome di Uwe Boll. Lunga vita al re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB Circola su internet una versione di Seed da 79 minuti mortalmente tagliata da pesanti censure. Manca tra le altre cose una ferocissima sequenza dove Seed uccideva una vecchia a martellate. I tagli poi sono stati inferti con tanto dilettantismo da rendere a tratti incomprensibile la vicenda. Statene alla larga.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4100752539206536299?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4100752539206536299/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4100752539206536299' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4100752539206536299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4100752539206536299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/seed-2008-di-uwe-boll.html' title='Seed (2008) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_LZ92yTgKeAQ/RyIoB14qQJI/AAAAAAAAChI/OjcAbzuM12o/s72-c/boll_seed.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6021186588869174373</id><published>2008-04-13T05:14:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:30.438-08:00</updated><title type='text'>Postal (2008) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/RwHsShEg_lI/AAAAAAAABjc/v78GZRw2JeQ/s400/postal1_large.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 348px" height="465" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/RwHsShEg_lI/AAAAAAAABjc/v78GZRw2JeQ/s400/postal1_large.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Esistono film che non hanno un vero e proprio genere, vivono il limbo di una dimensione tutta loro, particolare e sfrontatissima. Postal di Uwe Boll è uno di questi, anzi è già sulla strada per essere l’esempio più eclatante di un nuovo non genere. Ad occhio superficiale Postal è un’opera come tante, demenziale, sciocca, leggera, non diversa dai facili prototipi di Abraham e Zucker come “L’aereo più pazzo del mondo” o “La pallottola spuntata”; in realtà molteplici sono gli umori che scorrono attraverso le immagini, a volte eccessivamente grottesche a volte di un cinico tendente all’autodistruttivo, fino ad arrivare a far divenire Postal forse l’opera più smaccatamente politica e antiamericana del nuovo millennio. Dimentichiamo le urla col dito puntato di Michael Moore o un certo cinema anche italiano di denuncia (i vari Martinelli, Ferrara e Placido), nel film di Uwe Boll ci troviamo in una dimensione di completa anarchia visiva, visionaria e perché no narrativa fin dalle prime scene; è un altro cinema, quasi lynchiano nella struttura, dove ogni nostra convinzione o idea viene sovvertita da un luna park di surrealismo sfrontato e devastante. Benvenuti quindi nel Paese degli orrori: l’America. La storia, sfilacciata e semplice, è quella di un uomo comune che si trova invischiato in un complotto terroristico talebano atto alla fine del mondo. Ecco, ma ridurre Postal in una linea di sceneggiatura, che sì e no sarà stata scritta in una paginetta, è svilente perché la critica di un sistema come quello americano, veloce, superficiale, tendente all’autismo delle persone in una concezione più grande di macchina sociale, è a livelli così alti da lasciare basiti. Uwe Boll usa la carta del nonsense per parlare di disagi, di un Paese che dopo l’11 Settembre si sente stuprato di certezze, che usa la violenza del razzismo per combattere l’odio razziale, creando forse la macchina cinema più folle dai tempi del capolavoro ridanciano “Hellzapopping” di Henry C. Potter. L’umorismo di Postal, molto fumettoso e folle, ricorda a tratti il cinismo de “I Simpson”, ma lo amplifica mettendo in scena in un mondo allo sbando dove non esiste pietà per nessuno né invalidi né bambini, l’America è madre cannibale che divora i propri figli e arriva ad usare, a suo beneficio, i resti di una strage per imbastire un telegiornale di lacrime esclusivamente a scopo di odience. Postal è secondo le intenzioni provocatorie del regista “il diretto concorrente di Indiana Jones”, ma è probabilmente solo un’altra provocazione perché nulla né a livello concettuale né a livelo spettacolare potrebbe unire questo film alla saga avventurosa di Spielberg. Un suicidio commerciale sicuramente anche alla luce dell’ultima immagine dove ci vengono mostrati Bin Adel e George W. Bush correre mano nella mano verso una deflagrazione atomica che porta inequivocabilmente alla parole fine nel senso più assoluto. Da amare o da odiare, chi scrive però vede in Postal i segni di un genio che da anni manca al cinema contemporaneo, troppo impegnato ad essere autore per riuscire a parlare con semplicità di temi importanti e attualissimi. Cammeo del regista nel ruolo di… se stesso.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6021186588869174373?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6021186588869174373/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6021186588869174373' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6021186588869174373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6021186588869174373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/postal-2008-di-uwe-boll.html' title='Postal (2008) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/RwHsShEg_lI/AAAAAAAABjc/v78GZRw2JeQ/s72-c/postal1_large.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4686119340126203399</id><published>2008-04-06T11:01:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:30.702-08:00</updated><title type='text'>TUONO ROSSO The Great Skycopter Rescue di Lawrence Foldes (1978)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_kSnhzmv7I/AAAAAAAACcQ/vav6_aT1s0g/s1600-h/TUONO+ROSSO.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_kSnhzmv7I/AAAAAAAACcQ/vav6_aT1s0g/s400/TUONO+ROSSO.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186196916192853938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;The Great Skycopter Rescue è un film lineare nel proprio genere.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Una multinazionale di Sacramento  vuole mettere le mani su di un enorme giacimento petrolifero rilevato sotto le case del pacifico paesino di Libertyville. Per tentare di acquistare tutte le terre senza pagare molto, decide di assoldare un manipolo di motociclisti dinamitardi per seminare distruzione tra gli abitanti.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Con l’ausilio del corrotto sceriffo Burgess (Aldo Ray,uno che di b-movie se ne intende) ,i teppisti avranno via libera per distruggere case,auto,locali e per picchiare ,minacciare e violentare gli indifesi cittadini.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Totalmente isolati,senza possibilità di ricevere aiuto dalla polizia,le ultime speranze delle inermi vittime della brutale violenza dei teppisti rimangono riposte nella strana coppia di elicotteristi formata da uno strano nerd e dal capitano Jim Jet, un disc-jockey che,per sbarcare il lunario, si traveste da astronauta.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;La battaglia sarà durissima, con un ultimo scontro nell’aria,con tanto di sottofondo da “la cavalcata delle Valkirie”.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Lawrence D. Foldes  si mostra ottimo allievo di Corman ,con un film che scorre piacevolmente,tra scazzottate e battute in puro american B-movies style.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Uno dei motivi per recuperare questo film è ,di sicuro, la presenza,nel ruolo del protagonista,di quel Terry Michos che interpretava il mitico Vermin in “THE WARRIORS”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Andrea Scalise&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4686119340126203399?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4686119340126203399/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4686119340126203399' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4686119340126203399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4686119340126203399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/tuono-rosso-great-skycopter-rescue-di.html' title='TUONO ROSSO The Great Skycopter Rescue di Lawrence Foldes (1978)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_kSnhzmv7I/AAAAAAAACcQ/vav6_aT1s0g/s72-c/TUONO+ROSSO.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6414149483557648585</id><published>2008-04-03T23:05:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:30.953-08:00</updated><title type='text'>PERDITA DURANGO di Álex de la Iglesia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XFthzmv5I/AAAAAAAACcA/Mf3PVa7DSx0/s1600-h/perdita.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XFthzmv5I/AAAAAAAACcA/Mf3PVa7DSx0/s320/perdita.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185267931946598290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Ci sono due anime bellissime e dannate che si incontrano e si amano nella frontiera tra America e Messico: uno si professa mago-scienziato, dell’altra non si niente tranne qualche torbido scheletro nell’armadio. C’è un cattivissimo boss pedofilo che organizza omicidi e piani durante il compleanno della nipotina che tra un vestito da pagliaccio e un abuso smercia per le industrie cosmetiche interi camion di feti umani (ed il fatto è anche vero di cronaca…). C’è una coppia di giovanissimi ragazzi americani in vacanza da soli per la prima volta, innocenti ed imbranati che finiranno per cozzare le loro vite (e sentimenti) con la coppia dell’inizio, tirando fuori il loro lato animalesco. E poi c’è la santeria, la droga, l’amore, il sesso, i sbirri, le vendette e Aldrich con Vera Cruz. Il film maledetto di De la Iglesia, forse la sua opera più assoluta, censuratissima ovunque (impossibile praticamente recuperarlo assolutamente uncut) è un helzapoppin al fulmicotone che plasma con intelligenza e grande senso della tragedia e dell’epica mezzo secolo di cinema e letteratura mondiale, un road movie in cui l’amicizia,l’amore e  il sangue scorrono e si fondono continuamente creando diversi piani narrativi e diverse sensazioni. Romeo e Perdita le due anime nere del film, uno che sogna di morire come Lancaster in Vera Cruz e l’altra che è la vera “pupa del gangster”, interpretati divinamente da un immenso Javier Bardem e da una sorprendentemente brava e sexy Rosie Perez, sono due personaggi umanissimi che vivono nel loro mondo fottendo tutto e tutti (“politicamente” ricordano vagamente la coppia di amanti assassini in Natural born Killers di stone): si amano si odiano, si fanno del male fino riunirsi e venire messi a nudo dalle loro nemesi “buone” ovvero la coppia “sacrificale” di sfigati (da antologia il rito di santeria con cadaveri,cocaina e un inviperito Jay Hawkins a fare da spalla al grandissimo Bardem), tutti personaggi costruiti con grande classe e spessore, senza banalità o inutili guizzi pulp da quattro soldi. La carta vincente del film è infatti proprio tutta nell’umanità  che viene esaltata in questa folle ed eccessiva corsa in cui non sarebbe totalmente fuori luogo usare la parola melò. De la Iglesia alla sua prima opera “americana” riesce a trovare un compromesso perfetto tra la follia cinica e grottesca dei primi film e il mito quasi “west” del cinema americano, riesce finalmente a bilanciare perfettamente eccesso ed epica come mai gli riuscirà anche in futuro: si sghignazza, si prova ribrezzo e alla fine ci si commuove pure e l’immenso omaggio a Vera Cruz, uno dei più sentiti e bei omaggi da 20anni a questa parte, è solo una sfumatura in un affresco che sembra una fantastica  sfrenata di sensazioni ed emozioni, condita da sangue,pallottole,amore e violenza. Assolutamente divino e fondamentale. pure fucking badass cinema...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Davide Casale&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6414149483557648585?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6414149483557648585/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6414149483557648585' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6414149483557648585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6414149483557648585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/perdita-durango-di-lex-de-la-iglesia.html' title='PERDITA DURANGO di Álex de la Iglesia'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XFthzmv5I/AAAAAAAACcA/Mf3PVa7DSx0/s72-c/perdita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7345333976402619254</id><published>2008-04-03T23:02:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:31.745-08:00</updated><title type='text'>LA COMUNIDAD di Alex De La Iglesia (2000)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XEvBzmv4I/AAAAAAAACb4/2dzHxphLpFE/s1600-h/di+Alex+De+La+Iglesia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XEvBzmv4I/AAAAAAAACb4/2dzHxphLpFE/s400/di+Alex+De+La+Iglesia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185266858204774274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Immaginatevi un palazzo nel centro di una grande città, una signora bionda molto avvenente che presenta uno degli appartamenti in vendita, è molto elegante e fa bene il suo mestiere. Immaginate che lei aspetti un uomo, il suo uomo che deve arrivare a cena  per poi passare una notte di fuoco nell’ appartamento che non è loro, una notte di rischio e passione. E’ quello che succede all’inizio de LA COMUNIDAD, la città in questione è Madrid e il palazzo si trova nei pressi di Plaza de España, nel centro della metropoli. Il condominio sarà teatro di tutta la vicenda perché in esso, come premessa di una piece teatrale dai toni tragico grotteschi, la stessa signora bionda che lavora per l’agenzia immobiliare farà la scoperta di un cadavere. Un uomo la cui morte tutti  i condomini, che nel loro insieme si chiamano in spagnolo appunto “comunidad”,aspettavano da tempo, un uomo che nascondeva qualcosa a cui tutti ambivano. Il vecchio aveva un sacco di soldi nascosti nel suo appartamento, aveva vinto il totocalcio e per paura dell’avidità dei vicini di casa si era barricato in essa, vivendo tra i propri rifiuti, coltivando il proprio terrore fino alla morte. Ora i vicini sanno che i soldi sono nascosti, senza l’occhio vigile del vecchio, ma incustoditi e sospettano che la signora dell’agenzia immobiliare li abbia trovati e presi prima che loro abbiano potuto iniziare le ricerche. Faranno di tutto perché lei non esca dal palazzo. La regia è di Alex De La Iglesia e la signora dell’agenzia immobiliare è la talentuosa Carmen Maura la quale verrà scritturata dal regista anche nel successivo 800 BALAS, De la Iglesia in questo film si muove a suo agio giocando coi toni del grottesco e delineando i personaggi, i condomini, con una perizia e un’attenzione per i dettagli maniacale! Non c’è personaggio che non sia perfettamente rappresentativo di realtà e di deviazioni sociali mascherate da quotidianità, Iglesia crea una sorta di microsocietà tipica del primo mondo dentro quattro mura, con tutti i difetti e i pochissimi pregi di un’umanità ormai interessata solo ai soldi, ad un obiettivo che deve raggiungere a tutti i costi, perché il sacrificio nell’accezione capitalista, ma anche cattolica, porta alla ricompensa! Meta che si trasforma in fobia, paranoia, un ossessione che costringe i condomini a ipotecare la loro stessa vita, la felicità, in funzione di un sogno che attraverso gli anni è diventato ogni giorno di più un maledetto incubo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il cinema di Alex De La Iglesia non cita praticamente mai altri film, la sua peculiarità è l’originalità, ma non per questo mancano strizzate d’occhio a classici della settima arte, cose appena percettibili come alcune inquadrature che non possono che ricordarci Hitchcock e dei brevissimi momenti che ci rimandano alla mente gli zombi di un altro osservatore critico della società odierna, George A. Romero. Il regista in questo film si scatena con le sequenze interne e mette in campo un armamentario inesauribile di inquadrature, grandangoli, carellate e panoramiche sui condomini che sembrano quasi immagini surrealiste. La summa del suo stile registico viene esaltata da un impeccabile senso del tempo, infatti il montaggio è frutto di un lavoro certosino, ogni inquadratura è sfruttata al meglio in funzione dell’angoscia e il senso di oppressione che si amplificano mano a mano si va avanti con la visione, fino alla breve fuoriuscita a cielo aperto. I brevissimi esterni, che sono situati alla fine del film, sono formati da inquadrature calcolate in ogni minimo dettaglio, ricordandoci gli esterni girati come se fossero interni, con poco spazio al cielo, dei primi tre film di Marco Ferreri, quando lavorava a Madrid. Alex De La Iglesia è caustico e in questo film lo è ancora di più rispetto alle sue opere precedenti, si prende gioco dell’istinto umano muovendo i suoi personaggi come marionette sacrificabili in tutto e per tutto, non ci sono buoni o cattivi in questo film, ma solo condomini pieni di sorprese ed estranei che violano l’habitat infernale del condominio.  E’ spaventoso come venga rappresentata la fobia umana per la ricchezza in questa tragedia di una dei più briosi e intelligenti registi viventi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Davide Casale&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7345333976402619254?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7345333976402619254/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7345333976402619254' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7345333976402619254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7345333976402619254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/la-comunidad-di-alex-de-la-iglesia-2000.html' title='LA COMUNIDAD di Alex De La Iglesia (2000)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XEvBzmv4I/AAAAAAAACb4/2dzHxphLpFE/s72-c/di+Alex+De+La+Iglesia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6844162445516775510</id><published>2008-04-03T22:55:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:31.934-08:00</updated><title type='text'>EL DIA DE LA BESTIA aka IL GIORNO DELLA BESTIA di Alex De la Iglesia (1995)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XEIhzmv3I/AAAAAAAACbw/6g4Ecg32JlQ/s1600-h/ElDiaDeLaBestia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XEIhzmv3I/AAAAAAAACbw/6g4Ecg32JlQ/s400/ElDiaDeLaBestia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185266196779810674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Questo film è il primo capolavoro di Alex De la Iglesia. Inaugurerà però un periodo di crisi che il regista supererà cambiando di registro e girando un film negli States, PERDITA DURANGO. Recuperate le forze e sposatosi a Las Vegas, confezionerà in seguito MUERTOS DE RISAS, il  suo secondo capolavoro, ma questa è un’altra storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;El Dia De La Bestia, come ama dire lo stesso regista è una commedia di azione satanica, con tocchi horror, una frenetica epopea in cui i tre protagonisti percorrono in lungo e in largo una piovosa Madrid nella serata-notte del giorno di Natale del 1995. A riunire questa sorta di trinità o  novelli re magi, ci pensa il prete del trio, un bravissimo Álex Angulo nei panni di un prete studioso di sacre scritture, il quale dopo attenti calcoli scopre che l’anticristo nascerà  a Madrid proprio in quel fatidico giorno. La gente si diverte, compra i regali per i propri cari, il consumismo ha un’ impennata e solo un uomo sa cosa sta per accadere, il male sta per nascere, conosce la data e la città, ma deve scoprire il luogo esatto. Per entrare in contatto con Satana deve peccare e appena giunto a Madrid si impegna nel fare tutto il male possibile. Entra di seguito in contatto con un grasso metallaro interpretato da Santiago Segura e con un esorcista-guaritore-ciarlatano che conduce un programma televisivo, un Italiano (guarda caso) interpretato da Armando De Razza. Questo trio è composto da persone caratterialmente e socialmente opposte, ma uniranno le loro forze e metteranno a repentaglio le loro vite per salvare il mondo! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;E’ un tutto in una notte in una Madrid inquietante, crepuscolare, la pioggia fa quasi pensare che il diluvio universale abbia avuto inizio e che si prepari a seppellire il male che sta per nascere. Parallelamente agli eventi un gruppo di xenofobi inizia ad ammazzare gente emarginata lasciando come firma la scritta in spray “Limpia Madrid”, ossia “Pulisci Madrid”. Qui entra in campo la critica di Iglesia contro la xenofobia, in quegli anni oltretutto preoccupantemente in voga nella capitale Spagnola. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il prete è coltissimo e molto intelligente, ma avendo vissuto in clausura e dietro ai libri per lungo tempo non ha nessuna esperienza col mondo reale, è una specie di angelo caduto dal cielo. Il metallaro è sciocco ma buono e fedele, inizialmente assiste il prete per pura noia, ma in seguito gli si affeziona. Cavan, il ciarlatano, è il più incredulo forse proprio perché col suo programma prende per i fondelli milioni di persone. Si ricrederà ed esternerà  un gran coraggio, sarà proprio lui a spingere il trio nei momenti di difficoltà. Il meccanismo di relazione fra i tre personaggi è ben congeniato, attraverso ostilità e momenti di coesione che si alternano, facendo da base alla suspense indotta dalla corsa contro il tempo. Il male non deve nascere, dopo sarà troppo tardi. A fare ombra alla loro relazione vi è la lotta tra bene e male che incombe, Dio li aiuta con segni quasi impercettibili e il male li ostacola in tutti i modi, non a caso il male sarà rappresentato oltre che dalla banda di nazisti xenofobi, anche dalla polizia. Ma non è una metafora quella dell’anticristo, Satana c’è davvero! E Alex De la Iglesia ce lo mostra già nella prima parte del film nelle vesti di un nero caprone, in una sequenza che rasenta la perfezione, capace di lasciare a bocca aperta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il coinvolgimento con le vicende è massimo, attraverso un montaggio serrato  il film diventa fin da subito quasi ipnotico facendo divertire lo spettatore dal primo all’ultimo minuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Immenso film che non si può non vedere almeno tre volte, pena, la crocifissione!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Davide Casale&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6844162445516775510?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6844162445516775510/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6844162445516775510' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6844162445516775510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6844162445516775510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/el-dia-de-la-bestia-aka-il-giorno-della.html' title='EL DIA DE LA BESTIA aka IL GIORNO DELLA BESTIA di Alex De la Iglesia (1995)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XEIhzmv3I/AAAAAAAACbw/6g4Ecg32JlQ/s72-c/ElDiaDeLaBestia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-212095163097868821</id><published>2008-04-03T22:49:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:32.267-08:00</updated><title type='text'>CRIMEN PERFECTO  di ALEX DE LA IGLESIA (2004)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XCJhzmv2I/AAAAAAAACbo/zs83WjBM0zk/s1600-h/CrimenPerfecto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XCJhzmv2I/AAAAAAAACbo/zs83WjBM0zk/s400/CrimenPerfecto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185264014936424290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Ogni film di Alex De La Iglesia è la conferma di un’idea che a molti può sembrare bizzarra, visti i tempi che corrono: ancora oggi è possibile fare commedie, considerando il termine nella sua accezione più ampia, facendo contemporaneamente cinema, buon cinema. Crimen Ferpecto è l’esempio ottimale per confermare questa tesi; divertire, fare ridere, è possibile non solo scadendo nella volgarità gratuita e soprattutto affidandosi a gag precotte, ma facendo propria un tipo di comicità, affidandosi ad essa, evolvendola nel tempo, cercando soluzioni sempre nuove. Alex De La Iglesia continua nel suo percorso dove la commedia si contamina, senza la paura di improvvisi salti da un genere all’altro: il ritorno alla carica del regista spagnolo è unq commedia nera dai risvolti surreali e condita da una scorrettezza politica di fondo che continua ad essere segno immutabile del suo modo di far cinema.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Rafael Gonzalez, un brillantissimo e impomatato Guillermo Toledo, venditore al reparto di abbigliamento femminile di un grande magazzino sta per fare il salto di qualità: la possibilità di diventare capo piano gli sfugge però, improvvisamente, di mano. Donne sempre donne, sua croce e delizia. Delizia per tutte le notti passate in gran segreto nelle corsie dei grandi magazzini a strafare con commesse mozzafiato, croce quando si vedrà costretto a subire capricci e angherie del mostro di turno capace di irretirlo grazie ad un omicidio involontario che li vede maldestri complici. Contro un asso nella manica del genere Rafael si rivela impotente: costretto in uno stremante doppio gioco che lo vede da una parte assecondare la morbosa e repressa Lourdes nei più perversi meandri della sua intimità e dall’altra a salvare faccia e facciata con amici e colleghi che continuano a vederlo come calamita di procaci e affamate commesse. Ma l’ostinazione della nuova fidanzatina nello svelare la loro storia d’amore e nello sposare in diretta tv l’ormai malconcio Rafael sono letteralmente la goccia che fa traboccare il vaso. Se tutto questo è stato scatenato da un omicidio che si è rivelato perfetto (perfecto, ferpecto, in un geniale gioco di parole già nel titolo), tutto potrà tornare alla normalità con un nuovo delitto. Ancora una volta ferpecto.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Colpisce in questa commedia surreale in prima istanza la scorrettezza del regista nel trattare il rapporto uomo-donna. Una scorrettezza che è tale per il realismo che porta dentro di sè. Nessun pelo sulla lingua nel narrare il rapporto tra la bella e la bestia. Il bello e la bestia in questo caso. Alex De La Iglesia rifiuta il buonismo del finale classico che vorrebbe il bello innamorarsi della bestia. La parola d’ordine resta liberarsene. Eliminandola. E l’improvviso cambio di strategia non è certo dettato dal brillare del fuoco di una neonata passione, quanto ad un sentimento di ancora più vera e sincera compassione, pena. Poi a giochi fatti, ancora un twist, uno scambio di ruoli in cui è impossibile stabilire chi sia il buono, chi il cattivo, chi il bello e chi la bestia. E nel mezzo tante risate, battute, gag surreali, umorismo nero per niente fine a se stesso. Una profonda riflessione sul difficile rapporto tra due mondi che incontrandosi non possono fare altro che scontrarsi messa in scena nel più leggero e divertente dei modi, una commedia che si tinge di noir, che spiazza anche per i suoi tempi azzeccatissimi: momenti ironici, nonsense, sprazzi di lirismo e visionarietà surreali, riescono a fondersi costringendo lo spettatore ad interrogarsi solo durante i titoli di coda, tanto contemporaneamente densi e leggeri sono stati i 90 minuti precedenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Michelangelo Pasini&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-212095163097868821?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/212095163097868821/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=212095163097868821' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/212095163097868821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/212095163097868821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/crimen-perfecto-di-alex-de-la-iglesia.html' title='CRIMEN PERFECTO  di ALEX DE LA IGLESIA (2004)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XCJhzmv2I/AAAAAAAACbo/zs83WjBM0zk/s72-c/CrimenPerfecto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6121929734565614635</id><published>2008-04-03T22:42:00.000-07:00</published><updated>2008-12-09T07:04:32.688-08:00</updated><title type='text'>AZIONE MUTANTE di ALEX DE LA IGLESIA (1993)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XA6Rzmv1I/AAAAAAAACbg/ekFOSdgo8dM/s1600-h/accion.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XA6Rzmv1I/AAAAAAAACbg/ekFOSdgo8dM/s320/accion.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5185262653431791442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Era il “lontanissimo” 1990, era agosto, faceva molto caldo e Alex De La Iglesia  con il  suo collaboratore attuale e futuro, Jorge Guerricaechevarrìa, erano appena usciti dall’esperienza del corto MIRINDAS ASESINAS il quale aveva riscosso un successo non indifferente. Insieme avevano scritto la sceneggiatura per un altro corto che si sarebbe intitolato “Piratas Del Espacio”. Il problema più vecchio del mondo in ambito cinematografico e non solo si presentò loro inesorabilmente, ossia l’assenza totale di fondi e si sa che ovviare a questo problema è la cosa principale da mettere come premessa alla realizzazione di un film. Ma la fortuna si nascondeva dietro l’angolo, anzi, dietro la cornetta del telefono!&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;“Piratas Del Espacio” sarebbe diventato Acción Mutante, questo grazie all’improvvisa e inaspettata telefonata  da parte della casa di produzione Madrileña “El Deseo”, gestita niente meno che da Pedro Almodovar e da suo fratello Agustin. Loro avrebbero finanziato il progetto, ma doveva essere un lungometraggio, avrebbe riscosso più guadagni. La cosa non schifa di certo il buon vecchio Alex che si vede praticamente piovere dal cielo la possibilità di girare il suo primo lungometraggio, una grande opportunità e una grande responsabilità si affacciano sul suo cammino.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; Se ve lo siete già dimenticati lo ripeto: grazie all’ interessamento della  casa di produzione “El Deseo”Alex De La Iglesia aveva il via per realizzare, con la collaborazione di Guerricaechevarrìa alla  sceneggiatura, il suo primo lungometraggio. Le porte del successo per De La Iglesia, ma anche per Guerricaechevarrìa  stavano per aprirsi.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;La trama è molto originale, e sebbene il film non nasconda in alcuni punti il patrocinio del cinema di Pedro Almodovar, cosa tutt’altro che negativa,  lo stile personalissimo di Alex De La Iglesia è già presente anche se in uno stato per certi versi embrionale. Acción Mutante ha personaggi e scenari assurdi, barocchi, caratterizzati da un brio quasi picaresco per utilizzare un termine caro alla letteratura Spagnola (il picaro è fondamentalmente un monello che vive di espedienti, un combina guai, se ne volete sapere di più leggete il libro “Lazarillo de Tormes”, la summa della novella Picaresca). Il cattivo gusto traspare un po’ ovunque ma con eleganza, con uno tecnica visiva peculiare che inizia a forgiare lo stile unico del regista Spagnolo.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il gruppo terroristico che da il nome al film è munito di protesi futuristiche che sono montate addosso ai corpi degli andicappati, eh si, sono tutti andicappati, mutanti per dirlo in stile del film. Dall’altra parte ci sono i pijos (fighetti, figli di papà), i loro nemici, gli odiati che Ramon espone e pone come obbiettivo da distruggere recitando i principi che regolano la loro associazione (a delinquere?), gli scopi e gli obiettivi. Questi pijos sono ritratti in maniera ovviamente eccessiva, kitchs nell’aspetto ed estremamente stupidi. Durante la sequenza in cui siamo a una festa di v.i.p, si vede questa estremizzazione al dettaglio, i cameo della scuderia Almodovar, rispettivamente la compagna di quest’ultimo, Bibi Andersen,  e l’attrice sua musa Rossy De Palma, indossano dei vestiti che sarebbero eccessivi anche per una passerella prêt à porter. Buona parte del film si svolge sul pianeta Asturias, luogo in cui non esistono donne, ma solo minatori e coloni per la maggior parte deviati mentalmente per questa assenza del gentil sesso. Degli autentici maniaci sessuali allo stato brado per capirci, un po’ come la redazione di Cangaceiro. Il regista genialmente non si pone alcun freno e ce ne mostra di tutti i colori, come la scena ironica quanto delirante di due ragazzi che eiaculano contemporaneamente attraverso i pantaloni alla vista delle graziose forme della rapita (uno dei due è Santiago Segura, attore  che si imporrà sulla scena spagnola con delle interpretazioni indimenticabili).&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Alex De La Iglesia ci mostra anche una scena di tortura con lametta da barba piuttosto estrema, sparatorie violentissime si limitano quasi a fare da contorno di fronte a certe sequenze in cui vengono affrontati argomenti brutali con una leggerezza che contrasta alla perfezione. Il regista prende per il culo alla grande le forze di polizia, cosa più che presente anche nella sua opera futura.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Una delle sequenze indimenticabili dal film è quando  si vede una pubblicità televisiva di Tripis, ossia dei cartoncini imbevuti di lsd contenuti in confezioni molto simili a quelle dei cereali Kellog’s. La pubblicità recita più o meno: “Fai colazione con Tripis, ogni colazione sarà un viaggio”. Eccezionale! Nella colonna sonora il tema principale dal titolo Acción Mutante è affidato al gruppo rap core arrabbiato DEF CON DOS, originari di Madrid. Come piace al regista, l’azione non manca di certo, continue fughe, imprevisti  e sparatorie si succedono nel film e alcuni personaggi sono delineati appositamente per rivestire la classica figura del nemico giurato assetato di vendetta, esemplificativa è la figura del padre della ragazza rapita, un ricco industriale con l’animo del dittatore che rappresenta quella Spagna reazionaria ancora legata con la nostalgia  al regime Franchista. &lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Questo film può essere inserito nel filone horror-fantascienza per le scene estremamente violente e per la quantità non indifferente di emoglobina; sebbene non vanti un gran budget gli effetti di make-up e gli effetti meccanici delle scene gore sono impeccabili e per quanto riguarda l’astronave la cosa viene risolta semplicemente col non far mai vedere gli esterni della nave, ma solo gli interni e mettendo in mostra tubi e improbabili sistemi idraulici di comando, molto teatrali ma che non sfigurano in relazione ai toni semi grotteschi del film.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Acción Mutante ha un suo stile e un’ originalità prorompente che lo elevano a classico del cinema moderno Spagnolo. Esordio in pompa magna per mister Alex De La Iglesia!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Davide Casale&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6121929734565614635?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6121929734565614635/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6121929734565614635' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6121929734565614635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6121929734565614635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/azione-mutante-di-alex-de-la-iglesia.html' title='AZIONE MUTANTE di ALEX DE LA IGLESIA (1993)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R_XA6Rzmv1I/AAAAAAAACbg/ekFOSdgo8dM/s72-c/accion.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-8108341035233606939</id><published>2008-04-01T03:22:00.000-07:00</published><updated>2008-04-01T03:25:51.171-07:00</updated><title type='text'>The mist di Frank Darabont (2008)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/a/a1/The_Mist_poster.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 248px; CURSOR: hand; HEIGHT: 387px" height="457" alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/a/a1/The_Mist_poster.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Che “The mist” sia un bel film horror non ci piove. Come non ci sono dubbi che il racconto dal quale è tratto è un Signor racconto, uno dei migliori uciti fuori dalla penna del maestro del terrore del Maine. Ma è altrettanto vero che “The mist” è anche un film che alla fine ti lascia un grande vuoto di insoddisfazione soprattutto alla luce di un finale sì crudele, ma tremendamente inutile. Qui il confronto tra la controparte letteraria (il racconto breve “La nebbia” nell’antologia “Scheletri”) e quella cinematografica diventa quindi un obbligo. Stephen King tende alla sottrazione, non spiega il perché arriva all’improvviso questa nebbia portatrice di mostri e non ci tiene a fornirci un finale consolatorio o meno, ma fa finire la vicenda in una sospensione dell’azione, un po’ come il grandissimo ending di “Zombi” di Romero. Tarabont, già autore di un meraviglioso “Miglio verde” kinghiano, invece affronta la materia di petto mostrando quello che era immostrabile con l’ausilio di effetti speciali sofisticati, rende ancora più King quello che in Stephen King non c’era calcando la mano sul versante religioso mistico e cade dove avrebbe dovuto giocare la carta vincente costruendo un finale ad effetto molto ingiustificato. Ma possono dieci minuti di pessimo girato trasformare un buon film in un brutto film? No di certo, ma non aiutano comunque nel giudizio finale e nel ricordo di un film che fino a quel momento era una goduria unica. Curioso poi come il film sia molto più debitore del videogame “Silent hill” che della sua ispirazione letteraria. Certo il gioco è a sua volta ispirato da Lovecraft e da “La nebbia” di King, ma è evidente come la scelta di inserire una predicatrice fulminata dalla folgore di Dio o di un simil pterodattilo sia puramente “Silent hill”, anzi per assurdo “The mist” è molto più speculare al gioco come atmosfere e scenari del (bellissimo) film omonimo di Christopher Gans. Il reparto attori è ottimo così come la regia di Tarabont, pur senza guizzi eccessivi, è degna di nota. Sicuramente un film discreto, ma lontano dall’essere quel grandissimo horror che prometteva. Tante comunque le scene da ricordare, tra tutte la gita nella farmacia vicina con un gruppo di ragni dalla ragnatela mortale. Da divertirci comunque ce n’è.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-8108341035233606939?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/8108341035233606939/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=8108341035233606939' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8108341035233606939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8108341035233606939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/04/mist-di-frank-darabont-2008.html' title='The mist di Frank Darabont (2008)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4277099106969288809</id><published>2008-03-17T10:18:00.000-07:00</published><updated>2008-03-17T10:21:18.307-07:00</updated><title type='text'>Redacted di Brian De Palma (2007)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/trovacinema/rendercmsfield.jsp?field_name=Image&amp;amp;id=333710"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 265px; CURSOR: hand; HEIGHT: 381px" height="462" alt="" src="http://www.repubblica.it/trovacinema/rendercmsfield.jsp?field_name=Image&amp;amp;id=333710" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Altra guerra, altre vittime. “Redacted” è un documento filmato che cerca di ridare il volto agli orrori bellici insabbiati, che non accetta più di essere filtrato attraverso la spettacolarizzazione di una pellicola o di una trama articolata come invece nelle opere grandi del genere, da “Platoon” a “Nato il quattro luglio”. “Redacted” è la storia di una vendetta che porta ad altra vendetta che porta ancora ad una vendetta e così via, all’infinito come un serpente che si mangia la coda. Il plot ricorda moltissimo il precedente lavoro del 1989 di De Palma, “Vittime di guerra”, dove un gruppo di soldati nel Vietnam decideva di segregare e stuprare una ragazzina locale per poi ucciderla. Qui cambia il luogo, l’Iraq, e il modo di raccontare il tutto: basta rallenti, basta virtuosismi di camera, è un cinema non cinema ripreso dall’occhio di una telecamera amatoriale e trasmesso attraverso i canali più comuni di fruizione: you tube, i Tg, siti talebani. Non ci si può affezionare a nessuno, né al cameraman che diventerà lui stesso oggetto da riprendere ed essere ripreso, né al presunto eroe che sbraita ma non fa nulla per fermare gli orrori che si stanno compiendo né agli stessi iraqueni che massacrano a mente lucida un soldato qualsiasi. Cosa rimane quindi? Forse il filmare noi stessi e urlare ad una web cam il nostro orrore perché “che sia Iraq o Vietnam non cambia un cazzo” o magari piangere mentre il mondo ti acclama come un eroe. Non è tanto la violenza mostrata ad essere terrorizzante, ma l’idea stessa della violenza, di cosa l’uomo può fare e come nemici differenti hanno la stessa brutalità nell’agire. La macchina da presa documenta giornate sotto il sole di questi soldati che aspettano solo un segnale per tornare a casa, che possono uccidere donne incinte solo perché analfabete, che vivono il terrore di una bomba nascosta sotto il sole. E’ un pianeta sconosciuto, dove i militi americani sono alieni goffi e sperduti, dove la violenza è una dimostrazione che la paura sprona i vigliacchi a sottomettere i più deboli. E’ proprio nei primi minuti quando la telecamera del soldato Salazar si ferma su piccoli particolari, zoomando sulle note di Händel, come già Kubrick, che cogliamo l’alienazione di uomini mandati a morire senza forse capirne i motivi. Il sole che fa sudare, una mosca, dei bambini che giocano a pallone, il tempo viene azzerato in una perenne attesa del nemico nascosto ovunque. De Palma gira non la sua opera migliore, ma un film esperimento interessantissimo, in antitesi con la spettacolarizzazione di un certo cinema finto amatoriale come i recenti “Cloverfield” e “Rec”. Le ultime immagini con i frame di bambini mutilati o ustionati dalle bombe sono di difficile digestione, una raffigurazione dell’orrore della guerra nell’orrore stesso delle sue vittime. Titoli di coda in un silenzio agghiacciante da restare davvero senza più nessuna parola dopo.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4277099106969288809?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4277099106969288809/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4277099106969288809' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4277099106969288809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4277099106969288809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/03/redacted-di-brian-de-palma-2007.html' title='Redacted di Brian De Palma (2007)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-302103883082908068</id><published>2008-03-05T01:46:00.000-08:00</published><updated>2008-03-05T01:49:56.696-08:00</updated><title type='text'>Boogeyman 2di Jeff Betancourt (2008)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.horror-movies.ca/AdvHTML_Upload/boogeyman2.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 273px; CURSOR: hand; HEIGHT: 410px" height="443" alt="" src="http://www.horror-movies.ca/AdvHTML_Upload/boogeyman2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;C’è stato un periodo dove la paura per il buio la faceva da padrona al cinema. Abbiamo avuto film ottimi come Darkness ed altri sicuramente mediocri come i vari ed anonimi They, fear of the dark e Al calar delle tenebre. Boogeyman di Stephen Kay (sublime il suo Get Carter con Sly però) non faceva difetto presentando stancamente i soliti clichè del genere (luci che vanno e vengono, mostri visibili solo alla fine) difettando in più dello smodato uso di una becera computer grafica per rappresentare l’Uomo nero del titolo. Di un secondo capitolo non sentivamo di certo il bisogno, ma proprio quando le speranze vanno a scemare ecco che arrivano i miracoli. Oddio niente da urlare al capolavoro, ma Boogeyman 2 dell’esordiente Jeff Betancourt è un bello spettacolo carico di suspence e di splatter bello corposo che non ti aspetteresti mai da una produzione mainstream. Il plot verte di più, rispetto al precedente capitolo, verso il thriller slasher, ma non dimenticando però le venature horror fantastiche. La trama non brilla certo per originalità, ma porta delle morti molto inventive: una ragazza autolesionista legata e coperta di vermi si distruggerà le vene per toglierli via, un ragazzo fissato con l’igiene ingoierà dell’acido per pulire la sporcizia del suo corpo e così via. Non solo: come già accennato il reparto splatter non è taccagno, già dalle prime scene assistiamo ad un accoltellamento con budella che escono copiosamente fuori e, verso metà film, ad un ragazzo viene aperto con un aggeggio il petto con tanto di cuore che pulsa vivo. Siamo più sul genere Saw (e la presenza di Tobin Bell il Jingsaw della serie non è casuale) con echi di Nightmare 3 soprattutto nella scelta di ambientare la vicenda all’interno di un “manicomio” per adolescenti problematici. Il film poi ha pure un colpo di scena molto ben azzeccato che rigira un po’ le carte in tavola arrivando persino a sorprendere un po’ il pubblico. Direi che è sicuramente un passo avanti e le strade sono aperte al numero 3. Ma non è detto che il miracolo si ripeta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-302103883082908068?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/302103883082908068/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=302103883082908068' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/302103883082908068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/302103883082908068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/03/boogeyman-2di-jeff-betancourt-2008.html' title='Boogeyman 2di Jeff Betancourt (2008)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3198635291164830507</id><published>2008-03-01T09:24:00.000-08:00</published><updated>2008-03-01T09:38:17.355-08:00</updated><title type='text'>Day of the dead di Steve Miner (2008)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.moviecritic.com.au/userimages/user624_1162352904.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 243px; CURSOR: hand; HEIGHT: 338px" height="457" alt="" src="http://www.moviecritic.com.au/userimages/user624_1162352904.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Cominciamo subito con le cattive notizie, di quelle che sono ferro caldo sulla carne: “Day of the dead” di Steve Miner è un film bruttissimo, uno dei peggiori zombi movie girati. E aggiungiamo che un po’ ci dispiace. Si, perché sarebbe bastato davvero poco per fare un film non dico bello, ma almeno decente. Se c’è riuscito un novellino al suo primo lavoro serio come Zack Snyder (e “L’alba dei morti viventi” possiamo dirlo sempre paura è un capolavoro), perché non doveva riuscirci un veterano del cinema del terrore come Steve Miner? Cioè il regista di un cult come “Chi è sepolto in quella casa?”, di uno dei migliori Venerdì 13, “L’assassino ti siede accanto”, di un sottovalutato crocodille movie come “Lake placid” e del nuovo restyling di Michael Myers “Hallowen H20”… mica il primo scemo che passa per strada. Eppure “Day of the dead” è un pastrocchio incredibile che non si vergogna neppure di omaggiare il “Giorno degli zombi” di Romero. C’è aria davvero di film di scarto, di progetto lasciato a marcire come i suoi mostri al sole, una spaccatura netta tra una prima parte anche ottima e una seconda parte così disastrosa da non poterci credere. Colpa di Miner? Forse, ma lui ce la mette davvero tutta: la sua regia è veloce, virtuosistica a tratti, impeccabile sul piano tecnico. Quello che non va è il resto. Da lasciare sbigottiti la violenza nei confronti del prototipo romeriamo: non esiste più un gruppo di sopravvissuti nascosti in un bunker sotto terra, il mondo non è più dominio dei morti viventi, i militari non hanno più potere assoluto. La critica a certe forme di potere è stata spazzata da un’idea da teen movie dell’horror, un po’ alla Kevin Williamson, si è abbassata l’età dei protagonisti, il gore è ai limiti storici, la tensione latita, è il bigino dei bigini dove la cretineria è l’unica cosa ad essere abbondante. Di chi è la colpa quindi? Se scrutiamo tra i produttori si può capire come possa nascere già castrato questo progetto. Signori e signori ecco James Dudelson, il regista e autore di obbrobri come “Day of the dead 2: contagium” e “Crepshow 3”, l’unico stronzo che si è permesso di comprare fior fior di licenze romeriane per fare dei seguiti così imbecilli da non crederci. E ora artefice di questo nuovo “Day of the dead” e probabile colpevole del suo disastro assoluto. Il film sembra nella prima parte un prequel di “L’alba dei morti viventi”: l’epidemia (simile ad un raffreddore come “Contagium”) non è ancora sviluppata, ha zombi velocissimi come nel film di Snyder, persino uno stesso attore, Vhing Rames, in panni diversi però. Questo è comunque il segmento migliore del film, il più inventivo, quello che appassiona di più pur nella sua risaputezza. Poi il film va in tilt: qualcuno però si deve essere accorto che si chiama “Day of the dead”, non “Dawn of the dead 2” e allora, sicuro come l’oro, si sono creati ad hoc dei nuovi personaggi e nuove situazioni. Ecco allora spuntare come per magia un bunker sotterraneo, un dottore pazzo zombi, un morto vivente intelligente che sa pure sparare come nel film di Romero. Come dire ai fan: vedete che non vi abbiamo preso per il culo? In mezzo a questo delirio ci sono scene così sceme da far ridere fino alle lacrime: in una i militari aprono spaventati a calci delle porte dove dei grossissimi vetri facevano vedere comunque loro che non c’era pericolo, in un'altra i protagonisti sono in fila e, mentre parlano, un morto vivente attaccato al soffitto prende uno di loro senza che nessuno si accorga di niente. Roba da Scooby doo. Non parliamo poi di un finale davvero da deficenti con l’idea di un seguito che, Dio voglia, non deve essere fatto mai. Gli attori si adeguano: Vhing Rames è specchio per le allodole per i fan del film di Snyder, fa una micro parte per diventare uno zombi dinoccolato che si ingoia un occhio, Mena Suvari è fuori parte, fuori contesto, fuori tutto, il resto è roba da sagra oratoriale che sa solo agitarsi senza perché. Magari avessero poi spiegato se sono zombi o infetti alla “28 settimane dopo”. Non stupisce il film abbia avuto mille problemi distributivi, mille annunci rimandati di uscite imminenti fino all’idea di non distribuirlo mai. Dispiace dirlo, ma questa soluzione sarebbe la migliore. Peccato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3198635291164830507?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3198635291164830507/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3198635291164830507' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3198635291164830507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3198635291164830507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/03/day-of-dead-di-steve-miner-2008.html' title='Day of the dead di Steve Miner (2008)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4049557950894481641</id><published>2008-02-26T16:00:00.001-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:32.967-08:00</updated><title type='text'>JOE VALACHI - I SEGRETI DI COSA NOSTRA (The Valachi Papers) 1972</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R8SoY8i3-kI/AAAAAAAACVA/NJtHDxBDSoQ/s1600-h/Valachi_Papers.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R8SoY8i3-kI/AAAAAAAACVA/NJtHDxBDSoQ/s400/Valachi_Papers.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171443418650901058" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; Ennesima collaborazione tra Terence Young ed ennesima pellicola di produzione italiana per Charles Bronson che qui interpreta uno dei suoi ruoli più complessi. A memoria d'uomo si ricorda Joe Valachi (leggesi Valaci, nella maniera in cui storpiavano i nomi agli oriundi negli States)come il primo pentito di Mafia che raccontò per filo e per segno le trame, i riti ed i misteri di Cosa Nostra. Joe Valachi ha il primato di essere il primo Mafia Movie che si possa definire tale, precedendo Il Padrino nell'iconografia che diventerà comune dei mafiosi italo-americani. Joe Valachi sfugge a degli attentati in prigione, dove gliel'hanno giurata, e racconta tutto alla polizia. Attraverso i flashback vediamo la sua storia criminale e in contemporanea quella di Cosa Nostra, con tutti i riti e le gerarchie. E' evidente che Scorsese abbia preso molto da questa pellicola per il suo Quei Bravi Ragazzi, e non è una sorpresa visto come Young punta l'occhio per la prima volta su regole che oggi sono divenute arci-conosciute fino alla parodia, ma che difficilmente poteva essere recepite allora senza una chiara spiegazione. Uno dei migliori di Terence Young e un inedito per alcuni caratteristi del nostro cinema come Valter Chiari e Lino Ventura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4049557950894481641?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4049557950894481641/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4049557950894481641' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4049557950894481641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4049557950894481641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/joe-valachi-i-segreti-di-cosa-nostra.html' title='JOE VALACHI - I SEGRETI DI COSA NOSTRA (The Valachi Papers) 1972'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R8SoY8i3-kI/AAAAAAAACVA/NJtHDxBDSoQ/s72-c/Valachi_Papers.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3086541262948670876</id><published>2008-02-26T14:44:00.001-08:00</published><updated>2008-02-26T14:50:11.495-08:00</updated><title type='text'>The Hamiltons dei "The Butcher Brothers" (2007)</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.happyhorror.com/images/hamiltons.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 289px; CURSOR: hand; HEIGHT: 437px" height="474" alt="" src="http://www.happyhorror.com/images/hamiltons.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;"...Sbagliavo e tutto quello che voi pensavate di sapere di noi è sbagliato. Viviamo nella casa accanto alla vostra, lavoriamo nei negozi in cui vai a fare acquisti, i nostri bambini giocano con i vostri bambini. Noi stiamo solo cercando di essere una famiglia normale, provando ad immaginarci dove poter trovare da mangiare sulla Terra"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può dire che questo “The Hamiltons” sia un film che colpisce, soprattutto ad una visione distratta: ambienti spogli, fotografia minimale, interpreti anonimi, più dialoghi che omicidi (alla faccia di una bella locandina piena di sangue). Ma se si segue con pazienza la vicenda non annoia alla luce anche di un notevole colpo di scena e di una certa grazia soprattutto nel caratterizzare i personaggi. “The Hamiltons” avrebbe potuto essere però un ottimo film e non solo un esercizio di stile con un budget miserrimo, sarebbe bastata una cura anche minima verso una storia che sembra procedere soltanto d’inerzia e attese verso la sorpresa finale. Cosa anche accettabile in un cortometraggio, ma non in un film di 90 minuti. I registi, i The Butcher Brothers (nome d’arte di Phil Flores e Mitchell Altieri), non sono malvagi, hanno molte belle d’idee stilistiche, ma a volte sembrano perdersi nell’aria un po’ finto amatoriale della vicenda peccando di eccessivo dilettantismo. La storia vuole essere un ritratto al vetriolo della famiglia, forse un po’ sulla scia dei dogma danesi tipo Festen, ma finisce tragicamente molte volte per assomigliare soltanto ad una specie di Famiglia Addams grottesca. Gli Hamiltons sono dei mostri, assassini, spietati, incestuosi che rimorchiano sconosciuti per scannarli con naturalezza. I registi affrontano con estremo realismo la vicenda riuscendo a trattare in modo abbastanza originale anche temi risaputi e ribaltando nel finale soprannaturale la calma placida del deja vu. Siamo più dalle parti di Peter Walker (Nero criminale) e di George Romero (Martin) che di quelle di Tobe Hooper e il suo Non aprite quella porta. Ravvivono l’interesse voyeuristico un bacio lesbo e uno al sangue molto appassionato. Dire comunque che The Hamiltons sia un bel film è mentire spudoratamente, ma è un prodotto alla fine piacevole che si può guardare per poi dimenticarlo senza rimpianti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NB&lt;br /&gt;Il film fa parte dei famigerati “8 Films to Die For”. Per chi non lo sapesse nel Weekend tra il 17 ed il 19 Novembre scorsi negli USA sono stati distribuiti in poche sale 8 pellicole horror difficilmente proiettabili nei cinema per via della violenza trattata e dei temi. Oltre agli Hamiltons facevano parte della serie:&lt;br /&gt;Unrest&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;PennyDreadful&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;The Gravedancers&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Reincarnation&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Dark Ride&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;The Abandoned&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Zombies la vendetta degli innocenti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Snoop Dogg's Hood of Horror&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;The Tripper&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3086541262948670876?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3086541262948670876/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3086541262948670876' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3086541262948670876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3086541262948670876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/hamiltons-2007.html' title='The Hamiltons dei &quot;The Butcher Brothers&quot; (2007)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3841058113971028157</id><published>2008-02-25T23:08:00.001-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:33.104-08:00</updated><title type='text'>L'ASSASSINO DI PIETRA (THE STONE KILLER) di Michael Winner (1972)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R8O7Eci3-jI/AAAAAAAACU4/23Hhn2uNFDU/s1600-h/Stone_killer.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R8O7Eci3-jI/AAAAAAAACU4/23Hhn2uNFDU/s400/Stone_killer.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171182482207799858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;E' un Charles Bronson Movie alla millesima potenza quello che volle Dino De Laurentis da The Stone Killer. Era fresco e bruciava il successo di Il Giustiziere della Notte, e l'accoppiata Bronson/Michael Winner era niente altro che dinamite. Se ci mettiamo un film con una mentalità che definire oltranzista è un eufemismo, si può immaginare cosa ci si possa aspettare dalla pellicola. Il violento detective di polizia Lou Torrey si scontra con tutti i metodi possibili contro quelli che sarebbero la feccia della società: neru, hippie, omosessuali e delinquenti. La criminalità è scatenata per le strade, la mafia trama nell'ombra maTorrey è più duro di tutti gli altri. Il film è tutta regia ed azione, quella sontuosa e maschia di Winner che oggi copiano tutti quelli che vogliono fare i cool. Un old fashion brutale e ignorante che però negli anni meriterebbe di essere riscoperto perchè probabilmente uno dei più rappresentativi del periodo. Ruoli rappresentativi per Martin Balsam e  Paul Koslo. Fantastica la soundtrack di Roy Budd.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Se non saltate in aria durante l'inseguimento allora siete voi di pietra!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3841058113971028157?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3841058113971028157/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3841058113971028157' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3841058113971028157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3841058113971028157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/lassassino-di-pietra-stone-killer-di.html' title='L&apos;ASSASSINO DI PIETRA (THE STONE KILLER) di Michael Winner (1972)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R8O7Eci3-jI/AAAAAAAACU4/23Hhn2uNFDU/s72-c/Stone_killer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3455504726071774738</id><published>2008-02-23T18:33:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:33.317-08:00</updated><title type='text'>BUG di William Friedkin (2007)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R8Db08i3-WI/AAAAAAAACTQ/cas9VWeYsRw/s1600-h/newsbug2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R8Db08i3-WI/AAAAAAAACTQ/cas9VWeYsRw/s400/newsbug2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170374074873411938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Ci sarebbe da scomodare il caro, vecchio termine "capolavoro" per questo immotivatamente poco visto lavoro recente di William Friedkin. Bug infatti è un'opera che riporta il regista de L'Esorcista nei territori dell'horror, anche se è superficiale definire il film come tale, e lo fa in una maniera tecnicamente sublime. Scritto superbamente da Tracy Letts che ha curato anche la piece teatrale da cui prende spunto il film, Bug è veramente il piccolo gioiello di suspance che unisce elementi ottimi tra di loro, ovvero una regia solida e personale e delle prove di attori intense. Ci immergiamo nella vita disperata di Agnes, una donna la cui miseria umana ci viene disvelata man mano che continuiamo nella visione. La solitudine e la disperazione hanno reso debole il carattere e la sanità della donna, tanto che si aggrappa con tutte le forze a Peter, un uomo che diventa la sua ancora di salvezza per la vita ma anche il suo mezzo di deriva mentale. Non è il caso di dire nulla se non che il film richiede la pazienza dello spettatore prima di svelare le carte che però fanno collimare tragicamente tutti gli elementi su cui si è lavorato fino ad allora. I protagonisti Ashley Judd e Michael Shannon si producono in performance veramente notevoli e sofferte, con una maestria tale da fare da sola il peso del film. Dietro al film vi è uno studio sapiente ed accademico della paranoia e dei diversi stadi della follia, delle cause sociali ed umane che portano la gente ad abbandonare la realtà, ma anche un'analisi di come il rapporto di coppia può forzarsi ad esistere per disperazione, estraniandosi dalla realtà. Non è affatto da trascurare come, anche se nel film tutto viene estremizzato, spesso sia possibile qualsiasi compromesso per non rimanere soli. Da un certo punto riprende alcune suggestioni de L'Esorcista, con il terrore costante della malattia mentale e la perdità della lucidità, in altri punti ricorda The Hunted e i riferimenti alla Sindrome da Guerra del Golfo. Un lavoro poliedrico e compatto, allo stesso tempo. Un piccolo gioiello di equilibri cinematografici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3455504726071774738?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3455504726071774738/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3455504726071774738' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3455504726071774738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3455504726071774738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/bug-di-william-friedkin-2007.html' title='BUG di William Friedkin (2007)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R8Db08i3-WI/AAAAAAAACTQ/cas9VWeYsRw/s72-c/newsbug2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3083233540989044294</id><published>2008-02-14T09:54:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:33.494-08:00</updated><title type='text'>LILLO E GREG THE MOVIE di Luca Rea (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R7SCBci3-PI/AAAAAAAACSY/GjyTo9rYuWM/s1600-h/lillo.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R7SCBci3-PI/AAAAAAAACSY/GjyTo9rYuWM/s400/lillo.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166897633854748914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Esce direttamente per il mercato home-video, prodotto da Minerva Pictures Group e distribuito da 01, Lillo &amp;amp; Greg The Movie, serie di sketch scritta ed interpretata dagli ex-fumettisti e comici televisivi Lillo Petrolo e Claudio Gregori, quest'ultimo anche autore delle musiche insieme ad Attilio Di Giovanni. Il dvd propone una serie di estratti tipici della comicità surreale del duo con la partecipazione di diversi amici tra cui Chiara Sani, Virginia Raffaele, Elena Bouryka e la iena (professionalmente parlando) Sabrina Nobile. Per coloro i quali non conoscessero la proposta comica del duo romano, si tratta di una rappresentazione non-sense della realtà che ricorda da vicino diverse trovate del Flying Circus dei Monty Phython o la comicità demenziale del team Zucker/Abraham/Zucker inserita in un quotidiano tipicamente capitolino. The Travertino Fried Movie, in pratica. Nei numerosi episodi si passa dall'immediatezza da barzelletta demenziale di Provini alla assurda rappresentazione in chiave sessualmente disinibita di una classica situazione conviviale tra amici in Utopia, fino al totale delirio surrealista di L'Eletto. L'interpretazione di Lillo &amp;amp; Greg è sempre così in riga e vibrante, quasi cartoonistica, da suscitare il riso anche in situazioni che obbiettivamente appiaono immediate e leggere. E' proprio questa la spontanea insensatezza a determinare l'ilarità di tale stream of consciousness. Nel settore tecnico, la regia è affidata a Luca Rea, che i lettori di Nocturno probabilmente ricorderanno come autore della trasmissione legata negli intenti alla rivista, Stracult, ma che aveva già collaborato con Lillo &amp;amp; Greg nella trasmissione satirica Bla Bla Bla, insieme al collaboratore Stefano Raffaele, qui aiuto regia e fotografia. Da non perdere assolutamente gli inserti speciali, tra i più assurdi mai visti. Si parte da un presunto documentario ritrovato in stile Blair Witch Project in cui si scoprono le cattive abitudini dei due protagonisti sul set, una intervista con regista e attori che non ha nulla di serio ed una serie di commenti audio, doppiaggi e sottotitoli improbabili che vedono coinvolti due operai dell'Acea infiltrati. A differenza di molte operazioni simili, Lillo &amp;amp; Greg - The Movie fa ridere veramente, il che non è affatto poco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3083233540989044294?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3083233540989044294/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3083233540989044294' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3083233540989044294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3083233540989044294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/lillo-e-greg-movie-di-luca-rea-2008.html' title='LILLO E GREG THE MOVIE di Luca Rea (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R7SCBci3-PI/AAAAAAAACSY/GjyTo9rYuWM/s72-c/lillo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4862853929255249400</id><published>2008-02-10T06:20:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:33.649-08:00</updated><title type='text'>SUICIDE KINGS di Peter O'Fallon (1997)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R68Kpci395I/AAAAAAAACPo/3fo-i3UZTaQ/s1600-h/Suicide_kings_poster.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R68Kpci395I/AAAAAAAACPo/3fo-i3UZTaQ/s400/Suicide_kings_poster.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165359004770629522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Interessante piccolo gioiellino che guarda molto a Le Iene di Tarantino, questo Suicide Kings per la costruzione non lineare delle scene. Peter O' Fallon,il regista, ha una lunga esperienza televisiva ma qui è in pieno periodo cinematografico.La storia viene da un racconto di Don Stanford e racconta di un gruppo di rampolli della buona società che rapisce un boss della mafia, Carlo Bartolucci (Christopher Walken), per poter avere i soldi per pagare a loro volta un riscatto di 2 milioni di dollari che è stato chiesto per la sorella di uno di loro. Ovviamente,non avendo esperienza in rapimenti, i ragazzi si mettono nei guai e vengono a galla un bel po' di segreti. Come nel gioco del poker, che viene tirato in ballo più di una volta, il film si basa sui rapporti tra i personaggi, sugli inganni,sulla apacità di indurre la gente a dei comportamenti, a rischiare ed a evitare di rischiare. Tutto è definitivamente equilibrato e il film fa di necessità virtù, lavorando su ottimi attori, oltre a Walken ci sono anche Jeremy Sisto, Jay Mohr e Nathan Aldrich, e compensando la mancanza di azione. Un film che inspiegabilmente non è mai uscito da noi nonostante sia diventato un piccolo cult all'estero. Da recuperare perchè un'ottima sorpresa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4862853929255249400?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4862853929255249400/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4862853929255249400' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4862853929255249400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4862853929255249400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/suicide-kings-di-peter-ofallon-1997.html' title='SUICIDE KINGS di Peter O&apos;Fallon (1997)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R68Kpci395I/AAAAAAAACPo/3fo-i3UZTaQ/s72-c/Suicide_kings_poster.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-786256530640318092</id><published>2008-02-09T22:45:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:33.874-08:00</updated><title type='text'>WALK HARD: THE DEWEY COX STORY di Jake Kasdan (2007)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R66gssi393I/AAAAAAAACPY/FRCP8nHSP3o/s1600-h/walkhard_galleryteaser.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R66gssi393I/AAAAAAAACPY/FRCP8nHSP3o/s400/walkhard_galleryteaser.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165242512372660082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Ecco che John C. Reilly approda ufficialmente nella famiglia del Frat Pack come protagonista di questa divertentissima commedia musicale. Dopo una esaltante carriera come attore drammatico, Reilly si prende una pausa in una parodia di Walk Hard, ispirandosi alla storia di Johnny Cash,ma percorrendo tutte le fasi musicali dello scorso secolo. Quindi Dewey diviene John Lennon, Lou Reed,Jim Morrison elo stereotipo di tutti i miti del rock. Dewey vive il trauma di aver ucciso il fratello mozzandolo in due con un machete da bambino, raggiunge il successo ma prova qualsiasi tipo di droga conosciuta. Durante un flashback lungo tutta la sua vita vediamo la trasformazione di questo ingenuto ragazzino che cantava una innocua canzoncina considerata oscena dal suo villaggio, fino a ritornare ad avere la consacrazione da parte del mondo della musica. Alla fine il film è quasi commovente, nonostante delle efficacissime scene comiche, e John C. non è esattamente un talento comico, o almeno non è abituato, ma viene guidato a dovere anche grazie ad alcuni stereotipi del genere. Costruito a tavolino ma efficace e divertente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-786256530640318092?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/786256530640318092/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=786256530640318092' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/786256530640318092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/786256530640318092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/walk-hard-dewey-cox-story-di-jake.html' title='WALK HARD: THE DEWEY COX STORY di Jake Kasdan (2007)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R66gssi393I/AAAAAAAACPY/FRCP8nHSP3o/s72-c/walkhard_galleryteaser.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7858761020809017718</id><published>2008-02-07T15:58:00.000-08:00</published><updated>2008-02-07T16:53:43.592-08:00</updated><title type='text'>Killer Bash (2006) di David Decoteau</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.sedicifilm.it/covers/big/21717_killerbash.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 218px; CURSOR: hand; HEIGHT: 289px" height="432" alt="" src="http://www.sedicifilm.it/covers/big/21717_killerbash.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;E ancora ci casco. Mi ridico “Mai più film di Decoteau” e invece eccomi sulla poltrona a guardarne uno. Questo “Killer bash” è moscio davvero come pochi, con i soliti maschioni etero a comportarsi non come gay, ma proprio come i deviati di Cruising in scene assurde ai limiti della parodia hardcore. Il film è la solita storia di possessioni diaboliche, questa volta ai danni di una secchiona bruttina, Becky, che in preda al demonio diventerà una strafiga megagalattica e ucciderà ad uno a uno chi ha fatto del male allo spirito che la guida. Naturalmente alla fine la morale sarà la solita vecchia favola dell’amore che vince sopra ogni cosa, con tanto di redenzione dello spirito cattivo e trionfo dei buoni sentimenti. Becky oltretutto è talmente desessualizzata da Decoteau da essere quasi un transessuale con tanto di vocione da vero uomo che spaventa le donne, ma tranquillizza i maschietti che deve assassinare. I ragazzi muoiono nei modi più assurdi mentre Becky sta ad un passo da loro e nessuno nota né lei né i suoi occhi di brace da Caronte. Il primo a morire è un giovane virgulto con l’hobby di toccare i pettorali agli amici in un giardino pubblico, vestito solo con boxer, intento a fare pesi sotto l’indifferenza dei compagni che non sentiranno le sue urla disumane mentre si strozzerà con un attrezzo; il secondo mentre gioca a calcio (sempre in boxer e petto nudo) farà la fine più stronza: un pallone comandato da Becky dagli occhi rossi gli farà fare una mega caduta con doppia piroletta a mò di comica anni trenta.. crash osso del collo distrutto; il terzo mentre parla con gli amici mangia un cioccolatino e muore soffocato; il quarto dopo aver versato sul corpo nudo degli amichetti dell'olio per risaltare il fisico verrà trovato impiccato con una catena comandata da Becky. Si capisce che siamo in un opera dagli umori gay quando tre ragazze vanno a fare la doccia e il regista preferisce riprendere i suoi maschietti intenti a buttarsi dell’acqua giocosamente come i colleghi di “Zoolander”. Poi scena cult: arrivano le matricole col petto nudo e i boxer di rito che vengono messi a sedere in una scena che più frocia è inimmaginale con questi maschioni che si aprono senza motivo la patta dei jeans e mimano con delle bottiglie di Jack Daniels un pompino macho con i nuovi adepti. Il film si perde troppo in queste scene da porno soft gay e allontana l’attenzione dalla fragile storia. Decoteau se ne sbatte della coerenza, della narrazione, dei suoi personaggi, lui vuole carne al vento, uomini che amino altri uomini, se potesse li metterebbe tutti giù a giocare ad incularella, ma siamo in un film che si vuole etero e allora tutti si comportano come omosessuali, ma ammiccano alle ragazze che sbavano per loro. Povero Decoteau! Ma poveri anche noi che ci massacriamo le palle masochisticamente dietro a queste sciocchezzuole civettuole da adolescenti infoiate di cazzo. Il film per rigor del vero è girato meglio del solito, con movimenti di macchina molto efficaci soprattutto nella prima parte, ma man mano che si va avanti tutto diventa tradizionale, sciatto e moscio. Questo “Killer bash” è brutto e una delle cose più monotone girate da Decoteau che almeno in “Stirpe di sangue” e similia ci regalava qualche trovata non male e un ritmo abbastanza serrato. Ma qui? Il nulla. Evitate ogni contatto con “Killer bash”: è nocivo alla salute mentale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7858761020809017718?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7858761020809017718/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7858761020809017718' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7858761020809017718'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7858761020809017718'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/killer-bash-2006-di-david-decoteau.html' title='Killer Bash (2006) di David Decoteau'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-8817326093808124062</id><published>2008-02-03T01:07:00.000-08:00</published><updated>2008-02-03T01:12:41.945-08:00</updated><title type='text'>Cemento armato (2007) di Marco Martani</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.screenweek.it/weblog/images/07/09/CementoArmato_locandina.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 212px; CURSOR: hand; HEIGHT: 345px" height="451" alt="" src="http://www.screenweek.it/weblog/images/07/09/CementoArmato_locandina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Sono lontani i tempi in cui Fernando Di Leo girava noir sapientemente orchestrati sul piano della violenza, dell’intreccio, dell’azione. Ora a distanza di più di trent’anni da quel capolavoro che era “Milano calibro 9”, il cinema italiano si riaffaccia allo stesso genere senza avere né le capacità né un adeguato cast. Nelle mani di Di Leo “Cemento armato” sarebbe stato una bomba ad orologeria, qui invece abbiamo un’occasione sprecata. Non che il film sia questo gran cane come tutti ne parlano, “Cemento armato” è sicuramente interessante sotto più fronti, ma è anche operazione sbagliata a cominciare dall’idea insulsa di voler far rincontrare i due attori principali de “La notte prima degli esami” in salsa pulp. Vaporidis in primis è improponibile come delinquentello da strada, potrebbe ricordare alla lontana il Giancarlo Prete di “Il cittadino si ribella”, ma manca completamente di nerbo, di prestanza fisica, di forza recitativa. Lo stesso Giorgio Faletti, nelle vesti del boss mafioso, con la sua nocetta nasale da prete, con i suoi occhioni sbarrati che si vorrebbe feroci e invece ricordano le migliori performance di Abatantuono terruncello nei film dei Vanzina, è al di là del bene e del male, disastroso senza appello. La controparte femminile, Carolina Crescentini (già nel cast di “La notte prima degli esami oggi” sempre con Vaporidis), è anonima, fuori parte, non riesce mai a toccare corde drammatiche anche quando il suo personaggio lo richiederebbe. Questo pseudo attori dovrebbero imparare da Ninetto Davoli, che pur stando in scena una mezz’ora scarsa, regala un altro grandissimo personaggio disperato, quasi pasoliniano. Di buono restano i dialoghi tarantiniani del killer Said, l’idea di una Roma di cemento armato (bel titolo comunque), le esplosioni di violenza efferrata (l’omicidio dell’amico albanese del protagonista e l’uccisione di un sicario con un posacenere) e poche cose. La trama poteva essere sviluppata meglio con quest’ordine di farla pagare ad un delinquentello di mezza tacca che poteva ricordare “La mala ordina” di Di Leo, invece viene il dubbio che al regista dei film di genere non gliene freghi più di tanto, che si cerchi l’autorietà in un contesto popolare. Improponibile sia il finale drammaticamente cercato sia l’idea di una polizia italiana alla “Shield”. Per non parlare delle atroci musiche pop. Dov’è Stelvio Cipriani?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-8817326093808124062?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/8817326093808124062/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=8817326093808124062' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8817326093808124062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8817326093808124062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/cemento-armato-2007-di-marco-martani.html' title='Cemento armato (2007) di Marco Martani'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-6523687582993146678</id><published>2008-02-03T00:56:00.000-08:00</published><updated>2008-02-03T01:07:03.191-08:00</updated><title type='text'>Ferryman (2007) di Chris Graham</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://www.black-magic.co.nz/home/wp-content/uploads/2006/10/ferryman-poster-final.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 248px; CURSOR: hand; HEIGHT: 338px" height="454" alt="" src="http://www.black-magic.co.nz/home/wp-content/uploads/2006/10/ferryman-poster-final.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Peccato davvero perché questo “Ferryman” aveva tutte le carte in regola per ritagliarsi un posto speciale nel cuore di tutti i fan del cinema horror: presentato tra applausi al Ravenna horror Nightmare film festival, recensioni in patria positive, foto di scena molto sanguinose. Invece purtroppo “Ferryman” è la solita minestra riscaldata ed insapore: solito mostro che come un parassita passa di corpo in corpo (idea già vecchia anni fa con il bel “Il tocco del male” di Hoblit), regia insipida, budget modesto, attori mediocri. L’idea principale del film è quella di riuscire a costruire un horror terrorizzante nell’unica location di una barca isolata nel mare, un po’ come aveva fatto “Ore 10: calma piatta” di Noyce nel thriller. Ma se la storia inizia bene, precipita rovinosamente presto nella noia più letale. Non un momento degno di nota, non una sola scena di suspence per ravvivare la tensione, “Ferryman” è quanto non dovrebbe essere un buon horror: vuoto, spento, vacuo, risaputo. Ripeto peccato perché sotto altre mani, meno rozze, questa storia di possessioni tramite un antico coltello sacrificale, poteva essere anche interessante. Ma il regista Chris Graham non riesce ad assecondare la storia, sbaglia registro più volte cadendo spesso nel grottesco parodistico quando dovrebbe essere terrorizzante, imperdonabile questo per un film del terrore. In questo guazzabuglio si salva solo per le sue grazie Amber Sainsbury, una sosia graziosa di Christina Ricci. Non male neanche a dire il vero un sottofinale tutto sommato abbastanza riuscito. Ma diamine come avrà fatto a piacere questa cosa abbastanza svilente? Senza dubbio aspettiamocelo presto nei “migliori”videonoleggi insieme a perle come “Catacombs” o “L’incubo di Johanna Mills”. Mamma mia che brutti!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-6523687582993146678?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/6523687582993146678/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=6523687582993146678' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6523687582993146678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/6523687582993146678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/peccato-davvero-perch-questo-ferryman.html' title='Ferryman (2007) di Chris Graham'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-5941327473441159173</id><published>2008-02-03T00:43:00.000-08:00</published><updated>2008-02-03T01:04:45.305-08:00</updated><title type='text'>Ring of darkness (2006) di David Decoteau</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://www.abandomoviez.net/db/foto/circulo.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 272px; CURSOR: hand; HEIGHT: 405px" height="447" alt="" src="http://www.abandomoviez.net/db/foto/circulo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Solito Decoteau con maschioni abbronzati e muscolosi intenti a mascherare dietro il cameratismo la loro omosessualità. Horror gay per pubblico etero in una sorta di edonismo che appaga soprattutto l’occhio marpione del regista. Ma meno peggio del solito. L’intreccio assomiglia sì ai soliti “Stirpe di sangue” e compagnia brutta, ma l’idea di trasformare una boy band alla Thake That in un gruppo di zombi affamati di carne e sangue non è male. Certo gli effetti speciali sono risibili e brutti (un po’ di cerone e lattice fanno sorridere altro che spaventare) e i siparietti musicali sono davvero tremendi, eppure lo sviluppo non è noioso e si denota una certa voglia in Decoteau nel cercare una regia un po’ diversa, meno televisiva. Sono passi incerti di un bimbo maldestro e sicuramente il regista più gay del panorama horror non peccherà mai di virtuosismo o bravura, ma sono comunque tentativi da lodare. Il cast è anonimo come sempre, ma spicca la presenza luciferina della divina Adrienne Barbeau (Creepshow). Il resto è il solito siparietto di ragazzoni in boxer e petto rigorosamente oliato per far risaltare i muscoli. Il poco spazio dato all’universo femminile si risolve o in ragazzine arrapate prima e poi urlanti o in ambigue traditrici: come dire che delle donne è meglio non fidarsi se hai già degli amici. D’altronde gli pseudo Thake That fanno sesso solo in gruppo e non accettano che i membri della band possano appartarsi da solo con delle “femmine”. Una curiosità di fondo poi per tutti i lettori di fumetti italiani: l’idea della pelle staccata non ricorda il mitico numero 7 di “Dylan dog”, quel capolavoro romantico zombesco de “La zona del crepuscolo”? Vedere per credere, forse Decoteau o chi per lui scrive ha acuto in mano un albo del nostro indagatore dell’incubo. Idea non folle oltretutto visto lo smisurato interesse dell’italiana Mediafilm per questo ambiguo regista. Il film non è da buttare e nella filmografia di Decoteau ha un posto di riguardo, ma attenzione è poca cosa, da vedere e sicuramente da dimenticare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-5941327473441159173?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/5941327473441159173/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=5941327473441159173' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5941327473441159173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5941327473441159173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/02/ring-of-darkness-2006-di-david-decoteau.html' title='Ring of darkness (2006) di David Decoteau'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-9218530279240516359</id><published>2008-01-27T18:13:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:34.174-08:00</updated><title type='text'>IL PETROLIERE (THERE WILL BE BLOOD) di Paul Thomas Anderson (2008)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R51A1W_x5oI/AAAAAAAACMY/mjYtK2-KXX8/s1600-h/There+Will+Be+Blood.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R51A1W_x5oI/AAAAAAAACMY/mjYtK2-KXX8/s400/There+Will+Be+Blood.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5160352033486792322" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Attenzione perchè stiamo per parlare di uno di quei film che genereranno più risse verbali in assoluto tra i cinefili. D'altronde Paul Thomas Anderson stesso è stato dibattutto moltissimo come genio assoluto o autore sopravvalutato. Ed è lecito chiederselo visto che PTA è sicuramente un regista incredibilmente dotato ma ha anche una visione classica ma talmente personale da sembrare incomprensibile. Chi scrive ha adorato i primi tre film ed apprezzato Punch DrunkLove, quindi questo nuovo There Will Be Blood (titolo suggestivo che indica il lavoro del petroliere in slang) era in attesa al varco. Ci si trova veramente spiazzati dopo la visione di quasi tre ore di un'opera che essenzialmente si poggia su una trama esilissima. Il libro di Upton Sinclair tratta della vita di Daniel Plainview che fu uno dei creatori del businness del petrolio alla fine dell'800 negli stati uniti e delle conseguenze che ne susseguono anche oggi. Innanzitutto, per fortuna, anche se si tratta di petrolio non vi è alcun riferimento politico,se non implicito, anche se c'è chi lo troverà per forza. La trama tratta della incredibile avidità dell'uomo che arriva a perdere tutti i propri valori, compresa la sanità mentale. Si analizzano soprattutto le conseguenze di questo evento con il rapporto con il figlio H.W., un tema particolarmente caro a PTA. TWBB è una pellicola che sembra poter essere spezzettata nei suoi elementi per analizzarli singolarmente. Su tutte, la cosa che ha alimentato l'hype per il film è la performance di Daniel Day Lewis che, da protagonista assoluto, mozza il fiato. Il discorso è che spesso e probabilmente su richiesta di Anderson (ricordando i precedenti film), Lewis pezza di over-acting, arrivando ad atteggiamenti surreali. Si è parlato di similitudini con Quarto Potere e probabilmente il personaggio di Plainview deve molto al Kane di Welles, ma molto spesso dalla regia di PTA traspare un'ottica kubrickiana e non è banale ammetterlo. Alcune inquadrature, soprattutto in interni, sono inequivocabilmente prese dalle opere più famose di Kubrick e i carrelli sono meno preponderanti rispetto al passato. Come sempre, un ruolo preponderante lo hanno le musiche, anche se stavolta sono originali ad opera di Jonny Greenwood dei Radiohead. A volte addirittura invasive, ricreano però degli ottimi momenti, in particolare in una scena topica durante una esplosione che in qualche modo sarà il motivo di rovina per il protagonista. Il ruolo della religione nel film è ancora incomprensibile ed oscuro. Il rapporto di Plainview con il reverendo Sunday, Paul Dano (che interpreta due ruoli), ha un che di incompleto ed assurdo, superstizioso e a tratti blasfemo. Il film a volte raggiunge una profonda oscurità, atmosfere che non è errato definire horror per quanto stridono nella mente, eppure il tutto è mitigato da eventi a volte in contrasto tra di loro. Senza farne mistero, Anderson riprende il West alla Sergio Leone, ma ne osserva i retroscena inediti ed una crudezza che di sicuro nessuno aveva raccontato da questo punto di vista. Spiazzante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-9218530279240516359?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/9218530279240516359/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=9218530279240516359' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/9218530279240516359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/9218530279240516359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/01/il-petroliere-there-will-be-blood-di.html' title='IL PETROLIERE (THERE WILL BE BLOOD) di Paul Thomas Anderson (2008)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R51A1W_x5oI/AAAAAAAACMY/mjYtK2-KXX8/s72-c/There+Will+Be+Blood.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-719970434826083961</id><published>2008-01-25T19:56:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:34.323-08:00</updated><title type='text'>RUBARE ALLA MAFIA E' UN SUICIDIO (ACROSS 110TH STREET) di Berry Shear (1972)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R5qxkG_x5mI/AAAAAAAACMI/NDD__VyJP3I/s1600-h/Across_110th_Street.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R5qxkG_x5mI/AAAAAAAACMI/NDD__VyJP3I/s400/Across_110th_Street.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159631557017855586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il titolo italiano di Across 110th Street riassume fedelmente il plot. Tre rapinatori (Paul Benjamin, Antonio Fargas e Joseph Attles)compiono una strage ai danni della Mafia italiana, rapinandogli 300.000 dollari. La Mafia se la lega al dito e nella persona del boss Nick Di Salvio(Antony Franciosa) si mettono alla ricerca dei tre per le strade di Harlem, per recuperare il malloppo e fargliela pagare caramente. Dietro il caso anche &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;la legge, che cerca di sventare il massacro prima che esploda, attraverso i metodi spicci del veterano Capitano Mattelli (Anthony Quinn)e del coscienzioso Tentente Pope &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;(Yaphet Kotto). Uno dei migliori titolo della scena blaxploitation ma anche in assoluto quello tecnicamente confezionato meglio. Un noir puro con la regia di Berry Shear che pare consumarsi per quest'unico suo successo in maniera intensa e personale. Campi stretti e movimenti di camera maestosi rendono questa strada di degrado e violenza una lotta epica tra le strade di Harlem. Complice anche una sceneggiatura solida ed importante che analizza tutti i personaggi con il bisturi. Con il senno di poi ci si rende conto che i personaggi bianchi, cioè lo spietato DiSalvio/Franciosa ed un grande Anthony Quinn come il tipico poliziotto dai metodi duri ma destinato a morire come tutti i vecchi elefanti, hanno in sè la negatività delle cattive tradizione in confronto ad un mondo che sta dando il passo al nuovo. C'è il desiderio di raccontare la miseria dell'uomo nero su come vengono delineate le vite dei rapinatori. Attles è un umile lavandaio che anche i poliziotti maltrattano; Fargas è sostanzialmente un povero farabutto alla ricerca di riscatto e di quella bella vita che è preclusa ad un nero (fantastica la scena del festino/orgia ad Harlem con conseguente cruentissimo massacro ai danni dell'attore che diventerà noto come l'Huggy Beat di Stursky &amp;amp; Hutch); Benjamin è un uomo povero, malato e senza speranza a causa della fedina penale sporca che non ha più nulla da perdere se non l'amore per la propria donna. Questa dimensione affettiva profonda fa di Across 110th Street un lavoro esemplare. Nonostante l'azione e la violenza esplodano in maniera precisa ed incommensurabile per tutto il film ,vi sono dei momenti umani significativi e commoventi, come la scena in cui i due poliziotti devono rivelare alla moglie di Fargas la sua dipartita. La miseria umana è tangibile ed esplode nella violenza come una reazione disperata e nichilista, fino ad un finale dopotutto amaro la cui unica via di uscita è una richiesta esplicita di cambiamento: il denaro sporco torna a chi in fondo ne è stato privato. Il popolo. Doveroso citare la colonna sonora di Bobby Womack, ormai leggendaria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4g_JbXQqlLI&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/4g_JbXQqlLI&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-719970434826083961?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/719970434826083961/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=719970434826083961' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/719970434826083961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/719970434826083961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/01/rubare-alla-mafia-e-un-suicidio-across.html' title='RUBARE ALLA MAFIA E&apos; UN SUICIDIO (ACROSS 110TH STREET) di Berry Shear (1972)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R5qxkG_x5mI/AAAAAAAACMI/NDD__VyJP3I/s72-c/Across_110th_Street.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7591857412020094657</id><published>2008-01-19T14:05:00.000-08:00</published><updated>2008-01-19T14:07:31.420-08:00</updated><title type='text'>Batman contro Dracula (2006)</title><content type='html'>&lt;img height="524" src="http://www.videocityweb.it/img/locandine/3123344201636b3403-BatmancontroDracula.jpg" width="369" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Eccoci davanti ad una pellicola spettacolare e per certi versi memorabile nell’universo del Cavaliere Oscuro.&lt;br /&gt;“Batman contro Dracula” ad occhio disattento e poco analitico è operazione bassa, fin troppo cool nel suo aspetto manga, disonesto nel ritrarre situazioni e personaggi del bat-universo.&lt;br /&gt;Ma “Batman contro Dracula” è in realtà opera scatenata, selvaggia, che non si rivolge ad un pubblico bambino, ma guarda soprattutto agli adulti, con colpi di scena shock che lasciano basiti (vedere l’attacco della bambina vampiro) e una gustosa introspezione del personaggio di Batman, mai come qui ritratto in maniera così umana.&lt;br /&gt;Si possono trovare influenze, soprattutto nel sogno premonitore di Bruce Wayne, della stupenda miniserie di Doug Moench e Kelley Jones ,“ Pioggia di sangue”, che aveva come protagonista un Batman vampiro antropomorfo e selvaggiamente disumano.&lt;br /&gt;“Batman contro Dracula” si spinge nel suo percorso creativo a ridisegnare, in maniera ancor più gotica, non soltanto Gotham City, ma anche personaggi già ben delineati fin dagli albori del personaggio.&lt;br /&gt;Tra tutti salta sicuramente all’occhio la mutazione del Joker da clown ben vestito a selvaggio giullare da corte medioevale.&lt;br /&gt;Interessante poi come gli autori creino il personaggio di Dracula in perfetta antitesi con quello del Batman.&lt;br /&gt;Abbiamo quindi un pipistrello uomo che, agendo nello stesso habitat del nostro uomo pipistrello, segue regole simili in maniera completamente stravolta.&lt;br /&gt;Elementi che rendono il Dracula di questa pellicola la vera nemesi di Batman, quello che Goya chiamava “il sonno della ragione”, cosa succederebbe se Batman fosse solo oscurità?&lt;br /&gt;Impreziosiscono il film citazioni di classici letterari (Sheridan Le Fanu e la sua fanciulla vampira “Carmilla”), ma anche cinematografici (l’arrivo di Dracula a casa Wayne è omaggio neanche tanto palese alle produzioni horror inglesi della Hammer).&lt;br /&gt;Da notare come nell’originale la voce del conte vampiro è data da un attore abbonato a ruoli di villain (“Costantine”, “8mm”, Bad Boys 2, “Bruiser”) come Peter Stormare.&lt;br /&gt;Una nota: il film è appendice della nuova serie a cartoni “The Batman” e non della classica e più famosa “Batman the animated series”, ed è insieme a “La maschera del fantasma” il miglior film di animazione dedicato al Cavaliere Oscuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7591857412020094657?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7591857412020094657/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7591857412020094657' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7591857412020094657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7591857412020094657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/01/batman-contro-dracula-2006.html' title='Batman contro Dracula (2006)'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-5281829794947576118</id><published>2008-01-16T02:11:00.001-08:00</published><updated>2008-01-18T05:07:17.170-08:00</updated><title type='text'>Return to House On Haunted Hill (2007) di Victor Garcia</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;img alt="" src="http://i22.tinypic.com/2akjwut.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;La Dark Castle ha generato prodotti altalenanti: da ottime pellicole come “La maschera di cera” di Collet-Serra o “13 fantasmi” di Steve Beck, ad altri davvero pessimi come “Ghost ship”. Questo “Return to House On Haunted Hill”, seguito dell’horror di William Malone, già remake di un classico in bianco e nero con Vincent Price, fa parte dei prodotti medi, quelli che non lasciano molto segno di sé pur con trovate non malvagie. La storia semplice semplice è quella di una caccia al tesoro (in questo caso un idoletto malvagio dal valore inestimabile) nella famosa casa pullulante fantasmi da parte di un gruppo eterogeneo di malcapitati. Lo splatter non manca fin dai primi minuti con un cuore strappato a forza da un torace, gli effetti speciali sono molto belli, alcune trovate visivamente notevoli (le due fantasma lesbo o gli spiriti in piscina) e il film diverte alla fine. Cosa manca allora? Sicuramente una regia che sappia rendere meno monotona una vicenda che già alla seconda uscita puzza di marcio e uno sceneggiatore che possa bissare i colpi di scena dell’opera precedente. Così com’è “Return to House On Haunted Hill” è una gioia per gli occhi, ma non per il cervello, ben presto il gioco rischia un po’ di annoiare: tanto ogni spettatore in cuor suo sa che i fantasmi uccideranno in maniera truce solo i cattivoni mentre i buoni, come studenti svogliati, verranno salvati dalla classica campanella. Purtroppo a nulla vale né una recitazione a tratti ottima del cast né la presenza di mostri sacri dell’horror, come il mitico Jeffrey Combs, l’Helbert West di “Re-animator”, qui visibilmente spaurito in una vicenda che non valorizza il suo carisma. Se avrete poi il coraggio di aspettare la fine dei titoli di testa vedrete poi uno dei sottofinali più stupidi e gratuiti del nuovo millennio. Certo c’è di peggio e per questo non bocciamo questo film, ma è lecito aspettarsi di più dal sequel di un’opera che tanto clamore ha generato nel cuore dei fans del cinema horror. Però aspettiamo il regista Victor Garcia, già noto effettista speciale, al varco con la sua miniserie basata sulla grafic novel “30 days of night”. Avrà fatto di meglio del già ottimo film di David Slade? Diamogli il beneficio del dubbio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-5281829794947576118?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/5281829794947576118/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=5281829794947576118' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5281829794947576118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5281829794947576118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/01/return-to-house-on-haunted-hill.html' title='Return to House On Haunted Hill (2007) di Victor Garcia'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i22.tinypic.com/2akjwut_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-3393041952736635990</id><published>2008-01-04T09:25:00.000-08:00</published><updated>2008-01-18T05:09:44.688-08:00</updated><title type='text'>In the name of the king (Dungeon siege) (2007) di Uwe Boll</title><content type='html'>&lt;img height="529" src="http://www.screenweek.it/weblog/wp-content/uploads/2007/12/in_the_name_of_the_king_a_dungeon_siege_tale_ver3.jpg" width="381" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;E finalmente ci siamo. Dopo anni a sbavare dietro trailer uno più brutto dell’altro sembra che per vie oscure qualcosa si muova e spunta in qualche festival questo nuovo Uwe Boll. I detrattori siano calmi e in silenzio perché se di tutti gli ultimi Boll questo è il meno personale (e quando “Seed” uscirà sarà una vera e propria bomba) è anche vero che “In the name of the king” è il più curato registicamente, il più rigoroso nell’imbastire una storia epica dai tratti molto spettacolari (un applauso agli effettisti in questo caso). Boll si sposta dai suoi canonici territori della paura per abbracciare quasi completamente lo spirito avventuroso che tanto contraddistingueva i suoi lavori horror, senza dimenticare però di girare grandi momenti da cinema del terrore come l’attacco nei boschi scuri da parte di creature dall’aspetto di lucertoloni. Il cast è di prim’ordine con la presenza di attori come Ray Liotta nei panni del villain dai poteri magici e un imbalsamato Burt Reynolds in quelli del re. Il ruolo dell’eroe spetta al Bruce Willis del nuovo millennio, Jason Statham, capace di dare al ruolo del contadino, trascinato per vendetta e casualità in un intrigo più grande di lui, una dimensione di fisicità prorompente che sopperisce una recitazione non sempre brillante. Tra i co-protagonisti poi spiccano l’Hellboy Ron Perlman, le belle Claire Forlani e Leelee Sobieski, il tolkeniano John Rhys-Davies (era Gimli ne “Il signore degli anelli” di Jackson) e soprattutto la divina ex Bloodrayne Kristanna Lockann. Il film è costato 60 milioni di dollari e forse per paura di fare flop al botteghino l’uscita è stata più volte rimandata. Boll dal canto suo si vede che ci mette proprio l’anima nel girarlo: la sua regia virtuosistica ben si adatta alle panoramiche mozzafiato che il genere fantasy richiede e una certa dose di follia nei combattimenti danno anche un tocco di originalità ad una vicenda che originale proprio non si vuole. Il tocco alla Uwe Boll che tanto fa storcere il naso ai suoi molti nemici non manca neppure qui: lo scontro tra Statham e Liotta è in puro bullet time matrixiano solo che al posto del proiettili ci sono armi bianche e poteri magici. Il film è comunque molto ben fatto, soddisfacente nella sua totalità, con momenti di commozione vibrante come il combattimento finale sotto il fango e la pioggia dove eroi e cattivi periscono con il volto nella melma. Il film sicuramente non è esente da difetti, ma si respira finalmente aria di fantasy con la f maiuscola, di grande divertimento che possa catturare figli e genitori, come non succedeva davvero da tempo e come purtroppo non c’è riuscito Jackson nel suo pastrocchio guerrafondaio dalla facile noia. In attesa di potere gustare “Dungeon siege” nella sua giusta dimensione, una sala cinematografica, non mi resta che consigliarvi questo film.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-3393041952736635990?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/3393041952736635990/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=3393041952736635990' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3393041952736635990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/3393041952736635990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2008/01/in-name-of-king-dungeon-siege.html' title='In the name of the king (Dungeon siege) (2007) di Uwe Boll'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4203629634324239056</id><published>2007-12-26T13:09:00.000-08:00</published><updated>2007-12-26T13:13:23.919-08:00</updated><title type='text'>Home of the brave (2006) di Irwin Winkler</title><content type='html'>&lt;img height="529" src="http://z.about.com/d/movies/1/0/e/w/N/homeofthebraveposter.jpg" width="353" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Drammone militare americano al cento per cento nel peggiore dei modi: patriottico, strappalacrime, superficiale, dalla confezione extra lusso. La storia cerca di focalizzare l’attenzione non su una guerra reale, ma una intima, psicologica che continua anche quando la vera guerra è finita. Come dire che l’inferno non è solo nelle trincee, ma proprio nel ritorno a casa dei soldati americani. Come in “Rambo” il militare si trova un paese che non lo rispetta, lo teme forse e per questo non lo aiuta ad inserirsi. E se nel capolavoro di Kotcheff Silvester Stallone imbracciava le armi contro l’intera nazione che un tempo lui aveva servito, qui invece sembra che l’unica scappatoia per sconfiggere i propri demoni sia tornare a fare il soldato. Come diceva il bellissimo “Dust” di Milcho Malchevsky “Una volta puttana sempre puttana” così il reinserimento nel reale di tutti i giorni per i soldati è solo utopia, bisogna “aspettare un nuovo ritorno pregando e così una partenza”. Filosofia spicciola e buonista che butta alle ortiche i drammi sviluppati prima come il dottore alcolizzato (un ottimo Samuel Lee Jackson) o la militare dalla mano amputata (la bella Jessica Biels). I personaggi vengono dimenticati dall’occhio distratto del regista Irwin Winkler come l’ex ragazzo della Biels che appare e sparisce quasi senza perché e si scelgono le strade facili del dramma familiare che sfocia nel bene o nel male nell’happy end più vomitevole. Stilisticamente neanche malvagio, con un bel prologo in Iraq che fa respirare realmente sangue, ferite e proiettili, ma poi tutto si squaglia senza possibilità di salvare nulla di realmente buono. Una battuta carina comunque: “Vaffaculo Bush? Si, vaffanculo lui e pure te, figlio di puttana” detta da Jackson ad un preside troppo conservatore. Grande Samuel, peccato il film.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4203629634324239056?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4203629634324239056/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4203629634324239056' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4203629634324239056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4203629634324239056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/home-of-brave-2006-di-irwin-winkler.html' title='Home of the brave (2006) di Irwin Winkler'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-176223446782492345</id><published>2007-12-19T02:57:00.000-08:00</published><updated>2007-12-19T04:14:05.118-08:00</updated><title type='text'>Saw 4 (2007) di Darren Lynn Bousman</title><content type='html'>&lt;img src="http://www.toxicshock.tv/news/wp-content/uploads/saw_4_ebay_auction.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Non ci siamo proprio. La saga di “Saw” è in netta discesa verso l’anonimato più assoluto. Se la piccola idea che faceva grande il primo film di James Wan mostrava già la corda nel secondo film, figuriamoci nel quarto episodio! I neofiti del cinema trucido caciarone grideranno forse al miracolo vedendo una bella autopsia con tanto di sangue e budello in bella vista, ma per gli altri resta solo la noia. Noia di un una storia che si morde la coda come un cane scemo, noia di un intreccio tremendamente simile al terzo episodio, noia per una sceneggiatura così idiota che si attanaglia il più possibile a rincorrere un finale sensazionalista che dovrebbe minare le certezze dei fan e invece fa solo incazzare. Jingsaw muore, è vivo, è un fottuto zombi alla Maniac cop? Chissenefrega. Ogni cosa in “Saw 4” puzza di vecchio: le trappole non fanno più ribrezzo, gli omicidi sono nella norma, forse il nostro livello di disgusto si è abituato a cose ben peggiori, ma questo non preoccupa gli sceneggiatori che anzi cercano di sfruttare fino all’esaurimento una gallina dalle uova d’oro. “Saw” potrebbe pure mostrare che alla fine chi ha concepito tutta questa sequela di torture è la Maga Magò e ci sarebbe comunque un cretino a dire che l’idea è geniale. Facciamoci del male, avanti così. Gli attori sono puro contorno, buttati lì come pedine di una scacchiera, non si parteggia per loro, non ci si emoziona mai, non un cenno di tridimensionalità in un film concepito a schemi come il peggiore dei videogiochi. La regia di Darren Lynn Bousman è poi approssimativa, effettistica, sciatta, scimmiotta le capacità visive (grandissime) di James Wan risultando solo un imbelle videoclipparo con il morbo di Parkinson nelle riprese di suspence. L’unica cosa decente in questo barile di pattume sono i flashback nel passato dell’enigmista, tocchi di poesia intimista in un mare di niente. Ben poca cosa davvero. Tra le scena cult di tortura la più riuscita è quella dove un uomo per salvarsi deve sfregiarsi il viso contro una serie di coltelli. Ma dopo il mare di siringhe del secondo ci si sorprende che esistano ancora anime candide ad impressionarsi. Si dice che al peggio non ci sia mai fine e invece riceviamo l’infausta notizia che la saga di Saw si accrescerà di un quinto capitolo. Piuttosto recuperate “Feed” in dvd: lì i brividi e le sorprese non mancheranno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-176223446782492345?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/176223446782492345/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=176223446782492345' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/176223446782492345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/176223446782492345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/saw-4-2007-di-darren-lynn-bousman.html' title='Saw 4 (2007) di Darren Lynn Bousman'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-4771536806461576315</id><published>2007-12-18T08:14:00.000-08:00</published><updated>2007-12-18T08:15:38.986-08:00</updated><title type='text'>BLOOD CAR (2007) di Alex Orr</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;img height="335" alt="blood_car1sheetsmall.jpg" src="http://www.geekent.com/whatsentertainingthegeek/archives/pics/blood_car1sheetsmall.jpg" width="225" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;C’è un fatto di cronaca: camion fermi e milioni di macchine in fila per una goccia di benzina: il caos. C’è poi un altro fatto di cronaca: il petrolio sta finendo. Ormai non è questione neanche di cent’anni: è imminente. Il crack potrebbe succedere da un momento all’altro. Così è partita la caccia alle nuove forme di combustibile. Pensate ad un mondo senza macchine: la mobilità ferma o gente che scopa dentro macchine rottamate in reminiscenza del passato (un tema di Romeriana memoria)  Ed è qui che si inserisce a sorpresa il film dell’esordiente Orr. Il titolo già dice tutto: Blood car: macchine che vanno a sangue. E’ la grande scoperta (fortunosa) di un ragazzo vegetariano. Prendete una macchina, connettete al motore una super-ventola trita tutto dietro il cofano e cercate di procurarvi più corpi possibili da buttare dietro il bagaglio. Quanto fa il plot in un film: tantissimo, è Blood car forse è una delle intuizione più gradevoli degli ultimi anni. Soprattutto perché a dispetto delle apparenze è un film politico. Forse l’ horror più politico degli ultimi anni. C’è un ragazzo con la sua malata invenzione, che deve procurarsi il carburante organico a dispetto dei sensi di colpa. Come fare: basta eliminare la delinquenza; lo stato basso della società (che siano rapinatori o barboni).Alla fine è come eliminare due problemi in uno: la mancanza del combustibile e la delinquenza. Le macchine vanno e la coscienza è pulita. Ma c’è un altro aspetto più politico in Blood car, che ha l’apice nel suo cattivissimo finale (che in molti potrebbero trovare troppo crudo). Va spiegato piano però. Allora chi non ha mai sentito quella frase che sta tra il sensazione e le leggende che “solo chi ha la macchina tromba”. Vero o no, Blood Car lo da per scontato: la cosa è quasi ridondante nel film. Allora preso atto di questo c’è una verità inattaccabile: solo con il sesso si possono fare i bambini. E che cosa sono i bambini: dei combustibili (è brutto ma purtroppo è proprio così nel film). Quindi riepilogando, solo la gente con la macchina fa sesso, facendo sesso nascono i bambini, i bambini vengono usati come combustibile per fare andare le Blood Car che serviranno per procreare un'altra volta;in quello che diventa un circolo vizioso. Quasi impossibile non trovare somiglianza con l’attuale scena politica mondiale. Comunque se tutto questo vi spaventa sappiate che Blood Car è anche un film divertentissimo; molte volte “oltre” la demenza parodistica. Ricco di trovate, “fuck” e omaggi (c’è ne uno palese a Ultimo tango a Parigi) Insomma fa ridere e pensare. Complimenti a questo Orr.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Daniele Pellegrini&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-4771536806461576315?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/4771536806461576315/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=4771536806461576315' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4771536806461576315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/4771536806461576315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/blood-car-2007-di-alex-orr.html' title='BLOOD CAR (2007) di Alex Orr'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-2687295362221444915</id><published>2007-12-18T07:49:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:34.661-08:00</updated><title type='text'>LA MASCHERA ETRUSCA (2007) di Ted Nicolau</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R5EvQmQSs_I/AAAAAAAACG4/ok3LpzFRP_Q/s1600-h/etruscanmask.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R5EvQmQSs_I/AAAAAAAACG4/ok3LpzFRP_Q/s400/etruscanmask.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156955010509222898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Dispiace dirlo, soprattutto dopo aver letto le lodi tessute sul mensile “Nocturno” a questo film, ma “La maschera etrusca” è pellicola orrenda. Dispiace anche perché poteva essere occasione per parlare bene di un prodotto che di italico ha quasi tutto, dall’ambientazione alla produzione. Invece il pastrocchio girato dall’ex enfant prodige della Full Moon, Ted Nicolau, non appassiona mai, risulta stilisticamente raffazzonato ed è interpretato da attori cani mal serviti da una sceneggiatura pedestre. Se si pensa che lo stesso plot poteva portare nelle mani sapienti di un Sergio Martino o di un Armando Crispino ad un thriller horror come i grandissimi “Assassinio al cimitero etrusco” e “L’etrusco colpisce ancora”, si capisce come questa pellicola sia occasione sprecata. E neanche inizia male, a dirla tutta, con un intro che ci mostra una strana compravendita di un elmetto antico e della scoperta che esso porta terribili sciagure a chi lo possiede. Il film continua ancora meglio con questa strega che sussurra parole incomprensibili ad un anonimo ragazzo e la macchina da presa che fluttua intorno a lei come l’Argento migliore, quello di “Suspiria”. Poi tutto cade nel niente, il plot si sfilaccia nella solita mattanza di giovani e con un finale esorcistico delirante. Dispiace anche che Siena sia usata tanto male come scenario per imbastire uno strong dvd come tanti mille uguali. A favore del film bisogna dire però che il reparto effetti speciali è notevole (con l’apice di un magnifico demone alato) e la pellicola su questo piano ha una dignità non indifferente. Peccato però che tutto è mal servito e a nulla valgono gli sforzi produttivi se i dialoghi sembrano usciti da un film porno e la messa in scena ricorda le telenovelas di Rete 4. Nota a margine: lo stregone sul letto ricorda moltissimo “Testament- the Legacy” di Richard Marquand, uno dei ripoff più famosi di “Suspiria”. Che sia un caso o meno non ci è dato saperlo, ma questo non toglie né aggiunge valore a questo scarso film. Da evitare come la peste.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-2687295362221444915?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/2687295362221444915/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=2687295362221444915' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2687295362221444915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/2687295362221444915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/la-maschera-etrusca-2007-di-ted-nicolau.html' title='LA MASCHERA ETRUSCA (2007) di Ted Nicolau'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R5EvQmQSs_I/AAAAAAAACG4/ok3LpzFRP_Q/s72-c/etruscanmask.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1864239449502662743</id><published>2007-12-18T07:35:00.000-08:00</published><updated>2007-12-18T07:41:00.664-08:00</updated><title type='text'>AMERICAN PIE 6: BETA HOUSE (2007) di Andrew Waller</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;img height="529" src="http://www.filmexpress.it/img/locandine/3676471b866e944f3-BetaHouse.jpg" width="385" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Eccoci all’ultimo appuntamento della saga di American Pie arrivati anche noi ormai, come dopo una lunga corsa, con la lingua a penzoloni, per la fatica. Questo sesto capitolo, come gli ultimi due episodi, non ha nessuno del vecchio cast, si fa forza solo di trovate ultracomiche e di un nutrito gruppo di ragazze nudissime a fare da cornice. Se il terzo episodio era il migliore così anche questo terzo capitolo new generation è senza dubbio il più riuscito della nuova serie. Naturalmente il film è diretto in modo anonimo, anche se divertito, e la sceneggiatura è quasi inesistente, va avanti per inerzia. Però, cosa non sottovalutabile, è un film che riesce a strappare più di una risata. Molte le scene cult: lo stupro della pecora da parte del nerd cattivo, l’eiaculazione al rallenty contro un orsacchiotto, un sogno lynchiano con una ragazza dotata di pene gigante. Difficile da raccontare, non un film indispensabile, ma una di quelle pellicole che fa piacere a volte vedere in totale scazzo. La storia, se proprio si vuole, è quella di due confraternite nemiche che si sfidano a delle olimpiadi in stile romano: la squadra vincitrice sopravviverà all’altra, mentre la sconfitta chiuderà i battenti. Naturalmente i cattivi sono i nerd secchioni, fan di Star Trek anche nella vita intima sessuale, depravati e ricchi, malvagi e sfigati, mentre i buoni sono simpatici e spigliati, non studiano mai e fanno sempre tanto sesso sfrenato. Siamo tornati indietro dagli anni 80 quando le star erano i freak e si parteggiava con loro. American pie 6 è un film oltretutto cinefilo dove vengono rifatte in maniera grottesco demenziale scene di film importanti: per esempio si cita Apocalipse Now cambiando la battuta “La mattina adoro il profumo di Napalm” con “La mattina adoro il profumo di tette bagnate” e “Il cacciatore” dove al posto di rivoltelle caricate con un proiettile ci sono pistole ad acqua riempite con sperma di cavallo. Cammeo di routine di Eugine Levy, presente in tutte e sei le puntate. Un film da amare o da odiare o da tenere come segreto nascosto mentre a tutti dici di amare Kubrick.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1864239449502662743?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1864239449502662743/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1864239449502662743' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1864239449502662743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1864239449502662743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/american-pie-6-beta-house-2007-di.html' title='AMERICAN PIE 6: BETA HOUSE (2007) di Andrew Waller'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-5939365876678718993</id><published>2007-12-18T00:45:00.000-08:00</published><updated>2007-12-18T00:47:49.701-08:00</updated><title type='text'>Headhunter (2007) Paul Tarantino</title><content type='html'>&lt;img alt="" src="http://www.filmexpress.it/img/locandine/1407446d4a11605547-headhunter.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Guarda, guarda. Ogni tanto, specie a Natale, i miracoli succedono. Io non ci credevo, eppure scartabellando le novità in una videoteca, tra un “Cerberus” ignobile e un “American pie” senza attori principali, ho trovato questo “Headhunter”. A dire il vero il film prometteva di essere la solita cagatina che vedi col telecomando un mano, mandando avanti nei dialoghi e fermandoti nelle scene di sesso e di sangue. La copertina davvero anonima, vero plagio del brutto “Tamara – toccata dal fuoco” (un giorno qualcuno dovrebbe spiegarmi questo sottotitolo), il film, girato in digitale, eco di terribili incubi come “Evil eyes” e il regista Tarantino Paul, non Quentin, erano echi non indifferenti della stronzata imminente. Eppure non ho spento né mandato avanti favorendo il  miracolo: il film è girato bene (pur con evidenti limiti di budget), scritto in maniera direi spumeggiante, interpretato discretamente e con scene che fanno balzare dalla poltrona quando meno te lo aspetti. Un horror riuscito al cento per cento, la cosa che non ti aspetti dopo che Argento e Avati ti hanno pugnalato alla spalle e il mondo non è più tanto perfetto come quando eri bambino. La trama racconta di come un uomo, deluso dal suo lavoro, trovi grazie ad un’agenzia, un altro impiego, questa volta notturno, in un ufficio semivuoto. Ben presto riceverà la visita di fantasmi che lo metteranno in guardia sul suo tragico destino: se non troverà una certa testa mozzata anche lui morirà. Paul Tarantino mette in scena fantasmi e streghe condendo il tutto con salsa splatter e girando scene a tratti insopportabili per la tensione come la mano nel tritarifiuti. L’ironia del finale poi ha qualcosa di inqualificabilmente geniale. Nota a margine: io non lo sapevo, ma il titolo si riferisce ai “cacciatori di teste” ovvero quella gente che procaccia un certo tipo di profili di dipendenti per delle grandi aziende. Io terra terra pensavo al classico maniaco con l’accetta e la bava in bocca. Ottimo comunque il film con più di un debito sotterraneo alla saga giapponese di “Ju-on”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;em&gt;di Andrea Lanza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-5939365876678718993?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/5939365876678718993/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=5939365876678718993' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5939365876678718993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/5939365876678718993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/headhunter-2007-paul-tarantino.html' title='Headhunter (2007) Paul Tarantino'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-7795517673288557582</id><published>2007-12-13T00:43:00.000-08:00</published><updated>2007-12-26T13:30:42.937-08:00</updated><title type='text'>Il buio dell'anima (2007) di Neil Jordan</title><content type='html'>&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;img src="http://www.trucemagazine.net/almanacco07/wp-content/uploads/2007/09/buioanima.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Il buio dell’anima si presenta fin da subito come film d’autore che si addentra nei meandri di un genere volgare, quello dei giustizieri, per glorificarlo artisticamente. Niente di più sbagliato se ci si deve rapportare con un capolavoro di portata titanica come “Il giustiziere della notte” di Michael Winner con l’immenso Charles Bronson. Il film di Neil Jordan infatti ne è il remake non dichiarato, molto ben girato, ma pedissequo nel seguire lo stesso schema del film del 1972 banalizzando di molto i contenuti. L’architetto Paul Kersey bronsoniano cede il posto ad una dj in procinto di sposarsi con l’aitante fidanzato (il Said di Lost in pausa pranzo dal suo serial tv), nulla di più. Sarebbe stato interessante vedere come la stessa storia poteva svilupparsi in maniera diversa sotto un’ottica femminile, invece stessa solfa: nel film di Winner stupro e omicidio della moglie del protagonista, qui nel 2007 in aria di politicamente corretto solo pestaggio dei due fidanzatini. Lei oltretutto conciata malissimo, con il volto deturpato sembra a vita, in soli due giorni torna più bella e fresca di prima. Scadente inoltre la componente psicologica che riassume il dolore di una perdita nella materializzazione extrauterina di pene-rivoltella che eiacula vendetta. Come diceva anni fa Carlos Saura in un brutto film: “Spara che ti passa”, ma qui siamo a livelli assurdi, con due gocce di lacrime versate, una notte insonne, un sogno erotico, la bella dj sembra aver dimenticato il suo bel Said, tanto da restare affascinata in quattro e quattrotto da un altrettante aitante poliziotto con matrimonio rovinato alle spalle. Il film diventa disastroso poi quando cerca di materializzare quello che Winner mai aveva raccontato, il trovarsi davvero faccia a faccia con chi ti ha rovinato la vita. Nel "Giustiziere della notte" Bronson uccideva chi poteva essere l’assassino della moglie, ma senza, incubo forse ancora più terribile, riuscire a trovarlo. Lei invece, vera catalizzatrice di sfighe umane, si trova soltanto passeggiando per strada ad essere testimone di omicidi brutali o peggio. Poi, colpo di genio della sceneggiatura, non manca neanche il fortuito faccia a faccia con un ricchissimo industriale uxoricida che, caso del destino, a lasciato a casa la sua scorta personale. Il finale è da antologia della demenza poi con una trovata finale che esalta l’omicidio e traccia linee impossibili tra sbirri e vigilantes. La Foster comunque in questo guazzabuglio dal sapore vagamente lesbo è bravissima, peccato che il film non lo sia altrettanto. Fastidioso.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;di Andrea Lanza&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-7795517673288557582?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/7795517673288557582/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=7795517673288557582' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7795517673288557582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/7795517673288557582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/il-buio-dellanima-2007-di-neil-jordan.html' title='Il buio dell&apos;anima (2007) di Neil Jordan'/><author><name>keoma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07657644846656951945</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='21' src='http://4.bp.blogspot.com/-m6VlOeWwBI8/TqMxyJuSdvI/AAAAAAAAAC8/SBJNN7GwO5s/s220/iron%2Bgirl.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-1880806302581956160</id><published>2007-12-12T17:52:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:34.935-08:00</updated><title type='text'>30 GIORNI DI NOTTE di David Slade (2007)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R2CY6JSWK2I/AAAAAAAACCM/bmMb4hVJ1l8/s1600-h/30days.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R2CY6JSWK2I/AAAAAAAACCM/bmMb4hVJ1l8/s400/30days.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5143278899149810530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Tutto in una notte. Una notte lunga 30 giorni. La città di Barrow in Alaska vive questa condizione una volta l'anno ed è l'ideale per un clan di vampiri andare lì a pasteggiare indisturbati. Questo l'assunto della fortunata graphic novel di Steve Nile e  Ben Templesmith , munifica di sequels, che la GhostHouse di Sam Raimi ha deciso di consegnare nelle mani di David Slade, sulla fiducia del lavoro fatto su Hard Candy. Innanzitutto, mettetevi l'anima in pace, qui il fumetto di Niles c'entra poco. Niente vampiri "goodfellas", nessun Vincent, nessuna ironia cafona. Niente figure acuminate dalle fattezze di vetro. Quello che rimane dei succhiasangue di Templesmith è la ferocia con cui pretendono il sangue dalle vittime. Niente romanticismi, baci,poppisti,il morso è netto e si porta via bei pezzi di carne insieme al sangue. E' difficile parlare del lavoro di Slade perchè sulla carta c'è molto più di quello che alla fine vediamo in video. Slade ama la regia classica. Le avvisaglie c'erano già in Hard Candy, un costrutto tradizionale, compassato, asciutto, basato su dialoghi ed attori. Qui si è tentato di fare la stessa cosa, nellaria rareffata dell'Alaska, Slade ha tentato l'evidente omaggio a La Notte dei Morti Viventi, mettendo una comunità a confronto con se stessa di fronte ad un pericolo ignoto,terrificante e incomprensibile. Infatti la presenza della minaccia si palesa attivamente (a parte sporadiche apparizioni) solo dopo un'ora di film. Tutto il resto voleva essere lavoro su personaggio, tensione, mestiere da artigiano classico, quasi un film in bianco e nero. Il problema è che il risultato non è stato quello che Slade  si aspettava. Perchè non c'è tensione, non c'è lo scontro tra personalità, decisioni, movimento delle situazioni. C'è confusione ed indecisione. Gli attori fanno un ottimo lavoro, Hatnett e Ben Foster su tutti, ma non basta certo ad interessarci alle loro chiacchiere. Oltretutto, a parte sporadici casi, questa tendenza alla ripresa classica di Slade non ha alcuna resa moderna. Semplicemente non ha un bel senso visivo,non vi sono immagini che rimangono impresse e questo perchè Slade ha volutamente girare nella maniera classica che forse è l'unica possibile per lui. Verso la fine, di sangue ne scorre e l'azione comunque non manca (esistono pure sempre dei produttori) ma l'eccesso di sofisticatezza della regia (già,perchè fare oggi un horror classico è sofisticato) cozza con il risultato finale ed è un vero peccato, perchè le aspettative erano molto alte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-1880806302581956160?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/1880806302581956160/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=1880806302581956160' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1880806302581956160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/1880806302581956160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/30-giorni-di-notte-di-david-slade-2007.html' title='30 GIORNI DI NOTTE di David Slade (2007)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R2CY6JSWK2I/AAAAAAAACCM/bmMb4hVJ1l8/s72-c/30days.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-8523474199422349084</id><published>2007-12-11T18:20:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:35.151-08:00</updated><title type='text'>SHOOT'EM UP di Michael Davis (2007)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R19Ty5SWKpI/AAAAAAAACAk/m-mbbdwvKWM/s1600-h/shoot.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R19Ty5SWKpI/AAAAAAAACAk/m-mbbdwvKWM/s400/shoot.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142921433316731538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Ma perchè alla Bellucci danno sempre ruoli da mignotta da bordello? Ci penserò. Intanto Shoot'em Up. Che è uno sparatutto letteralmente. C'è stato Crank che prenderva le mosse da Hong Kong e si spacciava velatamente pure per un prodotto extra occidentale, e ora c'è questo delirio di azione senza via di scampo. Smith, un vagabondo interpretato da Clive Owen, ingaggia una sparitoria mentre fa partorire a una donna un neonato appassionato di Death Metal che un agente dell'FBI corrotto (Paul Giamatti) vuole morto. Porta il bambino con se e cerca di salvarlo dai cattivi insieme a una prostituta(indovinate chi la fa?) mentre i proiettili gli vengono vomitati addosso per tutto il film. Michael Davis finalmente è arrivato, dopo commedie a non finire e l'interessante Monster Man, a fare quello che voleva, cioè un action furibondo. Che sia cartoonistico è dichiarato sin dall'inizio con Clive Owen che sgranocchia carote come Bugs Bunny, ma quando fai un'operazione del genere devi stare attento a non annoiare perchè peggio stancare lo spettatore con le chiacchiere c'è di farlo con l'azione fine a sè stessa. Ogni tanto Shoot'em Up cala e si perde in idee troppo banali (non diciamo inverosimili perchè sarebbe ridicolo). Autoironico nel voler essere contro la diffusione delle armi un film che dovrebbe avere un esercito di guerrafondaio come pubblico,vista la quantità di colpi in arrivo che si spreca. Un prodotto dignitoso di intrattenimento, forse un po' finto ma che grazie a un cast tecnico e artistico importante non ha rischiato di scadere nell'inutile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-8523474199422349084?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/8523474199422349084/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=8523474199422349084' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8523474199422349084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/8523474199422349084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/shootem-up-di-michael-davis-2007.html' title='SHOOT&apos;EM UP di Michael Davis (2007)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R19Ty5SWKpI/AAAAAAAACAk/m-mbbdwvKWM/s72-c/shoot.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18741349.post-252974763253521504</id><published>2007-12-11T16:17:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T07:04:35.319-08:00</updated><title type='text'>DEATH SENTENCE - di James Wan (2007)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R18sZJSWKoI/AAAAAAAACAc/u2JOFMi6uZs/s1600-h/deathsentencever2rq5.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R18sZJSWKoI/AAAAAAAACAc/u2JOFMi6uZs/s400/deathsentencever2rq5.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142878109981616770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Non è stata la delusione del pallido successo di Dead Silence a convincere James Wan a cambiare lo sceneggiatore con cui aveva condiviso l'exploit di Saw. Infatti Leigh Whannell è in Death Sentence come attore. Wan è stato attratto dal desiderio di ogni fan di genere di fare un film sulla vendetta, di riportare in auge la figura dei giustizieri inarrestabili e rocciosi come Charles Bronson e Dirty Harry. Dato che è ormai evidente un ritorno ai temi, ecco che il secondo libro di Brian Garfield, sequel di Death Wish da cui è tratto il film di Michael Winner, diventare una pellicola. O meglio: Death Sentence ha solo il titolo del romanzo di Garfield perchè il resto non ha nulla a che vederecon la storia. Il succo invece è che un normale impiegato a cui hanno ammazzato il figlio durante una rapina, decide di farsi giustizia da sè visto che quella ufficiale non funge. Storia vecchia come il cucco, quasi banale se non fosse che, per evitare di essere accusato di giustizialismo, lo sceneggiatore Ian Jeffers decide di ricercare le colpe di tutto questo caos nella società e nell'imprevedibilità del caso. A rendere una traballante sceneggiatura un grande action sono un protagonista come Kevin Bacon e la regia pazzesca di James Wan. Non è una bestemmia dire che Wan ha l'approccio vigoroso alla regia dei migliori (Walter Hill, Michael Mann,J. Lee Thompson...), non ha una poetica ma ha la grammatica giusta e non ha paura di sperimentare. Ricordate il piano sequenza di Ong Bak? Nulla in confronto a uno dei più grandi inseguimenti mai visti, una scena talmente di azione da dover prendere le medicine per il cuore anche se non si soffre di problemi cardiaci, dopo averla subita. Se Wan avrà modo di trovare la strada giusta non vi sono dubbi che farà cose gigantesche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 255, 255);"&gt;di Gianluigi Perrone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18741349-252974763253521504?l=cangaceirocinema.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/feeds/252974763253521504/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18741349&amp;postID=252974763253521504' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/252974763253521504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18741349/posts/default/252974763253521504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cangaceirocinema.blogspot.com/2007/12/death-sentence-di-james-wan-2007.html' title='DEATH SENTENCE - di James Wan (2007)'/><author><name>CANGACEIRO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14408705214926487429</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://img120.imageshack.us/img120/4725/logocangaceiro2ag.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_kDFSFZIUGrw/R18sZJSWKoI/AAAAAAAACAc/u2JOFMi6uZs/s72-c/deathsentencever2rq5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
